Oggi sposi: il proprio matrimonio visto dal drone, legalmente e in sicurezza

La notizia risale a un paio di mesi fa: il quotidiano L'Arena scrisse che un operatore SAPR avrebbe violato numerose norme che afferiscono ai diritti e doveri di volo con aeromobili. Tutto è cominciato quando è stato pescato a filmare un matrimonio: le indagini hanno poi rilevato come violasse ripetutamente il codice, volando in zone urbane, e financo la privacy delle persone. Carabinieri e autorità giudiziaria hanno deciso di approfondire, comminando all'avventore una multa totale di €37.000, cui si potrebbero aggiungere in futuro giudizi penali sulla sua condotta illegale.

Il Regolamento SAPR emanato dall'ENAC, giunto alla sua Edizione 2 Emendamento 3 non lascia spazio a dubbi:

Art. 10 comma 7 (operazioni critiche)
Il sorvolo di assembramenti di persone, per cortei, manifestazioni sportive o inerenti forme di spettacolo o comunque di aree dove si verifichino concentrazioni inusuali di persone è in ogni caso proibito.
Art. 10 comma 8
Ferma restando l’esclusione dal presente Regolamento della disciplina relativa all’impiego di SAPR in spazi chiusi, in quanto essi non rientrano nello spazio aereo di competenza dell’ENAC, le restrizioni di cui al precedente comma 7 si applicano alle operazioni specializzate anche nel caso in cui esse siano condotte in spazi chiusi.

Quindi, le decine di migliaia di sposi che ogni anno fanno filmare le proprie nozze con un drone devono essere coscienti che le operazioni di ripresa, se non condotte adeguatamente, costituiscono violazione del codice, e di questa violazione non è responsabile soltanto l'operatore, ma anche il committente. Vogliamo ricordare a tal proposito la sentenza n.47751/14 della Cassazione penale sez. IV del 19 novembre 2014 la quale recita:

il contratto di appalto non solleva da precise e dirette responsabilità il committente allorché lo stesso assuma una partecipazione attiva nella conduzione e realizzazione dell'opera, in quanto, in tal caso, rimane destinatario degli obblighi assunti dall'appaltatore, compreso quello di controllare direttamente le condizioni di sicurezza del cantiere (cfr., fra le tante, Cass. Sez. 4, n. 3563 del 18/1/2012, Sez. 4, n. 14407 del 7/12/2011, dep. 2012; Sez. 4, n. 1479 del 13/11/2009, dep. 2010)."

La Cassazione ricorda come l'eziologia degli eventi chiamino in causa il committente "a fronte delle capacità organizzative della ditta scelta per l'esecuzione dei lavori". Quindi, un datore di lavoro che sceglie un operatore APR non in grado di adempiere alle prescrizioni che lo stesso Art. 10 comma 3 prevede, laddove dice:

Le operazioni specializzate critiche possono essere condotte ove sia assicurato un livello di sicurezza coerente con l’esposizione al rischio, con riferimento alle operazioni dell’aviazione generale.

è passibile di sanzione. Dunque, il committente non è solo responsabile della scelta di un operatore SAPR autorizzato (Art. 7 comma 3), ma anche della condotta in sicurezza delle operazioni di volo.

EDIT: in merito alla responsabilità civile, in forza del rapporto di preposizione interviene l'art. 2049 del Codice Civile, secondo la ratio legis cuius commoda et eius incommoda, ovvero "A colui che ha vantaggi, spettano anche gli svantaggi".

Drone multa arresto polizia

L'Informativa di Sicurezza APR 005/2016

In relazione ai matrimoni, essi si configurano per loro natura come assembramenti inusuali di persone, pertanto il loro essere filmati da un APR costituisce violazione al Regolamento vigente, se le operazioni non vengono effettuate in maniera corretta. Non tutti sanno che ENAC ha emesso il 5 luglio 2016 una informativa di Sicurezza APR (005/2016), per tutte le tipologie di APR, specificando proprio questo punto:

Le persone che potranno essere ammesse all’interno dell’area saranno persone indispensabili alle operazioni quali operatori di payload oppure persone che debbano interagire con l’operatore di payload o il pilota per la finalità delle operazioni.
Non possono altresì essere in alcun caso considerate indispensabili alle operazioni persone oggetto di fotografia o videoriprese quali ad esempio attori, sportivi, persone partecipanti ad eventi che dovranno essere al di fuori dell’area di buffer.
Dichiarazioni di questi ultimi soggetti liberatorie della responsabilità sottoscritte non possono ritenersi accettabili a tal fine.

Questa informativa non fa alcuna distinzione in merito ai droni da 300 grammi, i quali sono normati dall'Art. 12 comma 5 il quale recita soltanto che le operazioni condotte con tali APR "sono considerate non critiche in tutti gli scenari operativi", quindi rientrano sotto l'egida dell'Art. 9 il quale è tuttavia esplicito nel divieto di sorvolo di assembramenti di persone. Nonostante siti web di settore continuino a riportare la notizia, non v'è prova concreta del fatto che un APR da 300 grammi inoffensivo possa sorvolare la testa di persone estranee alle operazioni purché non assembrate.

riprese drone matrimoni

Quindi? È possibile riprendere legalmente il mio matrimonio con un drone? Si, se si rispettano determinati paletti. Vediamo quali.

L'APR e il suo pilota devono essere autorizzati a volare in scenari critici. La strada più comoda è farlo secondo gli scenari standard normati dall'ENAC che semplificano molto le operazioni di volo. Tuttavia gli scenari standard impongono dei limiti, ad esempio per lo scenario S1:

  • Altezza massima 50 metri
  • Velocità massima del vento 3m/s
  • Dimensione minima di buffer 15 metri con geofencing, 5 metri se l'APR è vincolato

Attenzione: l'area di buffer è un supplemento all'area delle operazioni, tesa ad impedire l'uscita non intenzionale dell'APR e a proteggere le persone dalla dispersione di detriti in caso di caduta. La dimensione dell'area delle operazioni è direttamente collegata dall'altezza di volo e al tipo di APR impiegato: un drone vincolato che voli a 20 metri d'altezza, avrà un'area delle operazioni di 20 metri e un'area di buffer di 5 metri, ovvero dovrà mantenersi ad una distanza minima di 25 metri dalle persone che si vogliono riprendere, o addirittura di 35 metri senza vincolo ma con GPS e geofencing.

Come posso dunque fotografare dall'alto il mio matrimonio? Una veloce ricerca su Google testimonia una ripetuta violazione delle leggi che potrebbe facilmente portare all'arresto e a multe salatissime per moltissimi operatori APR, con potenziali pesanti ricadute per i propri committenti (compreso il proprietario del ristorante che ha autorizzato le riprese dall'alto). E anche se le immagini sono belle da vedere, questo non le rende meno illegali.

È sufficiente rispettare i paletti appena indicati e fare riferimento a operatori autorizzati che riprendano con attrezzatura adeguata: è del tutto evidente che effettuare riprese video con un DJI Phantom o peggio ancora con un Bebop a 25-40 metri di distanza risulti perfettamente inutile. Si avrebbero delle belle foto panoramiche ma nulla più. Allora bisogna dotarsi di gimbal con zoom, come può essere l'accoppiata DJI Inspire+Zenmuse Z30: lo zoom consentirà di avvicinare tecnologicamente l'inquadratura come fosse a pochi metri dagli sposi, ma rimanendo alla distanza di sicurezza prevista per legge.

Appare chiaro come questo tipo di riprese siano possibili in ristoranti con adeguato spazio esterno, o in chiese di campagna, ma non certo in ristoranti e chiese di ambito urbano.

Approfondimento legale

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Vieni a visitare l’Area Archeologica di Nora

La nostra azienda, nell'ambito di un lavoro di rilievo tecnologico su strutture antiche del sito archeologico di Nora, di prossima evidenza, ha prodotto un breve video nel quale abbiamo tentato di dare lustro alle meraviglie archeologiche e naturalistiche di quest'area.

Nora, localizzata nel sud della Sardegna, lungo l'attuale Capo di Pula in provincia di Cagliari, è un'antica città le cui prime tracce di frequentazione risalgono all'Età del Bronzo con la presenza di popolazioni nuragiche. È stata poi abitata dai Fenici già nell'VIII sec. a.C. e nel periodo successivo risulta essere un centro di particolare importanza: quando nel 238 a.C. i Romani conquistano l'isola, trasformano Nora in municipio e ne fanno la capitale della provincia di Sardinia e Corsica. Oggi Nora presenta vestigie soprattutto di II e III sec. d.C., in particolare le più evidenti di Età Severiana, ma l'occupazione dell'area è continuata fino in età medievale, quando venne insediato un centro militare, e ancora nel 1607 quando sull'acropoli dell'antica città viene costruita la torre costiera nota con il nome di Torre del Coltellazzo.

Oggi è oggetto di pluriennali missioni archeologiche di ben 4 Università differenti, e particolare menzione facciamo delle ricerche dell'Università di Padova che sta curando una ricostruzione 3D dell'abitato, già visibile sul sito dedicato al progetto. Il sito è visitabile praticamente tutti i giorni dell'anno attraverso obbligatorie visite guidate della durata di ca. 45 minuti, anche in lingua straniera.

Il video

Noi abbiamo lavorato nell'ambito di un progetto di restauro che interessa le Terme a Mare di Nora, e per l'occasione abbiamo effettuato una serie di riprese da terra e con drone di tutta l'area. Le operazioni con UAV sono state svolte nel rispetto dei regolamenti ENAC, volando a sito archeologico chiuso, senza presenza di persone, e a seguito di esplicito permesso della competente Soprintendenza.

Ecco a voi dunque il video pubblicato su piattaforma YouTube in HD:

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Il DJI Spark non è un SAPR inoffensivo

Dopo la presentazione del DJI Spark, ultimo nato nella casa del leader mondiale delle riprese aeree da UAV, siti specialistici hanno rilanciato la notizia che si tratterebbe di un drone classificabile come "trecentino inoffensivo", ovvero un SAPR che rientrerebbe nella categoria < 300 gr. inoffensivo per operare anche in scenari urbani come fossero missioni specializzate non critiche.

Con la nostra esperienza nelle missioni con SAPR e la conoscenza dei sistemi DJI in quanto rivenditori accreditati, vogliamo sottolineare che lo Spark NON È INOFFENSIVO e NON RIENTRA nella categoria dei 300 grammi.

Il motivo è presto detto: ufficialmente la DJI dichiara un takeoff weight di 300 grammi tondi, i paraeliche ufficiali necessari per legge pesano 38 grammi, che porterebbero questa soluzione a rientrare nello scenario standard S1. Affinché lo Spark possa rientrare nella categoria dei 300 gr. avrebbe bisogno di un alleggerimento, una reingegnerizzazione almeno del comparto batteria, una produzione nuova di zecca per paraeliche più leggeri, per andare a risparmiare i ca. 40 grammi necessari.

Con questo intervento non vogliamo affermare che qualche azienda non ci possa riuscire in futuro (l'arrivo dei primi esemplari è atteso per fine giugno, quindi sarà richiesto del tempo per poter eventualmente raggiungere tale risultato), ma soltanto che così come fabbricato lo Spark non rientra in tale categoria.

Inoltre, qualsiasi modifica apportata sull'UAV invaliderebbe la garanzia (e lavorare con strumentazione nuova di zecca ma fuori garanzia non è mai una grande idea), ed essendo i sistemi DJI delle scatole chiuse, non v'è certezza che la modifica al comparto batteria farebbe funzionare il drone. Tutte le batterie ufficiali sono di tipo Intelligent Battery, dotate di un apposito firmware che viene riconosciuto dal mezzo e con il quale la batteria comunica i suoi dati di funzionamento, consentendo all'aeromodello di valutare ad esempio la percentuale di carica restante per il return to home. Sostituire la batteria con una LiPO commerciale potrebbe impedire la comunicazione con il mezzo, che a quel punto non funzionerebbe se non modificando il firmware del drone, con conseguenti rischi per la corretta operatività del medesimo.

La modifica: uno Spark da 300 grammi con paraeliche

Per operare con il DJI Spark nell'ambito dei SAPR da 300 grammi è necessario effettuare delle modifiche di alleggerimento e dotare l'UAV di appositi paraeliche di protezione. L'operazione, dato il peso del mezzo, è relativamente semplice, ma noi consigliamo per la sicurezza di tutti di acquistare a modico prezzo le modifiche già progettate e testate da costruttori terzi. In generale le modifiche consistono nella rimozione della capottina superiore e nella rimozione dei tappini copriluci inferiori, che aiutano a recuperare i pochi grammi necessari.

In questo modo, il drone ha un costo inferiore ai €1.000 e comprende anche la manualistica necessaria per la rispondenza al regolamento ENAC, Si può acquistare il drone già pronto oppure comprare prima lo Spark e poi farlo modificare: in questo caso la scelta è obbligata sul modello Fly More Combo, l'unico che comprende anche il radiocomando, senza il quale il mezzo non è rispondente ai requisiti di legge.

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Il DJI Spark è comunque un drone da selfie

Ben diverso è infatti il discorso rispetto alle modifiche effettuate da note aziende italiane sui droni di casa Parrot, il Bebop e il Bebop 2, che vengono reingegnerizzati con un nuovo frame e una nuova batterie, intervenendo poi sul bilanciamento dei motori e sul peso delle eliche.

Una modifica difficilmente realizzabile in sicurezza sui droni di casa DJI, e infatti non si conoscono casi di successo nei quali i famosi UAV dalla Cina siano alimentati con batterie LiPO after market, ovvero non ufficiali.

Il DJI Spark è pensato e resta il più avanzato drone da selfie ad oggi in commercio, programmato per volare a pochi metri dal suolo e riprendere scene (solo FullHD) ma soprattutto scattare fotografie di se stessi con semplici gesti della mano. Non è pensato per volare a 50 metri d'altezza ed effettuare videoriprese, segmento di mercato individuato da DJI nel modello MAVIC Pro Combo come soluzione più economica attualmente disponibile, per poi arrivare al Phantom 4 Pro e salire di grado alle soluzioni professionali Inspire.

La nostra azienda rimane a completa disposizione per chiunque voglia approfondire l'aspetto tecnico di questo discorso ed evitare di commettere errori tecnici che porterebbero ad una spesa senza risultato.

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ENAC ufficializza le nuove procedure operative per i SAPR

Quando si parla di novità procedurali da parte di ENAC, trema sempre la mano nell'aprire i documenti e leggere quale complicazione è stata introdotta nell'operare con i SAPR. Invece questa volta ENAC ha aggiornato le pratiche per gli scenari critici, rendendo molto più semplice operare con gli APR anche in ambiti urbani.

In poche parole, vengono finalmente ufficializzati gli scenari standard: introdotti operativamente già nel settembre 2016, ma esclusi dall'emendamento natalizio al Regolamento, ora gli scenari standard diventano la norma per le operazioni critiche con i SAPR a condizioni predeterminate. Per di più, rispetto a quanto finora approvato, i "vecchi" scenari vengono aggiornati e vengono in più introdotti gli scenari extraurbani, semplificando così le operazioni su infrastrutture come autostrade, ferrovie, gasdotti, cantieri, riprese cinematografiche e televisive, etc. A partire da oggi, ciliegina sulla torta, diventano possibili le operazioni notturne senza preventiva autorizzazione ad hoc e la domanda di abilitazione al volo non richiede più che la documentazione venga inviata ad ENAC, come già succede per le operazioni non critiche.

ArcheoFly FTD300X in volo

Semplificare

Insomma, quello che non riesce mai al Governo Italiano, è riuscito ad ENAC dopo soli 3 anni di lavoro: nonostante il continuo mutamento nel mercato degli UAV e le numerose critiche a Regolamenti spesso mutevoli senza preavviso, ENAC ha raccolto e messo a frutto l'esperienza maturata rendendo più semplice poter operare con SAPR negli scenari in cui effettivamente il loro uso lavorativo è preminente.

Questa mossa servirà per convincere gli operatori in nero, che mettono in pericolo la sicurezza delle persone ma soprattutto violano la legge, a mettersi in regola, normalizzando il mercato? È presto per dirlo. Intanto ecco la nuova procedura per operare in scenari critici con gli APR.

La nuova procedura

Da oggi, qualsiasi operatore che voglia essere autorizzato da ENAC ad operare in scenari critici dovrà seguire questi semplici passi: rimane obbligatoria la redazione della documentazione e della manualistica fino ad oggi prevista, con la novità che non deve più essere inviata ad ENAC insieme alla domanda per l'approvazione ma bisognerà esibirla a qualsiasi controllo venga richiesto e portarla sempre insieme all'APR.

Pagare attraverso il portale servizi online ENAC la clausola N43-1 "Diritti Rilascio Dichiarazioni e duplicati - Rilascio Autorizzazione Operazioni critiche SAPR in scenari Standard" di €110.

Inviare la domanda in carta bollata seguendo il nuovo modulo che la stessa ENAC ha messo a disposizione: domanda di rilascio autorizzazione. Sulla domanda andrà riportato il numero di fattura che ENAC rilascerà al pagamento dei diritti sopra menzionati. Sulla domanda inoltre andrà applicata la marca da bollo di €16. Va ricordato che bisogna esplicitamente barrare la casella per gli scenari standard, avendo bene in mente quali sono le limitazioni operative che questi scenari prevedono.

Se tutta la documentazione è in regola, l'autorizzazione ad operare negli scenari standard attiverà nell'arco di ca. una settimana.

I nuovi scenari

Qualora si ritenesse che gli scenari siano limitanti per la propria attività lavorativa, bisognerà richiedere un'autorizzazione ad hoc, che richiede più tempo ma che ovviamente elimina alcuni paletti, che andiamo subito a vedere:

  1. S01 - impiego di APR di massa operativa al decollo minore o uguale a 2 kg che non possiedono le caratteristiche di inoffensività di cui all’art. 12 in area urbana;
  2. S02 - impiego di APR di massa operativa al decollo maggiore di 2 kg e minore o uguale a 4 kg in area urbana;
  3. S03 - impiego di APR di massa operativa al decollo maggiore di 4 kg e minore o uguale a 10 kg in area urbana;
  4. S04 - impiego di APR di massa operativa al decollo minore o uguale a 4 kg che non possiedono le caratteristiche di inoffensività di cui all’art. 12 in area extraurbana su cantieri o infrastrutture lineari quali ad es. autostrade, elettrodotti, ferrovie, gasdotti;
  5. S05 - impiego di APR di massa operativa al decollo maggiore di 4 kg e minore di 25 kg in area extraurbana su cantieri o infrastrutture lineari quali ad es. autostrade, elettrodotti, ferrovie, gasdotti;
  6. S06 - impiego di APR di massa operativa al decollo minore o uguale a 4 kg che non possiedono le caratteristiche di inoffensività di cui all’art. 12 in area extraurbana per riprese televisive cinematografiche;
  7. S07 - impiego di APR di massa operativa al decollo maggiore di 4 kg e minore di 25 kg in area extraurbana per riprese televisive cinematografiche.

Ulteriori limiti: come già previsto dal Regolamento, permangono i limiti di divieto di sorvolo di persone a meno che non siano indispensabili alle operazioni e addestrate allo scopo. Gli APR con peso superiore a 10 Kg non possono rientrare negli scenari standard per operare in area urbana, per loro va prevista un'autorizzazione ad hoc.

I voli notturni, con range più limitato rispetto al VLOS diurno, sono possibili solo con le prescrizioni tecniche di installare sull'APR le luci di riconoscimento di tipo aeronautico: anteriore destra verde, anteriore sinistra rossa e posteriore  bianca.

Su diretta richiesta di AOPA Italia, ENAC ha ufficializzato che i vecchi operatori sono automaticamente abilitati al volo notturno per lo scenario per i quali erano stati già autorizzati (S1, S2 o S3) e in più riceveranno automaticamente l'abilitazione agli scenari extraurbani (S4, S5, S6, S7). È necessario comunque ricordare che sebbene abilitati al volo notturno, questo sarà possibile solo se l'operatore aggiornerà il manuale delle operazioni del proprio APR per questa tipologia di voli.

Tutte le altre informazioni si possono reperire direttamente sui documenti ufficiali che seguono. Rimaniamo a disposizione per chiunque voglia chiarimenti.

Nota Informativa ENAC sugli Scenari Standard


Scenario Standard S01


Scenario Standard S02


Scenario Standard S03


Scenario Standard S04


Scenario Standard S05


Scenario Standard S06


Scenario Standard S07


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TECH HOW TO: installazione di un dissipatore su CPU Intel Kaby Lake

La nostra divisione Tech ha pubblicato, sul nostro canale YouTube, un video-tutorial per spiegare come installare un dissipatore Noctua NH-D15 su scheda madre MSI Tomahawk Arctic Z270 equipaggiata con CPU Intel Kaby Lake i7-7700K.

L'occasione è stata resa possibile dalla recente configurazione di una Workstation per fotogrammetria che abbiamo studiato per le esigenze di un cliente, orientata al massimo rapporto prestazioni/budget. Si tratta di una workstation assemblata, così da garantire la massima libertà di aggiornabilità e di intervento, e non di WS prefabbricata che obbliga l'utente a mantenere la configurazione bloccata per almeno 3 anni.

La Workstation verrà presentata in un prossimo video, con tutti i test e le analisi prestazionali potenziate grazie alla pratica di overclocking applicata sui componenti. Nel frattempo, ecco a voi come montare il dissipatore:

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