Archeo Staff

Siamo specializzati nel campo dell'archeologia, della fotografia digitale, della topografia, del laser scanner e operatori CRO autorizzati ENAC per lavorare con i droni.
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DJI Summer Sale: sconti fino al 20% entro il 2 Giugno

La Primavera, se mai è arrivata, è al suo culmine e in vista della stagione estiva DJI lancia la sua promozione per l'acquisto di materiale da ripresa che colorerà le vostre vacanze. Dopo la presentazione della DJI Osmo Action avvenuta il 15 Maggio, eccoci alla DJI Summer Sale 2019 che coinvolge gli acquisti dei seguenti prodotti effettuati e attivati tra il 18 maggio e il 2 giugno 2019.

DJI Mavic 2 Zoom e in bundle con smart controller

L'ultimo arrivato dell'azienda cinese, il più indicato per l'uso creativo e destinato a tutte le tipologie di utenza, è il Mavic 2 Zoom che abbiamo presentato in un precedente articolo.

Sensore CMOS da 1/2.3" da 12MP con zoom ottico 2X e digitale fino a 4X, modalità QuickShot Dolly Zoom specifica per questo modello, fotografie di paesaggio in modalità Super Risoluzione fino a 48 MP, modalità Hyperlapse integrata e nuovo codec H.265 per una maggiore qualità dell'immagine video. E davvero molto altro ancora...

In promozione sia in versione singola che in versione abbinata allo Smart Controller, il nuovo radiocomando con tecnologia OcuSync 2.0 e schermo 5,5" integrato da 1000 nit.

SCOPRI IL MAVIC 2 ZOOM

DJI Mavic 2 Zoom

Regular price
€ 1249,00

DJI Mavic 2 Zoom con Smart Controller

Regular price
€ 1749,00

DJI Ronin-S standard ed essential kit

La serie Ronin prodotta da DJI propone una serie di gimbal altamente professionali per le riprese video. Nata per le cineprese professionali, sono state sviluppate nel tempo varianti più piccole per l'uso più prosumer di videomaker, vlogger etc. Il DJI Ronin-S discende dall'esperienza Osmo ed è pensato per le DSRL sia reflex che mirrorless fino a 3,6 Kg di peso: una gimbal stabilizzata su 3 assi che può essere facilmente montata su un buggy RC per riprese a bassa-angolazione o anche come una camera remotata su un jib. La tecnologia SmoothTrack permette di passare fluidamente dal movimento all’inquadratura con una sola mano.

La versione standard kit propone in più il Focus Wheel e una serie di cavi e grip in metallo per potenziare le vostre possibilità di ripresa video.

DJI Ronin-S Standard kit

Regular price
€ 749,00

DJI Ronin-S Essential kit

Regular price
€ 499,00

DJI Goggles RE

I DJI Goggles RE (Racing Edition) sono il sistema FPV progettato dall'azienda cinese per sperimentare il First Person View senza restrizioni, con latenza di soli 50 ms, trasmissione 1280×960 HD, e trasmissione automatica FHSS (Frequency-Hopping Spread Spectrum). Supporta inoltre la visione panoramica Sphere e la riproduzione video locale su scheda microSD.

Pienamente compatibile con i droni DJI che utilizzano il modulo di trasmissione OcuSync Video, può essere collegato anche a droni "più vecchi" come il DJI Spark e il DJI Inspire 1 con appositi cavi: per lo Spark è necessario il DJI Goggles – Micro USB OTG Cable; con la serie Inspire 1 è necessario il DJI Goggles – HDMI (Type A) Female to HDMI (Type C) Male Adaptor. Con il Phantom 4 Pro si collega tramite cavo USB, oppure tramite il modulo HDMI (part54) da sostituire sul proprio radiocomando, modulo compatibile anche con la serie Phantom 3 Adv/Pro.

Ricordiamo che il volo in FPV in aree aperte è attualmente vietato dal vigente Regolamento ENAC: l'uso di questo dispositivo è pertanto riservato a persone accompagnatrici diverse dal pilota del drone.

Regular price
€ 599,00

DJI Osmo Mobile 2

La serie Osmo Mobile di DJI trasforma il vostro smartphone in una videocamera stabilizzata su 3 assi per riprese video fluide in posizione sia orizzontale che verticale. Grazie alla funzione ActiveTrack il dispositivo seguirà i soggetti in movimento in modo automatico, mantenendo grande stabilità nella registrazione. Sarete in grado di replicare l'effetto Vertigo o Dolly Zoom, creare panorami ad alta definizione, garantire ore di live streaming grazie alla potente batteria da 15 ore di funzionamento in grado di ricaricare lo smartphone.

Regular price
€ 149,00
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I servizi di filesharing: WeTransfer, SwissTransfer, FileMail, TransferNow

file-sharing

Quando si parla di aerofotogrammetria, videoriprese, rilievi con laser scanner, uno dei problemi principali cui vanno incontro i professionisti è il trasferimento dei file. Quasi sempre infatti si tratta di documenti la cui dimensione è superiore ai 2 GB, che è generalmente il limite massimo che offrono i servizi collegati con i principali account email (come JumboMAIL di Libero). In questo è certamente vantaggioso Gmail, il servizio offerto da Google LLC, che essendo collegato al suo servizio cloud Google Drive offre fino a 15 GB di spazio per gli allegati, con numerose opzioni di condivisione. Lo spazio può essere ampliato a pagamento, con una spesa annuale di €19,99 per 100 GB di spazio. Una soluzione estremamente valida è un NAS (Network Attachment Storage) che essendo fisicamente nel vostro ufficio sfrutta tutto lo spazio disponibile sull'hard disk installato al suo interno (generalmente fino a 2 TB): a termini legali è una soluzione obbligata per alcune tipologie di professionisti che trattano dati sensibili, ma esula dal presente articolo. In questo caso ricordiamo che la velocità di download del cliente è pari alla vostra velocità di upload: una comune ADSL 20 MB con velocità di upload a 700 KB/s non è particolarmente idonea a trasferire GB e GB di dati a causa del lungo tempo di scaricamento richiesto.

Oggi illustreremo i 4 principali servizi di file sharing disponibili in rete che offrono almeno una base di servizio di tipo free. Non si tratta di tutorial su come si usano tali servizi, estremamente intuitivi nella loro interfaccia minimale, ma un confronto tra le opzioni che essi offrono, sia gratuite che a pagamento.

WeTransfer

È uno dei più famosi servizi di filesharing, in piedi oramai da 10 anni e gestito dalla società olandese WeTransfer B.V. Offre un piano gratuito e un piano plus a pagamento. Il servizio è molto semplice: collegandosi alla home page si compila un semplice form dove sono richiesti email di chi invia, email di chi riceve, un messaggio (opzionale) e il/i file da inviare: funziona su tutte le piattaforme (essendo un servizio che si può gestire via browser), offre un'integrazione diretta con Firefox e Chrome, fornisce app per Android e iOS. Compilato il form si preme sul pulsante Trasferisci e inizierà l'upload: i tempi dipendono dalla connessione che avete e dalla dimensione del file, ma in genere la banda a disposizione garantisce una buona velocità. I server di WeTransfer sono all'estero, ovvero non in Italia, quindi attenzione a usare questo servizio che trasferite dati sensibili che tecnicamente non possono varcare i confini del Paese.

Ricordiamo che WeTransfer è GDPR compliant, ma se dovete trasferire tramite questo servizio file e documenti che sono legati a una persona fisica, ovvero possono essere usati per identificare una persona fisica, nel caso lo facciate in qualità di aziende o professionisti siete soggetti al Data Processing Agreement (scarica il PDF) con WeTransfer B.V. che gestisce il trasferimento conservando i dati sui propri server. Si compila il documento e lo si invia tramite questo form: Submit a request.

Se avete bisogno di trasferire file più grandi di 2 GB, il servizio offre un piano Plus a pagamento (€12/mese o €120 l'anno) che vi mette a disposizione 20 GB per trasferimento, 100 GB di storage, la possibilità di personalizzare l'url, creare una rubrica, proteggere i file con password, etc.

wetransfer plus

SwissTransfer

SwissTransfer è un nuovo servizio di file sharing, inaugurato a febbraio 2019, fornito dalla società svizzera Infomaniak Network SA. Si appoggia a un datacenter di tipo TIER III+, una tipologia di alto livello che garantisce un uptime del 99,982% con ridondanza N+1. È fisicamente collocato in Svizzera, Paese che non fa parte dell'Unione Europea, pertanto è uno Stato extracomunitario e come tale bisogna fare attenzione ai dati che transitano attraverso di esso.

Testato il funzionamento, risulta estremamente veloce sia in upload che soprattutto in download, dove le connessioni in fibra ottica possono sfruttare l'ampia banda disponibile. A livello di uso gratuito e senza iscrizione è probabilmente il servizio che in questo momento è da preferirsi: consente trasferimenti di file fino a 25 GB, che possono essere protetti con password e di cui si può decidere la scadenza a 1, 7, 15, 30 giorni e si può anche decidere quante volte si può scaricare, se 1, 20 o 60. Per garantire una certa sicurezza contro accessi non consentiti, si può ad esempio decidere che il file sarà disponibile soltanto per 1 giorno, soltanto per 1 download, accessibile tramite password.

Non sembra attualmente disponibile un piano superiore a pagamento e pertanto il servizio è fruibile solo tramite interfaccia browser.

swisstransfer

FileMail

FileMail è il servizio offerto dall'omonima azienda norvegese.

Dalle specifiche del servizio risulta che i file vengano trasferiti criptati con la tecnologia TLS-1.2 (AES-256), utilizzando AES Galois/Counter mode (AES-GCM). Il piano gratuito prevede file/cartelle di dimensione massima pari a 50 GB, che resteranno disponibili per 7 giorni per un numero illimitato di download. Il piano a pagamento Pro, al costo di $15 mensili, vi offre la possibilità di inviare file di peso "illimitato", protetto con password, avrete a disposizione uno spazio per conservare i file di 100 GB permanenti, personalizzare il marchio e potete anche integrare FileMail sul vostro sito web, qualora siete professionisti che non devono solo inviare ma anche ricevere grossi documenti. Un'opzione interessante proposta agli utenti business è la possibilità offerta di controllare su quali server far transitare i propri dati: FileMail ha diversi datacenter sparsi nel mondo e possiamo ad esempio scegliere che i nostri dati non passino mai su quelli australiani e asiatici e che magari in Europa siano soltanto su un server in Germania (si può scegliere tra questo Paese e Olanda, Spagna e naturalmente Norvegia).

Il servizio tramite browser risulta lento, con tempi soprattutto di scaricamento estremamente elevati (abbiamo verificato più volte un bandwidth di 2 MB/s): l'azienda punta soprattutto su una gestione integrata dei dati, pertanto rende disponibile una serie di applicazioni compreso un piccolo software per PC e Mac che garantisce velocità decisamente maggiori.

Come nel caso di WeTransfer, se volete utilizzare il servizio per inviare file che contengano informazioni personali, dovrete compilare il GDPR Data Processing Agreement (scarica il PDF) da restituire a [email protected]

filemail

TransferNow

TransferNow è un altro servizio per inviare file pesanti lanciato nel 2013 da due studenti francesi: l'hosting si basa su datacenter certificato Tier III fisicamente collocato in Francia.

L'offerta gratuita o per "utente ospite" prevede 4 GB di dimensione massima o 250 file, trasferimento protetto tramite password, validità dei file fino a 7 giorni, è possibile scegliere la data di invio e/o la scadenza di un trasferimento. Si possono inviare fino a 5 trasferimenti al giorno per 20 destinatari diversi. Tramite questo servizio si possono anche condividere i file: in questo caso sarà possibile effettuare il download parziale o totale del trasferimento e nel caso di foto e video poter vedere l'anteprima e lo streaming prima del download.

Con TransferNow Premium al costo di €8,50 al mese (senza vincoli) viene ampliata la soglia massima di dimensione file fino a 20 GB o 500 file, la disponibilità del trasferimento sale a 30 giorni rinnovabili. Si avrà a disposizione un indirizzo web personalizzato per inviare/ricevere i file ed è possibile integrare il servizio nel proprio sito internet tramite un widget.

Il servizio è compliant con il GDPR ma non è stato possibile reperire il documento Data Processing Agreement per cui sconsigliamo di usare tale servizio se è necessario condividere dati sensibili nel rispetto delle leggi europee.

transfernow

Confronto tra servizi

In questa tabella proviamo a confrontare tra loro i 4 servizi che sono stati descritti:

WeTransferSwissTransferFileMailTransferNow
Dimensione file invio gratuito2 GB25 GB50 GB4 GB
Dimensione file invio a pagamento20 GBNon previsto"Illimitato"20 GB
Trasferimento di cartelleNoNoSiSi
Email e linkSiSiSiSi
Numero di trasferimenti al giornoIllimitati10Illimitati5
Impostare durata del trasferimentoSolo Plus (gratis 7 giorni)Si fino a 30 giorniSolo Pro (gratis 7 giorni)Si fino a 7 giorni (Premium 30 giorni)
Proteggere con una passwordSolo PlusSiSolo ProSi
Spazio di storage per i trasferimentiSolo plus fino a 100 GBNon previstoNoNo
Personalizza URL e paginaSolo PlusNon previstoSolo ProSi
App multipiattaforma e multisistemaSiSolo browserSi anche API per sviluppatoriSi
Integrazione con un sito internetNoNon previstoSolo ProSolo Premium
Numero di download personalizzabileNoSiNoNo
Posizione dei serverEUSvizzeraEUFrancia
GDPR Data Processing AgreementSiNon trovatoSiNo
Costo abbonamento plus€12/mese o €120/annoNon previsto$15/mese€8,50/mese senza vincoli

In questo articolo abbiamo messo a confronto le offerte di file sharing di alcuni dei maggiori servizi in tal senso. La premessa non era di indicare il migliore, ma paragonarli per offrire un metro di giudizio su quale dei presentati meglio si adatta alle proprie esigenze. Naturalmente non sono gli unici servizi esistenti: qualsiasi servizio di cloud storage può funzionare come servizio di file sharing, dal citato Google Drive a Dropbox ad Asus WebStorage, da OneDrive (offerto da Microsoft) a iCloud (offerto da Apple), la lista è molto lunga. Tra i servizi di file sharing potremmo ancora citare MyAirBridge, che gratuitamente offre l'invio di file fino a 20 GB che restano disponibili per 2 giorni: si può registrare un account gratuito e si avranno a disposizione 200 GB al giorno invece che 100 GB per trasferire i dati. Mette a disposizione poi 3 piani a pagamento che si adattano a diverse esigenze, dal Basic a €2,59 fino all'Enterprise a €59,99 che offre 10 TB di capacità di archiviazione.

E tu, che servizio usi?

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Guida alla richiesta di NOTAM per operazioni con APR

Guida alla richiesta di NOTAM per operazioni con APR

In data 23 gennaio 2019 l'ENAC ha rilasciato una nota con la quale ha modificato la procedura per richiedere un'autorizzazione a effettuare operazioni con Aeromobili a Pilotaggio Remoto all’interno delle zone di traffico aeroportuale (ATZ) e sotto i coni di decollo e atterraggio nelle zone di controllo (CTR), di cui al Regolamento ENAC “Mezzi Aerei a Pilotaggio remoto”. Tale richiesta dovrà ora essere portata avanti mediante presentazione del Notiziario speciale Allegato A alla Circolare ENAC ATM-05A Eventi e attività speciali interessanti il traffico aereo completo di ogni dato richiesto.

Prima di questa data, la procedura per richiedere tale autorizzazione era scrivere alla Direzione Centrale Economia e Vigilanza Aeroporti dell’ENAC mediante una PEC a protocollo at pec.enac.gov.it dopo aver pagato i relativi diritti di segreteria (€94) e attendere l'esito della procedura: l'ufficio ENAC avrebbe contattato la Direzione Aeroportuale competente e restituito l'esito all'operatore. Qualora l'esito fosse stato negativo, bisognava modificare la richiesta e ricominciare la procedura. Sono stati segnalati casi nei quali l'autorizzazione al volo è arrivata dopo oltre 6 mesi dall'inoltro della pratica.

Il trasferimento delle competenze ha cambiato la procedura, che ora andiamo a illustrare, con la speranza che ciò velocizzi l'ottenimento dell'autorizzazione.

Questa richiesta di autorizzazione è chiamata richiesta di NOTAM: la NOtice To Air Men è un avviso pubblico a tutti i naviganti (dell'aria) su notizie inerenti il volo, nel caso di un APR della presenza di un possibile ostacolo o elemento disturbante al quale il pilota dell'aereo deve prestare attenzione per prevenire possibili incidenti o inconvenienti. Tuttavia è la Direzione Aeroportuale (D.A.) a determinare la necessità dell’emissione di un NOTAM: quindi l'operatore APR può essere autorizzato ad operare senza che questo comporti l'emissione di un NOTAM.

La procedura: determinare il luogo delle operazioni

Quando è necessario richiedere un'autorizzazione al volo? Quando il luogo delle operazioni ha coordinate geografiche che ricadono all'interno di un'ATZ, di alcune aree Proibite, Regolamentate, o segregate, nelle CTR oltre i limiti imposti dal Regolamento (v200-H70) e sotto le traiettorie di decollo e atterraggio. Per sapere se il luogo di sorvolo è soggetto a restrizioni è a disposizione la cartografia aeronautica, acquistabile attraverso i servizi forniti da ENAV, oppure sfruttando il servizio che la stessa ENAV fornisce attraverso il portale d-flight: attenzione, solo la carta stampata ha valore ufficiale, qualsiasi mappa online, anche se gestita da un'Autorità statale come ENAV, può essere soggetta a errore che però non giustifica l'operatore SAPR e/o il pilota. Nel caso di un'area ATZ, ovvero una zona di traffico aeroportuale, ecco il messaggio che avvisa del divieto di volo:

Le operazioni dei SAPR non possono essere condotte all’interno dell’ATZ di un aeroporto e nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo ed atterraggio. All'interno di ATZ, operazioni specializzate critiche e non critiche possono essere condotte solo previa autorizzazione da parte di ENAC.

Nel caso di un'area CTR, ovvero una zona di controllo, il Regolamento SAPR (ora all'Ed. 2 Em. 4 di luglio 2018) all'art. 24 comma 4b dispone il divieto di effettuare operazioni con SAPR all'interno di tali aree fatto salvo che, comma 5:

Le operazioni dei SAPR all’interno dei CTR sono consentite esclusivamente ai sistemi con mezzi aerei di massa operativa al decollo minore di 25 kg, fino ad un’altezza massima di 70 m AGL e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 200 m. Nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo e atterraggio oltre i limiti dell’ATZ e fino a 15 km dall’aeroporto, il limite di altezza è fissato a 30 m AGL.

Il successivo comma 6 determina inoltre che qualora le operazioni non soddisfino tali requisiti, esse sono soggette ad autorizzazione secondo le procedure pubblicate da ENAC, ovvero dal 25 gennaio con l'allegato A della circolare ATM05A nel modo che stiamo illustrando.

Bene, abbiamo determinato che la nostra operazione ricade all'interno di un'area ATZ, come procediamo?

Guida alla richiesta di NOTAM per operazioni con APR

ATM05A Accessibile

Compilare l'allegato A dell'ATM05A

In quanto soggetti alla richiesta di autorizzazione, dovremo compilare l'allegato A della circolare ATM05A che come scritto riguarda Eventi e attività speciali interessanti il traffico aereo.

Il modulo è relativamente semplice da compilare: bisogna inserire il tipo di APR che s'intende utilizzare, il luogo delle operazioni con le coordinate geografiche espresse nel sistema WGS84, l'area delle operazioni individuata con la stessa modalità (se l'area delle operazioni è circolare, sarà sufficiente indicare il centro e il raggio, se è poligonale bisognerà indicare le coordinate degli spigoli che determinano il poligono), l'altezza di volo, fissata a 30 metri che scende a 15 metri se il volo sarà effettuato sotto le traiettorie di decollo e atterraggio, oppure all'altezza massima di un'ostacolo già presente, e andranno indicate le date delle operazioni. Un NOTAM può essere richiesto per istituire una zona soggetta a restrizione con validità fino a 90 giorni, rinnovabili per altri 30.

La nostra azienda fornisce aiuto agli operatori che avessero bisogno di compilare l'allegato A senza errori, e assistenza nella procedura di richiesta. Per qualsiasi esigenza contattaci.

In merito alle tempistiche di presentazione della domanda, l'articolo 4.3 della circolare ATM05A recita:

L’organizzatore, compilato il “Notiziario Speciale”e acquisite le necessarie valutazioni tecniche e le eventuali prescrizioni o restrizioni da parte degli enti ATS presenta tale documento, come richiesta di emissione NOTAM, alla D.A. competente (vedi AllegatoB), almeno 45 (quarantacinque) giorni calendariali prima della data dell’evento o di inizio dell’attività.

Vi sono casi nei quali l'autorizzazione è stata ottenuta pur non avendo rispettato i tempi previsti: in tal caso, è facoltà della D.A. rilasciare l'autorizzazione valutato che l'operazione non confligge con il traffico aereo civile, dopo contatto diretto con l'operatore SAPR. Noi consigliamo, per maggiore tranquillità, di iniziare la procedura almeno 2 mesi prima la data delle operazioni. Inoltre, qualora le riprese non vengano effettuate ad un evento che ha un data e un orario precisi, si consiglia di richiedere più giorni di segregazione dello spazio aereo, questo per 2 semplici motivi: non è possibile prevedere la situazione meteorologica con 2 mesi di anticipo e/o il lavoro potrebbe rivelarsi più lungo e complesso del previsto.

Una volta compilato il notiziario speciale bisogna spedirlo all'Ente ATS di competenza dell'aeroporto che gestisce l'ATZ, nell'esempio della figura soprastante l'aeroporto di Ciampino, affinché rilasci il parere di competenza sull'operazione richiesta, con eventuali condizioni o prescrizioni da rispettare. Ecco una lista di indirizzi email ai quali inoltrare l'allegato A per dare inizio alla procedura di richiesta NOTAM.

Di seguito un fac-simile con le indicazioni di come si deve compilare un ATM05A.

ATM05A Indicazioni

Spedirlo all'Ente ATS per il rilascio del parere di competenza

L'indirizzo email dell'Ente ATS a cui inviare la richiesta si può facilmente recuperare dalle pubblicazioni AIP che vengono messe a disposizione dai servizi online del portale di ENAV, liberamente accessibile a tutti previa registrazione. I documenti ricadono sotto l'acronimo AD che sta per AeroDromes, in particolare nella sezione AD2 cliccando sul documento che ricade nella colonna ICAO Code.

NOTAM per APR in ATZ

Inviare il Notiziario Speciale a ENAC

Dopo un tot periodo di tempo che non è possibile predeterminare (vi sono Enti che hanno risposto in 15 giorni, altri Enti che hanno risposto in 40 giorni), riceverete il parere ATS con relativo nulla osta al volo, eventuali condizioni e prescrizioni da rispettare durante l'operazione (tipo mantenere il contatto diretto con l'aeroporto, volare al di sotto dello skyline prodotto da alberi ed edifici circostanti), o ricevere il diniego all'operazione perché le modalità operative confliggono con il traffico aereo civile previsto per quelle date. In quest'ultimo caso bisognerà modificare le modalità di volo e le date dell'operazione per ottenere il nulla osta.

Con questo documento in mano possiamo scrivere a ENAC, inviando una PEC a protocollo AT pec.enac.gov.it contenente:

  • Il Notiziario Speciale compilato così come precedentemente inviato all'Ente ATS
  • Il parere dell'Ente ATS (può essere un timbro sul Notiziario o un documento a parte)
  • La fattura che attesti il pagamento dei Diritti per richiesta emissione NOTAM, art. N57-4 del valore di €94

I diritti possono essere pagati attraverso i servizi online forniti da ENAC.

Attenzione, aver ottenuto un parere ATS positivo, non autorizza l'operatore a volare in ATZ. Il parere infatti non è un'autorizzazione, documento che può rilasciare soltanto ENAC.

Poiché con questa procedura il compito di ottenere il parere dell'Ente ATS è in capo all'operatore SAPR, l'ufficio ENAC si limita a controfirmare il Notiziario e rilasciare dunque autorizzazione ad effettuare l'operazione, anche nel giro di 24H.

Con questo documento in mano, fatte salve eventuali ulteriori autorizzazioni di Enti preposti al controllo di quell'area (Parchi naturali, siti archeologici, etc.), l'operatore è legalmente autorizzato a volare all'interno dell'ATZ nel rispetto delle leggi e dei Regolamenti, che servono a garantire la sicurezza di chiunque utilizzi lo spazio aereo.

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Riepilogo

Riassumiamo in breve la procedura descritta:

  1. verifico se l'area delle operazioni ricade in ATZ o se devo volare secondo specifiche che non rientrano in quanto previsto dal Regolamento SAPR
  2. compilo l'allegato A "Notiziario Speciale" della circolare ATM05A inserendo in modo completo ed esaustivo tutti i dati richiesti
  3. inoltro il notiziario all'Ente ATS che ha competenza sull'aeroporto che controlla l'ATZ, possibilmente almeno 45 giorni prima la data dell'attività, al fine di riceverne il parere positivo con eventuali condizioni e prescrizioni
  4. ottenuto il nulla osta, pago i diritti di emissione NOTAM N57-4 a ENAC (€94)
  5. invio notiziario speciale, insieme al parere ATS e alla fattura che attesta il versamento effettuato a protocollo at pec.enac.gov.it
  6. attendo che ENAC mi risponda con l'autorizzazione ad effettuare l'attività
  7. carico le batterie e vado a svolgere l'operazione con SAPR

Seguendo questa procedura nel rispetto di quanto previsto dalla Circolare ATM05A e dal Regolamento SAPR vigente, abbiamo già ottenuto diversi nulla osta con relative autorizzazioni per effettuare attività con SAPR all'interno di ATZ. Quindi siamo abbastanza certi della correttezza di tale procedura che vogliamo condividere per migliorare la cultura della legalità, del rispetto delle regole e dell'utilizzo sano dello spazio aereo, senza che questo pregiudichi il lavoro.

Volare illegalmente per paura che la burocrazia possa farci perdere un lavoro, generando così un guadagno illecito, mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini e non solo (se dovete effettuare un'operazione di tipo CRO che necessita di un'area delle operazioni non accessibile a persone estranee, dovete magari far chiudere una strada o una piazza, attività di competenza della Polizia Locale che vi richiederà l'autorizzazione ENAC a operare) e ha come unico effetto la percezione negativa nell'uso dei droni da parte di imprese e consumatori, che sono il motore economico di questo settore.

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DJI Phantom 4 Pro fuori produzione (per ora)

DJI Phantom 4 Pro out of stock

Da qualche giorno campeggia sulla pagina ufficiale del DJI Phantom 4 Pro V2.0 l'avviso che vedete in copertina e che recita:

Phantom 4 Pro non è più in produzione.

invitando l'utente a consultare l'ultimo arrivato del colosso cinese, il Mavic 2 nelle sue varie declinazioni. Rilasciando un'intervista a The Verge, Adam Lisberg direttore delle comunicazioni DJI ha voluto smentire un'uscita di Romeo Durscher, amministratore di Public Safety Integration dell'azienda cinese. Quest'ultimo aveva affermato che oramai la linea Phantom era giunta al termine del suo sviluppo e sarebbe quindi stata abbandonata, di fatto puntando tutto sulla serie Mavic.

Due to a shortage of parts from a supplier, DJI is unable to manufacture more Phantom 4 Pro V2.0 drones until further notice. (A causa della mancanza di parti da un fornitore, DJI non è in grado di produrre più droni Phantom 4 Pro V2.0 fino a nuovo avviso.)

C'è da dire che già a novembre del 2018 lo stesso Lisberg aveva rilasciato medesima risposta a chi gli chiedeva della penuria di Phantom 4 Pro V2.0. A chi cercava di carpire informazioni sul Phantom 5, i cui rumors ci perseguitano da un paio d'anni, Lisberg ha risposto così:

As for the Phantom 5 rumors, we’ve never said we considered making a Phantom 5 in the first place, so there’s nothing to cancel (Per quanto riguarda le voci di Phantom 5, non abbiamo mai detto di prendere in considerazione la creazione di un Phantom 5 in primo luogo, quindi non c'è nulla da cancellare)

La verità è che dopo 5 mesi, la spiegazione che i fornitori non riescano a produrre le componenti per i Phantom 4 Pro V.20 (ma ci riescano benissimo per i Phantom 4 RTK) sa tanto di scusa, poco credibile. Potrebbe esserci dietro una strategia di marketing che punta a massimizzare le vendite del Mavic 2 Pro, un concorrente diretto del Phantom 4 Pro sia in termini di qualità che di prezzo?

Mavic 2 Pro: perché acquistarlo e dove comprarlo

Phantom 4 Pro vs Mavic 2 Pro: otturatore meccanico vs otturatore elettronico

Il Mavic 2 Pro monta un sensore da 1" con ottica Hasselblad, storico e prestigioso marchio fotografico svedese che da un paio d'anni è sotto il controllo DJI, azionista di maggioranza. Tuttavia il Phantom 4 Pro vanta un otturatore meccanico e una sensibilità ISO che può arrivare per il video fino a 6400 in manuale e per le foto fino a 12800, mentre il Mavic 2 Pro si ferma a 3200 in entrambi i casi e ha il solo otturatore elettronico. Nel campo dello scatto a raffica, il PH4P raggiunge i 14 fotogrammi, mentre il M2P si ferma a 7.

In termini prettamente fotografici, la presenza del solo otturatore elettronico è un passo indietro: se quest'ultimo ha certamente più vantaggi dell'otturatore meccanico (niente parti in movimento, che vuol dire consunzione, manutenzione, consumo batteria, silenziosità, zero micromosso con tempi lenti, etc.), nella declinazione "rolling shutter" (il global shutter non viene preso in considerazione per via dei suoi costi non accessibili al mercato consumer) presenta il tipico svantaggio di questa tipologia di otturatori, ovvero la presenza di artefatti sulle immagini dovute al sistema di scansione dell'alto in basso (il sensore viene quindi esposto alla luce in istanti diversi) in fase di acquisizione delle medesime. Tali artefatti sono soprattutto visibili in termini di distorsione di un soggetto in movimento ripreso con tempi di posa molto veloci. L'otturatore meccanico (costituito da due superfici meccaniche disposte parallelamente al piano focale: tali superfici sono dette tendine e sono composte da lamelle) quando lavora in modalità "sincro-X" non presenta questi artefatti, perché la seconda tendina si chiude quando la prima è completamente aperta: il sincro-X si attesta intorno a 1/250 di secondo. In tal modo è paragonabile al global shutter elettronico a costi 10 volte inferiori. Con tempi più veloci la seconda tendina si chiude quando la prima non è ancora completamente aperta e questo espone il sensore alla luce in istanti leggermente diversi, più o meno come il sistema rolling shutter (il cui tempo sincro-X è mediamente 1/60 di secondo): tuttavia gli artefatti prodotti dall'otturatore meccanico pur presenti sono praticamente invisibili, cosa che ne fa una tecnologia per ora decisamente superiore.

Se da una parte la strategia di marketing di DJI può essere comprensibile, dall'altra Lisberg non smentisce completamente Durscher: asserendo che per ora DJI non ha preso in considerazione lo sviluppo di un Phantom 5, di fatto ha detto che la linea Phantom se non è stata abbandonata è comunque ferma. Tutto in attesa di quello che avverrà con l'entrata in vigore del Regolamento transitorio EASA previsto nell'estate 2020? Difficile dirlo oggi.

Nel frattempo consigliamo ai numerosi possessori del Phantom 4 Pro di acquistare le parti di ricambio minimamente necessarie (in primis i motori) per non rischiare di rimanere a terra in futuro. Dal punto di vista ENAC sia il Phantom 4 Pro sia il Mavic 2 Pro operano nella stessa classe e categoria, ovvero CRO nello scenario standard 1, mentre nel futuro mondo EASA potranno continuare a volare nelle Specific fino al 2022, quando saranno obbligatori i droni marchiati CE.

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È disponibile DraftSight® 2019

DraftSight-Logo

Dassault Systèmes SolidWorks Corporation ha annunciato la disponibilità di DraftSight® 2019, una delle migliori alternative per il disegno CAD al famoso AutoCAD della Autodesk, grazie al pieno supporto al formato DWG e al suo essere multipiattaforma, disponibile per Windows, Linux e MacOS. La nuova versione era stata mostrata al SOLIDWORKS WORLD 2019 in Dallas, Texas, a metà febbraio.

Nel presentare il software, iniziamo dalle cattive notizie: a partire da questa release, in ambiente Windows non sarà più disponibile DraftSight free, la versione limitata ma gratuita che era possibile attivare per studio e hobby. Tutte le installazioni free del software cesseranno di funzionare il 31/12/2019. Inoltre se decidete di provare la trial di 30 giorni, non sarà poi possibile reinstallare la versione free 2018, pertanto se non avete intenzione di acquistare la nuova versione del software per ora rimanete alla release 2018. In luogo della versione free troviamo ora la versione standard, al costo di €99 l'anno, che offre le funzionalità di disegno 2D di base.

Le funzionalità di disegno 2D avanzate sono presenti nella versione Professional, al costo di €199 l'anno, mentre per il disegno 3D bisogna salire alla versione Premium a €499 l'anno. Per le grandi aziende sono previste le versioni Enterprise ed Enterprise Plus che hanno bisogno di acquistare volumi consistenti di licenze. Per Windows il software viene rilasciato sia a 32bit che a 64bit. Tutti i prezzi sono IVA esclusa.

Anche per Linux e MacOS le vecchie versioni del software smetteranno di funzionare il 31/12/2019, ma per questi sistemi la versione beta di DraftSight 2019 resterà gratuita anch'essa fino al 31/12/2019.

La versione Standard risulta già buona per attività di vettorializzazione manuale e disegno CAD 2D che non richiede funzionalità avanzate: è ottima ad esempio per vettorializzare un'ortofoto da aerofotogrammetria, piuttosto che per vettorializzare la sezione di una nuvola di punti da laser scanner. La versione Premium offre la possibilità di produrre modelli per la prototipazione, da realizzare a taglio laser o stampa 3D, ed è pertanto rivolta ai disegnatori professionali e ai maker.

Enumerare le nuove funzionalità di questa major release sarebbe lungo, pertanto alleghiamo la brochure di aggiornamento del prodotto.

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Una comparativa delle funzionalità la potete visionare nella seguente immagine:

draftsight2019 comparison chart

Image Tracer

La funzionalità più rilevante di DraftSight® 2019, disponibile a partire dalla versione Professional, è la funzione Image Tracer: si tratta di un vettorializzatore di immagini estremamente potente, in grado di trasformare in linee e polilinee qualsiasi tipo di disegno raster, dalle planimetrie (come quelle catastali piuttosto che i raster ottenuti da sezionamento di mesh) ai loghi anche a colori, fino all'assonometria di componenti meccanici. Il comando è estremamente rapido e preciso, e il miglior modo per comprendere il suo funzionamento è guardare questo video (in inglese) di 3 minuti:

Come acquisto il software?

Se sei interessato all'acquisto di una licenza del software, ti ricordiamo che noi non siamo rivenditori, pertanto invitiamo tutti i lettori a fare riferimento diretto alla casa sviluppatrice.

Il software si può comodamente acquistare tramite transazione online direttamente sul loro sito all'indirizzo https://store.draftsight.com/1004/purl-purchase-draftsight: è sufficiente scegliere la licenza desiderata, cliccare su "acquista ora", inserire i dati di fatturazione, scegliere la modalità di pagamento (previsto anche bonifico bancario) e ultimare l'acquisto. Riceverete poi via email tutte le istruzioni per attivare la vostra nuova licenza.

Dove scarico il software?

DraftSight® 2019 è attualmente alla release SP0, e può essere scaricata a questo link: https://www.3ds.com/products-services/draftsight-cad-software/download-draftsight/

Se volete provare il software sfruttando ancora la versione gratuita offerta dalla release 2018, potete scaricare la SP3, attraverso questo link per il download diretto della versione Windows a 64bit: http://dl-ak.solidworks.com/nonsecure/draftsight/2018SP3/DraftSight64.exe

Per tutte le informazioni vi invitiamo a visitare il sito internet del software: https://www.draftsight.com/

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