The Staff

Sono specializzato nel campo dell'archeologia, dell'aerofotogrammetria da drone, della topografia, del laser scanner e Istruttore APR/CRO autorizzato ENAC per lavorare con i droni.
Sono specializzato nel campo dell'archeologia, dell'aerofotogrammetria da drone, della topografia, del laser scanner e Istruttore APR/CRO autorizzato ENAC per lavorare con i droni.
Il 10/05/22 DJI lancia il Mini 3 Pro

Il 10/05/22 DJI lancia il Mini 3 Pro

È tutto confermato. Martedì 10 Maggio alle ore 15 italiane DJI ha presentato un nuovo prodotto DJI, con il titolo Una Svolta nella Trama. Confermati rumors, i leak, foto, immagini, video che negli ultimi giorni avevano popolato il web svelando il DJI Mini 3 Pro.

Confermato soprattutto il peso che lo pone nella famiglia dei <250 grammi, per cui si potrà utilizzare in Italia e nei Paesi EASA senza obbligo di patentino con la semplice applicazione del QR-code ottenuto tramite D-Flight. Risulta assente la marcatura C0.

Tra le caratteristiche che spiccano di questo nuovo drone riportiamo:

  • Sensore Sony QuadBayer da 1/1,3″ con possibilità di scattare immagini in 4:3 a 48 MP (ovvero 12 MP in modalità 16:9)
  • Possibilità di registrare video in modalità portrait (verticale)
  • Video 4K/60fps in modalità HDR nativo a 150 Mb/s e profilo D-Cinelike
  • Fino a 34 minuti di volo con resistenza Wind 5
  • Sensoristica rilevamento ostacoli tridirezionale anteriore, posteriore e inferiore fino a circa 25 metri di distanza
  • Radiocomando DJI RC modello RM330 con monitor integrato da 5,5″ con sistema di trasmissione Ocusync3, che garantisce in CE fino a 8 Km di portata
  • Sistema GNSS che supporta GPS-Galileo-BeiDou (non presente il GLONASS russo)

Confermati anche i costi delle varie versioni del drone.

  • DJI Mini 3 Pro versione solo drone (compatibile con il radiocomando DJI RC-N1 del Mini 2) a 749€
  • DJI Mini 3 Pro con radiocomando DJI RC-N1 a 839€
  • DJI Mini 3 Pro con radiocomando DJI RC a 1.009€
  • DJI Mini 3 Pro con radiocomando DJI RC in versione Fly More Kit 1.199€

A questo andranno aggiunte altre batterie e ulteriori accessori come i filtri ND, per un previsionale di spesa globale per un professionista intorno alle 1.500€. Tutti i prezzi s’intendono IVA inclusa.

Questo il video di presentazione dal canale DJI:

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ENAC attiva la conversione degli attestati pilota drone CRO in attestati A2 con IT-STS

ENAC attiva la conversione degli attestati pilota drone CRO in attestati A2 con IT-STS

L’aspettavamo da un anno e finalmente è arrivata la procedura che consente ai possessori di un attestato di pilota I-APRA CRO (CRitical Operation, i vecchi attestati per pilotare droni più pesanti di 300 grammi in ambiente popolato), come tali conseguiti secondo la vecchia LIC 15A prima del 31/12/2020, di convertirlo in attestato di pilota UAS in categoria Open A2.

Questa conversione porta con sé anche un “Attestato di Competenza di Pilota Remoto IT-STS”, per poter operare negli scenari standard italiani stabiliti da ENAC fino alla loro validità, ovvero fino al 02/12/2025 come stabilito con il Regolamento di Esecuzione UE 2021/1166: tuttavia ENAC scrive e attualmente rilascia attestati IT-STS con la data del 02/12/2023. Vi terremo aggiornati sul perché l’Ente ha effettuato questa scelta, se trattasi di un errore o di una decisione ponderata. Va comunque sottolineato che questo A2 non abilita all’uso dello spazio aereo secondo la categoria Specific, ma solo in accordo alle limitazioni previste dagli scenari standard italiani. Si tratta in buona sostanza di una deroga, il massimo che ENAC ha potuto fare in assenza dell’approvazione delle linee guida GM e dei metodi di conformità AMC (NPA 2021-09) che avrebbero permesso una più ampia conversione, ad esempio includendo gli scenari standard europei.

Affinché l’attestato possa essere convertito, deve essere presente nel database di ENAC e deve essere in corso di validità: effettuata la conversione la scadenza del nuovo A2 viene posta 6 anni dopo la data di emissione del CRO (guadagnando quindi 1 anno rispetto alla precedente normativa italiana).

La conversione dell’attestato è facoltativa, ma chi volesse effettuarla deve farlo entro il 31 Dicembre 2021. Va sottolineato che oltre questa data decadono i diritti e gli interessati dovranno superare l’esame A2 per ottenere il relativo attestato, con la differenza che gli attestati A2 conseguiti in regime di Regolamento Europeo non consentono l’utilizzo degli Scenari Standard nazionali che sono propri della categoria Specific per la quale è necessario sostenere un esame supplementare.

La conversione, su richiesta dell’interessato e totalmente a titolo gratuito, avviene utilizzando il portale serviziweb di ENAC. Sulla pagina dedicata è presente anche un PDF contenente le istruzioni per completare correttamente questo passaggio e ottenere il nuovo attestato Open A2 con rilascio contestuale di Attestato per scenari standard nazionali.

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Cancellata la R19/A di Roma per i droni in cat. Open e Specific Std.

Cancellata la R19/A di Roma per i droni in cat. Open e Specific Std.

Con l’aggiornamento della cartografia aeronautica ufficiale AIRAC 10/2021 in vigore dal 4 novembre 2021, sono state apportate alcune importanti modifiche allo spazio aereo insistente sulla Capitale d’Italia. Alcuni di voi hanno notato un nuovo retino sulla città di Roma che sembrava in un primo momento essere un nuovo divieto di volo, ma si tratta invece della cancellazione di un precedente divieto.

È stata infatti modificata la LI R19/A che, senza padrone da diverso tempo, rendeva difficile l’ottenimento di permessi nonché la gestione dei medesimi da parte dei Commissariati di zona, i quali dovevano essere avvisati tramite PEC, come indicato dagli uffici centrali della Questura e della Prefettura, con ca. 10 giorni lavorativi di anticipo. L’operatore spesso non otteneva nemmeno una risposta di presa visione (non si richiedeva autorizzazione ma comunicazione) e questo costituiva sempre un limbo operativo.

Con NOTAM A7769/21 in vigore dal 3 novembre in poi la R19/A ha visto modificati i suoi limiti: si è passati da SFC/1000 ft AMSL a 400 ft AMSL/1000 ft AMSL. Questo significa che da quella data in poi, fino a futuro cambiamento, l’area regolamentata Roma Città non inizia più al suolo ma a 122 metri ca., quindi sopra il limite imposto dal Regolamento Europeo 2019/947 per la categoria Open (quella accessibile a tutti) che è di 120 metri AGL. Benché sia rimasta ancora l’indicazione della R19, il nuovo NOTAM porta con sé come Regole dell’Aria il seguente testo:

In assenza di altre restrizioni/zone geografiche UAS attive, le operazioni UAS in cat. Open o Specific Std. sono consentite purché si svolgano nello spazio aereo tra SFC e 400ft AMSL ma comunque entro e non oltre i 120m dal punto al suolo più vicino

In verità, a causa della massiccia presenza di aeroporti ed eliporti, il limite sulla città di Roma è ribassato a 60 metri per effetto della CTR (tranne che nella zona di Roma Est, per intenderci Lunghezza e Tor Cervara dove tale limite non è presente) e ancora di più a 45 metri per effetto delle aree gialle che circondano le varie ATZ di detti aeroporti ed eliporti. Questo significa che il volo oltre questi limiti è concesso solo dietro la richiesta di NOTAM all’ENAC o in condizioni di scenario Specific Standard.

Andiamo dunque a riepilogare quali sono le aree che presentano divieto di volo sulla città di Roma all’interno del GRA, per effetto di ATZ o di aree P, ricordando che anche i 4 settori noti come Roma Urbe per l’addestramento al volo VFR sono stati modificati con NOTAM A7509/21 che ha sostituito SFC con 500 ft AMSL:

  • LI P211: Carcere di Rebibbia
  • LI P212: Carcere di Regina Coeli
  • LI P243: Città del Vaticano
  • LI P244: Roma siti istituzionali
  • ATZ Aeroporto Ciampino
  • ATZ Aeroporto Roma Urbe
  • ATZ Aurelia Hospital
  • ATZ Ospedale Gemelli
  • ATZ Ospedale San Camillo
  • ATZ Ospedale San Filippo Neri
  • ATZ Ospedale Sandro Pertini

L’ottenimento delle autorizzazioni al volo in tutte queste aeree è contenuto nella Circolare ATM 09A.

In questa mappa riepiloghiamo visivamente le aree sopra indicate:

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Divieto di volo su Roma il 29-30-31 Ottobre 2021

Divieto di volo su Roma il 29-30-31 Ottobre 2021

In occasione del G20 che si terrà al Centro Congressi La Nuvola all’EUR e a causa della conseguente visita dei Capi di Stato e di Governo dei vari Paesi aderenti con le loro delegazioni, è stato disposto il divieto di volo sulla città di Roma, ovvero per un raggio di 6,5 miglia nautiche corrispondenti a ca. 12 Km, con centro nell’EUR.

Il NOTAM W2610/21 sarà attivo dalle 20:00 ora locale del 28 Ottobre 2021 alle 01:59 ora locale del 1 Novembre 2021.

Il divieto si applica a tutti gli aeromobili sia pubblici che privati sia in IFR che in VFR con limiti AGL to FL195, quindi dal suolo fino a un’altezza di 19500 piedi (su DFlight specifico per UAS segnalato fino a 6000 piedi). Considerando che gli UAS sono aeromobili e che il loro limite sulla città è limitato a 60 metri per la presenza della CTR, sono inclusi anche loro nel divieto di volo.

Dal comunicato stampa 74/2021 dell’ENAC

Saranno interdette le attività di volo sulle avio/eli superfici della Regione Lazio a esclusione di quelle svolte dai membri di Associazioni di Volo con registrazione di tutti i dati relativi al velivolo, al pilota e ai passeggeri.

Sembra che le uniche attività di volo consentite siano quelle ludiche svolte all’interno delle Associazioni di Volo.

Per tutti gli aggiornamenti invitiamo a consultare la cartografia aeronautica ufficiale, il comunicato stampa 74/2021 dell’ENAC e dell’ENAV, il sito informativo notaminfo.com

AGGIORNAMENTO DEL 01/11/2021

Alle ore 02:00 la NFZ è stata regolarmente spenta e il volo civile privato, anche ludico e VDS in tutto il Lazio è stato riaperto.

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Migliori schede microSD per droni (2021)

Migliori schede microSD per droni (2021)

Che sia per divertimento o per professione, per immortalare le nostre vacanze o per arricchire il canale YouTube, l’accessorio più importante oltreché indispensabile per un drone è la scheda di memoria, nel formato oramai divenuto universale e standard delle microSD. Discorso identico ovviamente anche per tutte le action cam (GoPro, Osmo Action/Pocket, Insta360, etc.). Il mercato offre centinaia di modelli diversi per marca, taglio, capacità e con questo articolo vogliamo dare qualche consiglio basato sulla nostra esperienza pluriennale nell’uso dei mezzi aerei.

Leggere le caratteristiche tecniche

Capacità: è la quantità di dati che una scheda può ospitare. Generalmente espresso in GB, va tenuto presente che sui dispositivi di archiviazione l’equivalenza è su fattore 10, quindi 1GB = 1.000 Megabyte, mentre lo spazio visto dai sistemi operativi è calcolato secondo lo standard IEC, ovvero 1GB = 1.024 Megabyte. Per nostra fortuna lo spazio a disposizione è talmente ampio da consentirci di sorvolare su qualche Giga in meno di capacità effettiva.

Velocità scrittura: l’altro fattore da tenere presente è la velocità di scrittura, oltreché di lettura per trasferire i dati. La velocità è espressa in MB/s ovvero in Megabyte per secondo (quantità di dati che è possibile trasferire in un secondo). Ma i nostri dispositivi di registrazione ragionano ovviamente con il concetto di trasferimento dati ovvero in Megabit: per questo leggiamo ad es. bitrate di 150 Mbps. Come detto tuttavia il Byte è multiplo di 1.024, mentre il Bit di 8.192. Quindi 150 Mbps non equivalgono a 150 MB al secondo ma va diviso per 8, ovvero 18,75 MB ca. Pertanto una velocità di scrittura di 30 MB/s è più che sufficiente per tutte le tipologie di droni consumer e prosumer attualmente sul mercato. Una velocità superiore aiuterà nell’ambito degli scatti fotografici a raffica, per evitare un eccessivo livello di buffering della macchina con conseguente blocco momentaneo della camera. Ovviamente quando si sale in formati di registrazione a 6K ma soprattutto a 8K, bisogna guardare come minimo a 60 MB/s se non di base a 90 MB/s.

Velocità lettura: sebbene possa apparire che la velocità di lettura sia poco importante, ci si accorge di quanto conti nel momento in cui vengono trasferiti i dati sul computer. Alte velocità di lettura unitamente a connessioni USB 3.0 garantiscono il trasferimento di video 4K di grandi dimensioni in pochi minuti. Va fatto presente che nei fatti tutte le schede sono generalmente compatibili almeno con lo standard UHS-I con rate di 104 MB/s: per raggiungere velocità più elevate, è necessario possedere dispositivi compatibili.

V30 – V60 – V90: i videografi saranno facilitati nella scelta della scheda guardando questa sigla, che sta per “Classe di velocità Video” ed esplicita la velocità del dispositivo in applicazioni dedicate, pensando in particolare ai video 4K. Più la scheda è prestante, più la registrazione sarà fluida anche nel caso di lunghe sequenze (quelle più a rischio di buffering). V30 indica una velocità in scrittura di 30 MB/s, V60 di 60 MB/s e V90 di 90 MB/s.

Schede economiche

Schede medie

Schede pro

Schede ultra

Si tratta di schede secondo i più recenti standard ultraveloci come il SD 4.0 e l’UHS-II con velocità di L/S fino a 275MB/155MB per sec con dispositivi compatibili:

  • Adata MicroSDXC da 64 GB, UHD 8K ready, UHS-II, U3, Classe 10, V90. Prezzo di €65 sul DJI-STORE.IT, acquistabile anche in 3 rate con scalapay
  • Adata MicroSDXC da 128 GB, UHD 8K ready, UHS-II, U3, Classe 10, V90. Prezzo di €110 sul DJI-STORE.IT, acquistabile anche in 3 rate con scalapay

Consigli per gli acquisti

A nostro giudizio, ogni dispositivo dovrebbe essere dotato di schede della classe Pro. Nella propria custodia avere sempre delle schede di backup pronto uso almeno di livello medio, così come avere almeno 1 scheda di classe ultra per lavori importanti. Consigliamo infine di non avventurarsi in acquisti di schede diverse da quelle segnalate in quanto potrebbero non garantire performance idonee sui vostri droni.

AGGIORNATO: 24/10/2021

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