The Staff

Sono specializzato nel campo dell'archeologia, dell'aerofotogrammetria da drone, della topografia, del laser scanner e operatore CRO autorizzato ENAC per lavorare con i droni.
Sono specializzato nel campo dell'archeologia, dell'aerofotogrammetria da drone, della topografia, del laser scanner e operatore CRO autorizzato ENAC per lavorare con i droni.

Webinar live Topografia e aerofotogrammetria

Gli argomenti trattati in questo webinar live gratuito

In diretta insieme a Paolo Corradeghini di 3DMetrica

Cartografia

Perché applicare le tecniche della fotogrammetria al rilievo topografico.

Topografia

L'uso del GNSS e della stazione totale nei rilievi topografici con fotogrammetria. Integrazione di dati e uso sul campo per i GCP.

Droni e Camere

Aerofotogrammetria da drone e fotogrammetria terrestre: gli strumenti.

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Misura e misurazione con gli strumenti topografici

Misura e misurazione con gli strumenti topografici

Dopo la pillola della scorsa settimana legata ai concetti di precisione e accuratezza degli strumenti topografici, continuiamo il viaggio nel mondo della misura con una seconda pillola che riguarda i concetti della misurazione e del valore vero della misura. Il percorso continuerà nelle prossime settimane con gli errori della misura.

Cos’è la misura

Partiamo pertanto con il definire cos’è la misura: è quel processo che permette di determinare il valore di una grandezza fisica. Nel campo della topografia si utilizza una delle 7 grandezze fisiche fondamentali: la lunghezza, la cui unità di misura è il metro, da cui derivano multipli e sottomultipli. Il metro è stabilito dal sistema internazionale delle unità di misura, la cui sigla è il simbolo SI: anche in Italia l’utilizzo del SI internazionale è obbligatorio. La misura può essere diretta o indiretta: si definisce diretta quando si confronta una grandezza (il misurando, ovvero una particolare proprietà fisica di un oggetto) con il campione di riferimento (unità di misura), mentre è indiretta se la misura è ricavata da parametri di altre grandezze misurate direttamente. Per farti un esempio: i lati di un rettangolo sono misure dirette, ma l’area del rettangolo è una misura indiretta. E in questo caso il misurando sono i lati, non il rettangolo.

Cos’è la misurazione

Sebbene siamo soliti usare misura e misurazione come sinomini, in realtà con misurazione s’intende il processo svolto per assegnare una misura, che è dunque un valore, e non il processo. Bisogna però ricordare che la misura non è un valore, bensì un intervallo di valori entro cui probabilmente essa è compresa.

La misura non esiste

“A Sè ma come (bip) parli” avrebbe detto Mario Brega di fronte a questa espressione. E noi diremmo a Mario che purtroppo la misura così come siamo abituati a pensarla, in realtà non esiste. Quando diciamo che un pezzo di legno è lungo 1 metro, stiamo in verità dicendo che quel pezzo di legno è lungo circa 1 metro. Sappiamo che è così oramai da 93 anni, ovvero dal 1927, quando Werner Karl Heisenberg pubblicò il suo articolo sul principio di indeterminazione, spiegandoci che in meccanica quantistica vi è un limite nella misurazione dei valori di grandezze fisiche coniugate. Il principio è stato confermato da innumerevoli esperimenti, e non ti voglio tediare in tal senso, sappi solo che su questo si basa la radicale rottura che vi è tra la meccanica quantistica e la meccanica classica. Dunque, determinato che il valore vero di una grandezza fisica, che chiamiamo misura, non può essere misurato con esattezza, ne discende che a tale valore va associata l’incertezza o errore. Tendenzialmente questa incertezza in Topografia la possiamo derubricare a questione di lana caprina, ma è importante comprendere la base su cui si fonda e il perché in un report topografico sarebbe buona norma indicare, come si fa nell’ambito metrologico, il valore della grandezza misurata con il trinomio valore – unità di misura – incertezza. In questo caso il nostro falegname dovrebbe dire che il pezzo di legno è lungo 1 metro +/- 1 mm oppure in termini relativi come +/- 0,1%. Ovvero quel “1 metro” non è niente altro che la media m dell’intervallo delle misure effettuate sul misurando (che ricordiamo essere non il pezzo di legno ma la lunghezza del pezzo di legno), virtualmente infinite. Infatti, se il valore vero non è conoscibile, il valore misurato se ne discosterà sempre e comunque per una certa differenza, che chiamiamo errore. Questo valore di incertezza o errore però non è soltanto una questione di equazioni fisiche. È anche il frutto di attività pratiche e incertezze strumentali. Non esiste solo l’inconoscibilità del valore vero, esiste anche la possibilità di commettere errori durante la misurazione. Errori che appartengono alle due grandi categorie degli errori sistematici e di quelli accidentali. Anche questi errori, sommati tra loro, inficiano la qualità della misura, che come tale ricordo essere il frutto di quell’insieme di parametri che definiscono le caratteristiche della misura tra i quali menziono la precisione e l’accuratezza di cui abbiamo parlato nella precedente pillola.

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DJI Mavic Air 2: cosa serve per pilotarlo e tutte le regole di volo

DJI Mavic Air 2: cosa serve per pilotarlo e tutte le regole di volo

Il 28/04/2020 la nota casa cinese DJI ha lanciato sul mercato il suo ultimo drone, il Mavic Air 2: un concentrato di tecnologia, che si pone a metà strada tra il suo predecessore (il Mavic Air) e i fratelli maggiori Mavic 2. Sulle caratteristiche del drone, del perché comprarlo, come nostra abitudine stiamo preparando un’apposita pagina. Con questo focus intendiamo fornire alcuni chiarimenti sulle regole di volo e su cosa serve per pilotarlo, a causa dell’elevato tasso di disinformazione che circola in rete a proposito di questo drone.

Cosa serve per pilotarlo secondo il Regolamento ENAC

Almeno fino al 30 Giugno 2020 in Italia, per pilotare un drone, sarà necessario seguire le regole imposte dall’ENAC con il Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, giunto all’Ed. 3 entrata in vigore il 15/12/2019. A questo regolamento si aggiunge la Circolare ATM-09 per quanto concerne l’uso dello spazio aereo e la Circolare LIC15A per quanto riguarda gli attestati pilota.

Vediamo dunque cosa dice il:

Regolamento ENAC art. 8 comma 7

Gli APR devono essere condotti da un pilota in possesso di attestato di competenza in stato di validità di cui alla successiva Sezione IV del Regolamento fatto salvo da quanto previsto nell’articolo 12 comma 5.

L’art. 12 comma 5 è il famoso articolo che norma i droni inoffensivi con massa operativa al decollo inferiore a 300 grammi, i cosiddetti trecentini. Ma siccome il DJI Mavic Air 2 pesa 570 grammi così come esce dalla scatola, quindi si prevede una massa operativa al decollo anche superiore, si deve far riferimento al successivo:

Regolamento ENAC art. 20 comma 3

Il riconoscimento di competenza è costituito da un “Attestato di pilota” di APR. Esso è rilasciato dall’ENAC direttamente o tramite soggetti autorizzati, secondo le previsioni di cui ai successivi articoli 21 e 22 e le disposizioni di cui all’articolo 37.

Gli articoli 21 e 22 si riferiscono rispettivamente alle Operazioni non critiche e alle Operazioni critiche, mentre l’art. 37 stabilisce che l’obbligo di conseguire tale Attestato di pilota di APR decorre per i professionisti dal 1° Marzo 2020. Come conseguire tali Attestati sono normati dalla Circolare LIC15A ai paragrafi rispettivamente 5.1 e 5.2.

Dove e come pilotarlo secondo il Regolamento ENAC

Quindi il DJI Mavic Air 2 si potrà pilotare secondo l’art. 9 del Regolamento ENAC nelle operazioni non critiche a patto che l’operazione in VLOS non preveda il sorvolo di aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani, eccetto quanto previsto nell’articolo 12, infrastrutture sensibili, ad una distanza orizzontale di sicurezza di almeno 150 m dalle aree congestionate, e ad almeno 50 m dalle persone.

Quando non si possono rispettare tali restrizioni, si ricade nell’ambito delle Operazioni critiche secondo l’art. 10 del Regolamento ENAC, che impone la delimitazione dell’area delle operazioni e la presenza dell’area di buffer.

Patentino online e Attestato operazioni critiche

L’Attestato per le Operazioni non critiche è anche noto come patentino online e si acquisisce superando un semplice esame sull’apposito portale messo a disposizione da ENAC. Per accedere al portale bisogna essere in possesso dello SPID di 1° livello e il costo del certificato è di €31. La preparazione all’esame può avvenire su supporto didattico messo a disposizione da ENAC stessa gratuitamente.

Invece l’Attestato per le Operazioni critiche si consegue in un centro di addestramento (una scuola volo) e prevede una parte teorica supplementare e uno “skill test” pratico a testimonianza della capacità di pilotare il mezzo.

DJI Mavic Air 2 in Open A2C2. Basta disinformazione!

Cosa serve per pilotarlo secondo il Regolamento EASA

Diverso il discorso per quanto riguarda il Regolamento di Esecuzione UE 2019/947 della Commissione, anche noto come Regolamento EASA. Tale Regolamento, che sarà applicato dal 1° luglio 2020 salvo eventuali decisioni diverse dell’ultimo istante di cui vi daremo eventualmente conto, prevede l’istituzione della Open category invece delle operazioni non critiche, e della Specific category invece delle operazioni critiche.

La Open category prevede le sottocategorie da A1 a A3 e le classi di peso da C0 a C4. Questi livelli di suddivisione servono per garantire l’adeguato livello di sicurezza quando si pilota un drone in presenza di altre persone.

Per il binomio A1C1 il Regolamento richiede che il pilota sia in possesso di un Attestato che l’ENAC ha equiparato al patentino online di cui abbiamo parlato in precedenza.

Per il binomio A2C2 il Regolamento richiede che il pilota sia in possesso di un Certificato supplementare che l’ENAC ha equiparato all’Attestato di pilota per Operazioni critiche.

Il Mavic Air 2 non ha il marchio CE C1

Al fine di sapere a quale sottocategoria/classe dovrà attenersi un pilota di APR, il Regolamento delegato 2019/945 della Commissione ha stabilito alcune regole a cui i costruttori dovranno attenersi: le dichiarazioni di conformità saranno esplicate tramite marchio apposito, di cui il DJI Mavic Air 2 è sprovvisto, come si può leggere chiaramente nella relativa dichiarazione che troviamo sul sito DJI: https://www.dji.com/it/euro-compliance

Riteniamo improbabile che DJI potrà ottenere questo marchio a posteriori, ma qualora fosse e noi lo speriamo, tale marchio sarà valido solo dal 2022 per evitare che questo drone finisca nella sottocategoria A3C3. Ma fino a quel momento permangono le disposizioni transitorie del Regolamento EASA.

Il Mavic Air 2 non può volare in A1C1

Un’ulteriore complicazione viene determinata dalle disposizioni transitorie contenute nell’art. 22 del Regolamento di esecuzione:

Art. 22 comma a)

gli aeromobili senza equipaggio con una massa massima al decollo inferiore a 500 g devono essere utilizzati conformemente ai requisiti operativi di cui alla parte A, punto UAS.OPEN.020

Art. 22 comma b)

gli aeromobili senza equipaggio con una massa massima al decollo inferiore a 2 kg devono essere utilizzati mantenendo una distanza minima orizzontale di 50 metri dalle persone e i piloti remoti devono avere un livello di competenza almeno equivalente a quello di cui alla parte A, punto UAS.OPEN.030

Le UAS.OPEN.020 sono le Operazioni UAS nella sottocategoria A1, mentre le UAS.OPEN.030 sono le Operazioni UAS nella sottocategoria A2.

Quindi mentre dal 1° Luglio 2022 la sottocategoria A1 classe C1 vedrà la possibilità di impiegare droni con MOD compresa tra 250 grammi e 900 grammi, fino al 30 giugno 2022 l’A1C1 ribassa il limite di peso a MOD compresa tra 250 grammi e 500 grammi. Allo stesso modo, la sottocategoria A2 classe C2 vedrà la possibilità di impiegare droni con MOD compresa tra 900 grammi e 4 Kg ribassata fino al 30 giugno 2022 a MOD compresa tra 500 grammi e 2 Kg.

Poiché il Mavic Air 2 pesa 570 grammi, per effetto delle disposizioni transitorie dovrà essere utilizzato secondo le specifiche della sottocategoria A2 classe C2.

Pertanto il Mavic Air 2 potrà essere utilizzato secondo le disposizioni di questa Open category, quando non si ricadrà in una Specific, mantenendo almeno 50 metri dalle persone non coinvolte nelle operazioni, che significa che tale drone non potrà essere utilizzato in ambito urbano.

Cosa serve per pilotarlo secondo il Regolamento EASA

Detto che in merito all’utilizzo dello spazio aereo in Italia continuerà a vigere la Circolare ATM-09, per l’utilizzo del Mavic Air 2 secondo la Open category A2C2, il pilota sarà soggetto a ottenere l’attestato online e il certificato supplementare presso una scuola volo che prevede un percorso teorico supplementare e uno skill test. Il percorso dunque è il medesimo con ENAC, ovvero quello previsto dalla Circolare LIC15A.

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Webinar live Topografia e Catasto

Gli argomenti trattati in questo webinar live gratuito

In diretta insieme al Geom. Massimo Ratto


Catasto

Perché, come è cambiato nel tempo, gli strumenti per il Catasto, le buone pratiche sul campo.


Topografia

L'uso del GNSS e della stazione totale nei rilievi topografici per il Catasto. Integrazione di dati e uso sul campo per i PF.


Droni e Catasto

Per una volta, i droni non sono lo strumento più indicato per i rilievi catastali. Lo scopriremo in questa puntata.

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Precisione e accuratezza degli strumenti topografici

Precisione e accuratezza degli strumenti topografici

Per la serie: Pillole di Topografia

Che cos’è la precisione? È la capacità di uno strumento di fornire la stessa risposta in relazione alla stessa sollecitazione a parità di condizioni di misura. Per farti un esempio: immagina di lanciare 10 freccette contro un bersaglio. Più le freccette saranno vicine tra loro, più sarai stato preciso; più le freccette saranno distanti tra loro, meno sarai stato preciso. La precisione di uno strumento può anche essere definita tolleranza, laddove con questo termine si indica il margine di errore consentito o accettato. In pratica, quando si legge di una stazione totale che la misura distanziometrica ha una precisione di 2 mm, ci si attende che acquisendo 10 volte consecutive la misura di una grandezza, i punti risultanti rientrano in un cerchio di 2 mm di raggio rispetto al 1° punto acquisito. Dunque, la precisione è una caratteristica dello strumento.

Che cos’è l’accuratezza? È la differenza che esiste tra valore vero (che ricordo essere un valore non conoscibile, ma su questo torneremo quando parleremo degli errori) e valore misurato. La differenza può essere espressa in valore assoluto, e come tale è un parametro fornito dal costruttore o a seguito della taratura dello strumento: in questo caso l’accuratezza strumentale è un valore espresso secondo i principi della Deviazione Standard a norma DIN 18723. Può anche essere un valore relativo, quando si determina la percentuale di errore commesso misurando la grandezza massima misurabile con lo strumento. Per tornare all’esempio di prima: immagina di lanciare 10 freccette contro un bersaglio. Più le freccette saranno vicine al centro del bersaglio, più sarai stato accurato; più saranno lontane dal centro del bersaglio, meno sarai stato accurato. Dunque, l’accuratezza è una caratteristica della misura.

Questi due concetti non vanno confusi tra loro, sebbene siano legati quando si parla di rilevamento e di rilievo: perché devo saper scegliere gli strumenti giusti per la rappresentazione che voglio fare di quell’oggetto o quella scena. Non sono sinonimi, ma sono colleghi: ne discendono 4 condizioni, ovvero che si può essere precisi e accurati; non precisi e non accurati; precisi ma non accurati; non precisi ma accurati.

Se lancio 10 freccette, se tutte le freccette sono molto vicine tra loro e molto vicine al centro del bersaglio, sarò stato preciso e accurato; se saranno lontane dal centro e sparse sul bersaglio, sarò stato poco preciso e poco accurato.

Da queste considerazioni ne discende che in rilievo la precisione è una caratteristica da riportare nel capitolo del report che riguarda lo strumento; l’accuratezza è una caratteristica da riportare nel capitolo del report che riguarda il rilievo.

Come già detto, sia l’accuratezza che la precisione sono affette da una serie di errori di misura, che possiamo chiamare incertezze, che inficiano il risultato finale e fanno sì che quasi mai sul campo si ottengono precisioni e accuratezze come quelle nominali determinate dal costruttore.

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