Droni

Droni: tra 6 mesi arriva EASA, in un video le nuove regole

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Il 1° luglio 2019 entrerà in vigore il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 meglio noto come Regolamento droni EASA: per prepararci alle future regole che normeranno il volo con questi mezzi aerei, solo parzialmente introdotti dall'Ed. 3 del Regolamento ENAC, l'agenzia europea ha reso disponibile un breve video di 2 minuti (in lingua inglese) con il quale illustra cosa avverrà dopo il 1 luglio.

Ricordiamo che la competenza sulla navigabilità dello spazio aereo rimane in capo a ENAC: le mappe aeronautiche ufficiali si possono consultare sul portale d-flight (richiesta registrazione gratuita) e per quanto riguarda limiti e procedure è in vigore dal 1° luglio 2019 la Circolare ATM-09.

In breve le regole da seguire per un drone inquadrato nella categoria A1C1 sono poche e semplici:

  • Acquisire un certificato di competenza tramite un corso online con relativo test di 40 domande sempre online
  • Registrarsi e registrare il proprio drone presso la competente autorità nazionale (ENAC)
  • Rispettare il limite di altezza massima di 120 metri (e i limiti stabiliti dalle cartografie aeronautiche nazionali)
  • Volare lontano da infrastrutture e aeroporti
  • Divieto di sorvolo di assembramenti di persone
  • Rispettare la privacy delle persone: divieto di fotografie e riprese senza il loro consenso

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Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito EASA.

Consigliamo anche di scaricare il poter informativo (PDF in lingua inglese) su cosa fare e cosa non fare nelle varie categorie dalla C0 alla C4, pubblicato da EASA.

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Esiste una differenza tra SAPR e APR nel Regolamento ENAC?

Esiste una differenza tra SAPR e APR nel Regolamento ENAC?

La 3ª Edizione del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto emesso da ENAC ed entrato in vigore il 15 dicembre 2019 contiene delle espressioni di non facile interpretazione tecnica. Questo presta il fianco a differenti visioni con la possibilità, come successo nella recente sentenza di Genova, che possa essere più a vantaggio di chi opera abusivamente piuttosto che a protezione di chi opera legalmente.

Nella transizione verso il Regolamento Europeo sui droni noto come Regolamento EASA che entrerà in vigore il 1 luglio 2020 e che cancella la distinzione tra drone per uso professionale e drone per uso ludico, ENAC ha voluto mantenere questa specifica distinzione facendo diventare i dronisti per hobby degli operatori, ma solo per 6 mesi e poco più. Questo implica che chi pilota certe tipologie di droni deve sottostare a determinate specifiche del Regolamento ENAC che però pongono più dubbi che rispondere a domande. Questo soprattutto perché fino al 14 dicembre eravamo abituati a distinguere i droni in SAPR ovvero usati a scopo professionale e droni aeromodelli ovvero usati a scopo ludico.

Una di queste questioni aperte riguarda la differenza che il Regolamento fa tra APR e SAPR. Partiamo dalla definizione degli acronomi così come data dall'art. 5:

Aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR): mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo.

Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (SAPR): sistema costituito da un aeromobile a pilotaggio remoto senza persone a bordo e dai relativi componenti necessari per il controllo e comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto.

Operatore: persona fisica o giuridica che ha la responsabilità delle operazioni.

Pilota remoto: persona responsabile della condotta del volo degli APR che manovra manualmente i comandi di volo o, se l’APR è in volo automatico, controlla la rotta mantenendosi in condizione di intervenire e modificare la stessa in qualsiasi momento.

Come scritto negli acronomi, l'APR è il mezzo (ovvero il drone), il SAPR è il mezzo (ovvero il drone)+radiocomando usato da un pilota remoto.

Art. 8 Requisiti generali per l’impiego dei SAPR

Il problema si pone all'art. 8 comma 1, quando si legge:

Gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e gli operatori e/o i proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative hanno l’obbligo di registrarsi sul portale D-Flight e di apporre il codice identificativo QR sull’APR secondo le disposizioni di cui all’articolo 37.
I piloti di APR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e i piloti di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative hanno l’obbligo di conseguire un attestato di competenza secondo i requisiti di cui al successivo articolo 20 e le disposizioni di cui all’articolo 37.

Cosa dice l'art. 37 comma 1 lettere c-d:

A far data dal 1° marzo 2020 gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.

A far data dal 1° luglio 2020 gli operatori/proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.

Ad una prima lettura, ENAC sembra voler mantenere una certa distinzione di definizioni tra l'operatore professionale alla guida di un SAPR e l'operatore ludico alla guida di un APR. Entrando nello specifico, la distinzione è leggermente più sottile: gli operatori professionali utilizzano sempre un SAPR, perché utilizzano sempre un sistema composto da drone + radiocomando (o GCS, Ground Control Station). Al contrario gli operatori ludici non è sempre detto che utilizzino un SAPR, perché sul mercato esistono molti modelli che possono essere pilotati semplicemente tramite un'applicazione sullo smartphone o addirittura con semplici gesture della mano. Dunque si potrebbe dire che un drone senza radiocomando è un APR.

È per questo motivo che si parla di piloti di APR (per uso professionale o ludico), sistema elettronico di identificazione dell'APR, luci da installare sull'APR per il volo notturno, etc., perché in questi casi ci si riferisce sempre al mezzo aereo.

Artt. 9 e 10 operazioni non-critiche e critiche

Proseguendo nella lettura, possiamo notare che:

  • All'art. 9 Operazioni non critiche, quelle sotto le quali ricadono anche gli operatori ludici, si parla solo di APR;
  • All'art. 10 Operazioni critiche, si parla sia di SAPR che di APR. Ad es. al comma 5 si legge: "In ogni caso non sono consentite operazioni in aree urbane con APR di massa operativa al decollo maggiore di 10 kg a meno che il SAPR non soddisfi i requisiti del successivo comma 6".

Dunque si evince che le operazioni critiche sono riservate solo ai professionisti che utilizzano un SAPR, cioè un APR con radiocomando.

In merito alla tipologia di operazioni, ricordiamo che con questa edizione del Regolamento abbiamo la distinzione netta tra operazioni non specializzate ("effettuate con SAPR a scopo ludico o sportivo") che sono sempre e solo non-critiche e operazioni specializzate ("effettuazione, con un SAPR, di un servizio a titolo oneroso o meno") che possono essere sia non-critiche che critiche.

Art. 32 Assicurazione

Il dubbio maggiore nasceva con l'art. 37, comma unico, ove si legge:

Non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi adeguata allo scopo.

Come abbiamo visto il SAPR è sicuramente il drone usato per professione, quindi per professione bisogna essere assicurati contro terzi. Ma allo stesso modo può essere anche un drone ludico, se il pilota dell'APR sta usando una GCS o radiocomando. Quasi a dire che lo stesso drone se lo utilizzo con radiocomando lo devo assicurare, se lo utilizzo tramite app per smartphone non lo devo assicurare.

Se la cosa sembra contorta, l'intervento dell'Ing. C. Tripaldi di ENAC a Unomattina del 12 dicembre scorso aveva certamente "chiarito" la questione: lei ha detto che l'obbligo di assicurazione per gli operatori ludici scatterà dal 1° luglio 2020, quando però entrerà in vigore il Regolamento EASA. Ha infatti affermato:

la novità è che dal 1 luglio 2020 questi droni dovranno avere obbligatoriamente un'assicurazione, [...] è l'assicurazione del capofamiglia oppure i riferimenti sono quelli dell'assicurazione aeromodellistica, per i droni sotto i 25 kg.

Come a dire che l'obbligo non scatta dal 15 dicembre come per i professionisti, ma solo dal 1 luglio 2020. Per fortuna almeno su questo punto sono intervenute le FAQ dell'ENAC nelle quali si legge che:

L'assicurazione è obbligatoria per qualsiasi tipo di drone per qualsiasi uso

Dunque anche i ricreativi possono volare solo se in possesso di idonea assicurazione RC.

Conclusioni

Onestamente non si sentiva il bisogno che venisse introdotta questa confusione in un Regolamento di per sé già farraginoso. La nota positiva è che tutto questo terminerà il 30 giugno 2020. In ogni caso l'interpretazione che appare più corretta è quella che distingue SAPR e APR a livello tecnico, mentre dal punto di vista dell'applicazione del Regolamento non sussiste alcuna differenza tra le due tipologie.

Ma cosa fare nei prossimi 6 mesi? In questa bolgia legalese, grazie anche alle FAQ ENAC, noi ci sentiamo di dare le seguenti indicazioni:

  • Gli operatori ludici devono volare in ottemperanza alle operazioni non specializzate non critiche, nel rispetto della cartografia aeronautica, assicurando la propria flotta di droni appena possibile, considerando il costo davvero esiguo di questa fattispecie (intorno alle €50 o anche meno);
  • Gli operatori ludici non possono effettuare operazioni specializzate ovvero per conto terzi (né gratuite né tanto meno a pagamento), ma solo foto destinate a uso personale;
  • Non registrate i vostri droni sul portale d-flight: le norme transitorie dell'art. 37 del Regolamento consentono di attendere fino a luglio 2020, quindi non ha senso affrettarsi. Torneremo su quest'obbligo al momento opportuno;
  • Dal 1° marzo ed entro il 30 giugno 2020 sarà necessario acquisire l'attestato di pilotaggio APR livello base tramite superamento di un test di 40 domande online.

Invitiamo a leggere le aggiornate FAQ ENAC, disponibili dal 20 dicembre 2019, per qualsiasi dubbio inerente l'operatività in Italia con un SAPR/APR.

Approfondimenti

Guarda la puntata di Unomattina del 12 dicembre 2019 con l'intervento dell'Ing. Tripaldi di ENAC (a 1h39m ca.)

La Sentenza 2063 / 2019 - Tribunale di Genova

Pagina delle FAQ ENAC

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Webinar gratuito sul Regolamento SAPR Ed. 3 di ENAC

Cosa imparerai durante questo webinar gratuito

Il nuovo Regolamento

Come cambiano le modalità di utilizzo dei droni con il nuovo Regolamento che entrerà in vigore il 15 dicembre

I nuovi patentini

Dal 1 marzo 2020 cambiano le modalità per acquisire l'attestato di pilotaggio APR

Il nuovo hub D-Flight

L'importanza assunta dal portale D-Flight e come in futuro diventerà l'hub unico per tutti gli operatori e i dronisti

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Pubblicata l’Edizione 3 del Regolamento SAPR di ENAC (in aggiornamento)

300Sparkani in volo

Ieri 15 novembre l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), seppur con notevole ritardo rispetto alle sue stesse intenzioni, ha pubblicato l'Ed. 3 dell'11 novembre 2019 del Regolamento "Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto". Sostituirà integralmente l'Edizione 2 Emendamento 4 del 21 maggio 2018 a partire dal 15 dicembre 2019 data di entrata in vigore.

Regolamento Mezzi Aerei A Pilotaggio Remoto Ed 3 11112019

Le principali novità

Fin dalla pubblicazione delle bozze avvenuta in estate, abbiamo imparato a conoscere quali sarebbero stati i principali cambiamenti che avrebbero coinvolto il settore dei droni nel corso del regno del cd Regolamento Transitorio ENAC.

  • Art. 7: D-Flight diventa il portale di riferimento anche per la cartografia aeronautica. Dunque non sarà più necessario acquistare le carte stampate AIP, che rimangono comunque lo strumento principe per la navigazione aeronautica, ma basterà ora consultare la web-app online che è considerato strumento conforme.
  • Art. 8 comma 1: tutti gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale devono obbligatoriamente registrarsi sul sito D-Flight e apporre il codice identificativo QR sull'APR. Quando si dice tutti, vuol dire proprio tutti: ENAC infatti non fa distinzione in base al peso, pertanto che si voglia utilizzare per lavoro un Tello, un Mavic Mini, piuttosto che un Matrice 210, bisogna registrarsi online. A differenza del Regolamento EASA, viene confermata la distinzione tra drone per lavoro e drone ricreativo dal momento che i droni come il Tello e il Mavic Mini utilizzati per diletto non sono soggetti al Regolamento ENAC in quanto il loro peso è inferiore a 250 grammi.
  • Art. 8 comma 6: viene introdotto nel Regolamento SAPR il volo notturno, per il quale si devono usare luci che consentano il riconoscimento della posizione e dell'orientamento del drone nello spazio aereo. Ora le operazioni di notte non sembrano limitate al solo scenario critico e non si dovranno usare le luci aeronautiche (verde a destra, rossa a sinistra, bianca dietro) per poter distinguere il drone da altri aeromobili.
  • Art. 8 comma 7: tutti gli APR possono essere condotti solo da un pilota in possesso di attestato di competenza in stato di validità.
  • Art. 8 comma 8: il pilota che conduce un APR in VLOS in scenario CRO deve essere visibile e chiaramente identificabile tramite l’uso obbligatorio di giubbetti ad alta visibilità recanti l’identificativo “pilota di APR”. Dunque non è richiesto il giubbetto per le operazioni in scenari non critici.
  • Art. 12 comma 5: si conferma che gli APR con MOD di 300 grammi possono essere condotti in condizioni considerate non critiche in tutti gli scenari operativi. Tuttavia il pilota deve conseguire l’Attestato, secondo quanto previsto al successivo articolo 21, entro il 1° luglio 2020. Dunque mentre oggi gli operatori erano esentati, entro l'entrata in vigore del Regolamento EASA dovranno conseguire l'Attestato.
  • Art. 21: si dispone che l'Attestato di pilota venga conseguito completando un apposito corso di formazione online fornito da ENAC e il superamento di un esame online su un portale web dedicato dell’ENAC composto da almeno 40 domande a risposta multipla. L'Ente ha già fatto sapere che tutto sarà attivo entro il 1 marzo 2020, data dalla quale bisognerà acquisire i vari attestati entro il 1 luglio 2020, data di entrata in vigore del Regolamento EASA.
  • Art. 22: per effettuare operazioni in scenari CRO il corso di formazione dovrà essere completato presso un centro di addestramento APR e prevede un esame teorico addizionale di almeno 30 domande a risposta multipla; è previsto inoltre il completamento di un apposito corso di addestramento pratico articolato su specifici scenari addestrativi (Standard e/o Non-Standard) al termine del quale il Pilota sostiene uno skill test con un Esaminatore APR. L'attestato ha validità 5 anni e per il rinnovo è prevista la frequentazione di un corso teorico di aggiornamento e il superamento di uno skill test.
  • Art. 24 comma 5: qui è fondamentale la dizione zone regolamentate (R) attive, un dato che non era presente nella Circolare ATM-09 e che conferma il fatto che il divieto di operare all'interno di zone regolamentate è valido soltanto se quella zona è attiva, secondo le disposizioni contenute in AIP-Italia ENR 5.
  • Art. 24 comma 6: l'ENAC può istituire zone con divieto temporaneo di sorvolo agli APR. Le informazioni su queste zone saranno pubblicate soltanto sul portale D-Flight.
  • Art. 37: gli attestati di pilota APR esistenti rimangono validi fino al 1 luglio 2021. Se scadono prima di tale data, vanno rinnovati secondo le disposizioni dell'art. 21, qualora scadessero dopo tale data saranno convertiti da parte dell’ENAC con una certificazione di competenza in conformità alle previsioni del Regolamento (CE) 2019/947. Non vi sono ancora informazioni in merito a questa conversione.
  • Art. 37 comma E: i piloti di APR con MOD superiore a 250 grammi usati per scopi ricreativi dovranno conseguire l'attestato di competenza nel periodo compreso tra il 1 marzo 2020 e il 1 luglio 2020. Oltre tale data non sarà possibile volare con un drone in assenza di attestato. Sono dunque esclusi da tale norma i Tello e i Mavic Mini.

Cosa cambia rispetto a oggi

Vi sono alcune importanti novità ma anche alcune norme che ci porteremo dietro fino al 1 luglio 2020. Riassumiamo velocemente quanto abbiamo letto sugli articoli del Regolamento:

  1. Il portale D-Flight diventa il nuovo hub di riferimento per i droni. Anzi presto la registrazione dei droni avverrà soltanto tramite il portale e non più tramite ENAC. Le mappe presenti su D-Flight assumono validità legale e anzi diventano l'unico punto di riferimento per sapere dove poter volare e dove no.
  2. Tutti i droni indipendentemente dal loro peso se usati per lavoro sono soggetti al Regolamento. Soltanto i droni ricreativi sotto i 250 grammi ne sono esclusi. Dunque per droni come il Tello e il Mavic Mini bisognerà fino a luglio 2020 scegliere se usarlo come SAPR o come "aeromodello". ENAC dunque accoglie solo per metà le previsioni del Regolamento EASA. Dunque l'Ente ha scelto di interpretare alla lettera il concetto di transizione.
  3. Anche i piloti di un APR "trecentino" dovranno acquisire l'attestato di pilotaggio, attraverso il superamento di un corso e un esame online di 40 domande proposti da ENAC. Il tutto dovrà avvenire nel periodo compreso tra il 1 marzo 2020 e il 1 luglio 2020.
  4. Il giubbotto con la scritta "pilota di APR" rimane obbligatorio soltanto per le operazioni condotte in scenari critici.
  5. Il volo notturno entra adesso nei requisiti generali dei SAPR, quindi non sembra più limitato alle sole operazioni con APR CRO. Non viene utilizzata la dizione "luci aeronautiche", che si traduce nel dover usare qualsiasi sistema di luci atto a riconoscere posizione e orientamento del drone nello spazio aereo di tipo differente per distinguerli da altri aeromobili di linea. In nessun caso sono sufficienti le sole luci del drone.
  6. Sarà necessario frequentare un Centro di Addestramento soltanto qualora si voglia acquisire un attestato di pilotaggio per scenari CRO e lo skill test pratico sarà effettuato su scenari operativi.
  7. Gli attestati di pilota basici e CRO oggi esistenti avranno validità fino al 1 luglio 2021. Se scadono prima andranno rinnovati secondo le specifiche regolamentari, se scadono dopo verranno convertiti da ENAC con un adeguato Certificato di Competenza in accordo con il Regolamento EASA.
  8. Per tutti i dronisti che volano per divertimento, fino a oggi lo si poteva fare senza essere soggetti ad alcuna burocrazia, a patto di volare al di fuori di CTR e altre aree soggette a restrizioni di volo. Dal 15 dicembre 2019 chi vorrà volare con un drone che supera i 250 grammi (quindi esclusi Tello e Mavic Mini, oltre a tutti i dronini Eachine etc.), per intenderci droni come Xiaomi Fimi X8 o Fimi A3, Hubsan Zino, i Walkera, insomma tutta quella categoria di droni che pochi si sognerebbero di usare per lavoro ma molti per diletto visto i bassissimi costi, sarà soggetto a registrazione sul sito D-Flight, assicurazione (alcune assicurazioni forniscono per fortuna premi assicurativi che coprono tutta l'attività hobbystica e non il singolo mezzo, mentre chi è assicurato professionalmente potrebbe avere compreso il volo ricreativo come previsto dal Regolamento EASA), acquisizione dell'attestato di pilota basico. Ma guadagnerà la possibilità di poter volare anche nelle CTR essendo il suo volo inquadrato nelle operazioni non critiche, a patto naturalmente di rispettare i requisiti richiesti, ovvero lontano almeno 50 metri dalle persone, 150 metri dalle aree congestionate, in spazi aperti lontano dai centri urbani e dai parchi pubblici, etc.
  9. La dizione droni ricreativi crea la categoria cd degli aeromodelli puri, che sono esclusi dal Regolamento secondo l'art. 35. Mentre per i droni i limiti sono imposti dalla Circolare ATM-09, per gli aeromodelli il Regolamento impone un'altezza massima di 70 m AGL entro un raggio massimo di 200 m, al di fuori di CTR e ATZ, oppure volare all'interno delle aree istituite da ENAC (soprattutto i campi volo riconosciuti con ATM-03). Si conferma che l'Attestato di Aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli rilasciato dall'Aero Club d'Italia consente il superamento del limite di 70 m AGL per l'altezza massima.

I droni sotto i 250 grammi sono fuori Regolamento SAPR? Non sono nemmeno aeromodelli puri

L'Ing. Veccia su Dronezine e l'Ing. Cardi, vicedirettore generale di ENAC, su Affari Italiani hanno rilasciato dichiarazioni chiare in merito al fatto che i droni sotto i 250 grammi usati per scopo ricreativo sono esclusi dal Regolamento. Dunque non solo non sono soggetti a registrazione e attestato di pilota, ma probabilmente non saranno nemmeno soggetti agli altri dettami del Codice della Navigazione Aerea. È quindi possibile che dal 15 dicembre 2019 al 1 luglio 2020 i Tello e i Mavic Mini potranno volare sul Colosseo, vicino gli aeroporti, a 500 metri d'altezza, senza incorrere in alcun tipo di sanzione? Ovvero la non soggezione al Regolamento li esclude anche dal rispetto della cartografia aeronautica?

AGGIORNAMENTO

Noi forniamo questa possibile interpretazione: i droni ricreativi sotto i 250 grammi di MOD non sono classificati come APR e non ricadono nemmeno all'interno dell'art. 35 che li classifica come aeromodelli puri in quanto per definizione un aeromodello è un velivolo sprovvisto di sistema che ne permetta il volo automatico e/o autonomo, e il Mavic Mini ha un dispositivo GPS che può essere utilizzato a tal fine. La maggior parte non sono nemmeno giocattoli perché riportanti il bollino 14+. Quindi pur essendo considerati non offensivi, non pericolosi, che non sono di interesse aeronautico, non è ben chiaro se sono vincolati al rispetto delle limitazioni previste dalla cartografia aeronautica, come volare al di fuori di CTR e ATZ e lontano da cose e persone. Di certo c'è che se si decide di registrarli come APR, pur essendo poi soggetti all'acquisizione di un attestato che sarà valido solo 4 mesi, alla registrazione e all'assicurazione, si potranno usare per uso ricreativo anche all'interno delle CTR.

Le testate giornalistiche Dronezine e Quadricottero News hanno chiesto chiarimenti ad ENAC in proposito, e vi aggiorneremo prontamente appena arriverà una risposta ufficiale da parte dell'Ente.

Per ora, oltre naturalmente al buon senso, invitiamo tutti alla cautela e a non fidarsi di interpretazioni estreme del Regolamento, ovvero ad attendere che questi dubbi si dipanino nel corso delle prossime settimane per non incorrere in spiacevoli sorprese di carattere amministrativo e penale.

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Quale drone DJI scegliere (novembre 2019)

L'uscita del nuovo DJI Mavic Mini, unitamente all'uscita di produzione delle linee Phantom e Spark, ha modificato il mercato della casa cinese, con una tendenza che sembra quella di un abbassamento dei prezzi in favore dei consumatori. Il nuovo drone infatti si colloca nella fascia consumer, ad un prezzo inferiore rispetto al defunto Spark: se consideriamo che anche il Mavic 2 Pro ha un costo più basso rispetto al Phantom 4 Pro che idealmente sostituisce, non stupirebbe se il successore del Mavic Air in vista del nuovo Regolamento EASA che entrerà in vigore a luglio 2020 avesse anch'esso un prezzo più basso, magari collocato a €599 o €649.

Infografica: il mercato DJI dei droni

La nuova segmentazione del mercato DJI la si può tradurre in questo modo:

  • DJI-Ryze Tello: drone entry-level per progetti didattici e piccoli voli anche indoor. Buon apparato fotografico, non fruibile per video (qualità meno che amatoriale).
  • DJI Mavic Mini: drone consumer con un ottimo apparato video-fotografico. La nuova app DJI Fly sembra un'applicazione con funzionalità davvero basiche. Non ha i waypoint come non li aveva lo Spark, bisognerà capire se verranno introdotti con app di terze parti come Litchi. In caso contrario potrebbe essere un drone limitato per applicazioni professionali (aerofotogrammetria solo manuale per es.).
  • DJI Mavic Air: drone consumer avanzato più "antico" prodotto dalla casa cinese ancora in commercio. Abbinato alla Litchi app è un drone ottimo per riprese video-fotografiche.
  • DJI Mavic 2: droni prosumer nelle versioni Zoom e Pro. In questo momento rappresentano i droni di punta della casa cinese, con il meglio della tecnologia oggi a disposizione. Per applicazioni professionali lo Zoom può essere usato per le videoispezioni mentre il Pro grazie al sensore Hasselblad garantisce fotografie di qualità eccezionale.
  • DJI Inspire 2: drone professional dedicato alle riprese cinematografiche. Al solo drone bisogna aggiungere le gimbal, certamente non economiche. La versione Cinema Premium Combo costa oltre €23.000

I citati droni possono essere usati come SAPR se vengono dichiarati a ENAC e il pilota possiede l'attestato di volo e acquisisce le relative autorizzazioni per volare in zone Regolamentate, Proibite, Pericolose, ATZ, etc.

Tello e Mavic Mini rientrano nella categoria dei droni con MOD (Massa Operativa al Decollo) < 300 grammi: operano in scenari operativi che sono sempre non critici, al pilota non è richiesto il possesso di un attestato di volo. Con il futuro Regolamento EASA rientreranno nella open category A1C0: potranno volare fino al 2022 senza identificazione elettronica, senza attestato di volo, anche in ambito urbano tranne che sopra gli assembramenti, ma gli operatori dovranno essere comunque registrati. Non è ancora dato sapere se comunque ENAC vorrà che anche questi piloti acquisiscano una qualche forma di alfabetizzazione aeronautica.

Mavic Air rientra nella categoria dei droni con MOD > 300 grammi < 2 Kg: opera in scenari operativi che sono non critici o critici a seconda della situazione, al pilota è richiesto il possesso del relativo attestato di volo. Con il futuro Regolamento EASA rientrerà nella open category A1C1: fino al 2022 potrà volare anche in scenari urbani tranne che sopra gli assembramenti, il pilota dovrà avere almeno 14 anni e superare un test online, dovrà essere registrato e avere un identificatore elettronico se richiesto.

La famiglia Mavic 2 rientra nella categoria dei droni con MOD > 300 grammi < 2 Kg: opera in scenari operativi che sono non critici o critici (S1, S4, S6) a seconda della situazione, al pilota è richiesto il possesso del relativo attestato di volo. Con il futuro Regolamento EASA rientrerà nella open category A2C2: fino al 2022 potrà volare anche in scenari urbani a patto di mantenere una distanza di almeno 20 metri dalle persone, il pilota dovrà avere almeno 16 anni e superare un test online con uno skill test presso un centro, il drone dovrà essere registrato e avere un identificatore elettronico.

L'Inspire 2 rientra nella categoria dei droni con MOD potenzialmente > 4 Kg (4250 grammi da specifica tecnica DJI): opera in scenari operativi che sono non critici o critici (S2, S4, S6) a seconda della situazione, al pilota è richiesto il possesso del relativo attestato di volo. Con il futuro Regolamento EASA rientrerà nella open category A3C3: fino al 2022 potrà volare anche in scenari urbani a patto che nell'area delle operazioni non siano coinvolte persone estranee, il pilota dovrà avere almeno 16 anni e superare un test online con uno skill test presso un centro, il drone dovrà essere registrato e avere un identificatore elettronico.

Attualmente non sono ancora note le tipologie di open category specific e certified previste dal Regolamento EASA in qualche modo assimilabili ai nostri scenari standard critici.

Scegliere un drone DJI

La scelta di un drone è dettata da moltissimi fattori che difficilmente possono essere racchiusi in un algoritmo. Prezzo, forma, peso, portabilità, dimensioni, capacità tecniche sono le principali cinque variabili che mescolate fra loro forniscono un'infinita possibilità di scelta. Vediamo innanzitutto il confronto tra le specifiche tecniche principali dei droni della famiglia Mavic:

CaratteristicheMavic MiniMavic AirMavic 2 ZoomMavic 2 Pro
Peso al decollo249 grammi403 grammi905 grammi907 grammi
DimensioniPiegato:
140mm x
82mm x
57mm

Aperto:
160mm x
202mm x
55mm

Piegato:
168mm x
83mm x
49mm

Aperto:
168mm x
184mm x
64mm

Piegato:
214mm x
91mm x
84mm

Aperto:
322mm x
242mm x
84mm

Piegato:
214mm x
91mm x
84mm

Aperto:
322mm x
242mm x
84mm

Velocità massima in sport mode46,8 Km/h68,4 Km/h72 Km/h72 Km/h
Tempo di volo reale26 minuti18 minuti27 minuti27 minuti
Camera1/2.3″ CMOS 12MP1/2.3″ CMOS 12MP1/2.3″ CMOS 12MP1″ CMOS 20MP
Dimensione foto4:3: 4000 × 3000 JPEG
16:9: 4000 × 2250 JPEG
4:3: 4056 × 3040 DNG
16:9: 4056 × 2280 DNG
4:3: 4000 × 3000 DNG5472 × 3648 DNG
Dimensione video massima2.7K:2720×1530 24/25/30p 40 Mbps MP44K:3840×2160 24/25/30p 100Mbps MP44K:3840×2160 24/25/30p 100Mbps MP44K:3840×2160 24/25/30p 100Mbps MP4
Storage interno-8GB8GB8GB
SensoriInferioriAvanti / Dietro / InferioriOmnidirezionaliOmnidirezionali
Trasmissione e distanzaWiFi avanzato CE: 2000mWiFi avanzato CE: 2000mOcuSync 2.0 CE: 5000mOcuSync 2.0 CE: 5000m
Prezzo€ 399€849€1249€1449

Queste le principali caratteristiche dei droni da scegliere per diventare operatori APR. Entriamo nel dettaglio delle singole differenze.

DJI Mavic 2 Pro

Prezzo e camera

Su queste due caratteristiche c'è poco da dire: la tabella prezzi è indicativa, e il prezzo naturalmente incide sulle capacità della camera, il principale elemento da considerare quando si vuole acquistare un drone (dal momento che il primo intento è usarlo per le riprese e non per il trasporto di oggetti). La L1D-20c Hasselblad camera che equipaggia il Mavic 2 Pro con i suoi 20MP batte senza smentita i 12MP delle altre camere, per altro con sensore più piccolo: in generale il sensore è anche di qualità nettamente superiore, ed è certamente l'ideale per i fotografi. Pur avendo l'otturatore elettronico, è l'unico ad avere un diaframma regolabile f/2.8-f/11.

Il Mavic 2 Zoom ha dalla sua l'essere il primo drone dotato di zoom meccanico 2x che diventa 4x digitale fino a una focale equivalente di 96 mm. Grazie all'autofocus di tipo hybrid risulta essere il 40% più veloce rispetto ai suoi predecessori, ed è certamente il drone ideale per i creativi dei video e i vlogger.

Ovviamente il più penalizzato è il Mavic Mini: le fotografie sono ottime, ma solo in JPEG. Il video ha un bitrate relativamente basso, solo 40Mbps rispetto ai 100Mbps degli altri droni. La qualità ne risente: inoltre il formato video è limitato a 2.7K: non sarebbe stato possibile appesantire la piccola CPU del carico necessario a elaborare un video 4K. Rispetto allo Spark tuttavia guadagna in dimensioni e nella possibilità di poter registrare i video in qualità nativa PAL, cioè a 24/25fps.

Fotografia e volo intelligente

Diciamo la verità, acquistare un drone che si pilota soltanto a mano è decisamente un errore: sono tante le situazioni dove è consigliato un volo automatico, si pensi ai rilievi aerofotogrammetrici di grandi estensioni di terreno o alle riprese di particolari location. Tutti i droni hanno finalmente la stabilizzazione meccanica a 3 assi, quindi la stabilità dei video è assicurata per tutte le versioni.

Il Mavic Mini non è dotato né di waypoint né di follow me né tanto meno di object tracking. Ha però le modalità QuickShot che includono Dronie, Circle, Helix, e Rocket; in più è dotato del CineSmooth Mode, simile al Tripod Mode già visto sullo Spark, funzione che abbassa i PID consentendo al drone una bassa velocità controllata per manovre più precise e stabili.

Il Mavic Air ha, oltre all'ActiveTrack e ai QuickShots, le SmartCapture con il TapFly, che consente all'operatore di far volare il drone semplicemente con un tap sullo schermo dell'app DJI GO4.

Se però si vuole qualcosa di più avanzato, bisogna salire di grado: i Mavic 2 vantano i QuickShots che includono HyperLapse, HyperLight, l'ActiveTrack 2.0, la modalità Panorama, il POI 2.0, waypoint 2.0 e Dolly Zoom (solo Mavic 2 Zoom).

Ricordiamo che molte funzionalità aggiuntive possono essere fruibili tramite app di terze parti, in particolare con la Litchi app.

Sulle capacità video-fotografiche il discorso va approfondito tenendo in conto le seguenti specifiche, similmente a quanto si fa con una fotocamera manuale:

  • Foto: grandezza del sensore, zoom, numero di pixel, numero di colori, lunghezza focale, diaframma, formato di compressione (JPEG, RAW).
  • Video: gamma risoluzioni, fotogrammi al secondo, stabilizzazione gimbal, codec (H.264, H.265, etc.), formati di compressione (MP4, MOV).
DJI Mavic Mini folded

Performance

Quando si parla di performance di un drone, i parametri di riferimento sono autonomia di volo, velocità, stabilità del segnale video in relazione alla distanza dal pilota (noi consideriamo solo la distanza legale consentita in Italia), la sensoristica per l'evitamento ostacoli.

Il Mavic Mini non ha sensori antiostacoli, sconsigliato per i giovanissimi alle prime armi. I soli 46 Km/h di velocità massima rispetto ai 68 del Mavic Air o ai 72 dei Mavic 2 sono in parte penalizzanti per riprese sportive o soggetti in rapido movimento. Inoltre non ha l'active tracking, che in questa tipologia di riprese è di vitale importanza. In compenso può volare per oltre 25 minuti, molto più del Mavic Air.

In termini di qualità di trasmissione, tutti i droni hanno una lunga gittata, quindi le problematiche di ritorno del video a 200 metri e 60 metri d'altezza (massime distanze previste dall'attuale regolamento ENAC per il volo VLOS in Italia in CTR) che si potevano avere in determinate condizioni con lo Spark, dovrebbero sostanzialmente sparire con il Mavic Mini.

Se cercate un volo sicuro che preveda l'evitamento ostacoli in tutte le direzioni, la scelta obbligata è sui Mavic 2. È importante aggiungere che i Mavic 2 nel volo automatico hanno anche la funzione predittiva del percorso: possono cioè evitare un ostacolo aggirandolo e riprendendo la traiettoria prevista, una capacità apparsa per la prima volta con il Phantom 4 Pro.

Tutti hanno la funzione RTH Return to Home come misura di sicurezza in caso di perdita del segnale con il radiocomando, ma possiamo considerare questa una feature di serie per tutti i droni in commercio dotati di GPS.

Consigli per gli acquisti

Tutti i droni di cui abbiamo parlato in questo contributo sono soggetti alle regolamentazioni nazionali ed europee in arrivo. Nessuno infatti è considerato un drone giocattolo, nemmeno il DJI-Ryze Tello nominato all'inizio e che pesa 100 grammi.

Nel momento in cui viene pubblicato questo articolo, i droni non necessitano di registrazione se sono usati come aeromodelli: ma in questa fattispecie non possono volare all'interno di spazi regolamentati, come CTR, P, R, D, ATZ, e in tutti gli altri spazi presenti in cartografia AIP o altrimenti vietati a mezzo NOTAM.

Con l'entrata in vigore del Regolamento transitorio ENAC e soprattutto con l'entrata in vigore del Regolamento EASA a luglio 2020, sparirà la differenza tra aeromodello e aeromobile, e tutti i droni dovranno essere registrati anche se usati per scopi ricreativi, ricadendo nella fattispecie degli scenari non critici. Mentre naturalmente rimane obbligatoria la registrazione per tutti i droni usati in qualità di APR, ovvero per lavoro.

Detto questo, coloro che oggi vogliono operare senza necessità di un attestato di volo o altre necessità burocratiche, che vogliono spendere poco, ma anche per i semplici appassionati che amano portarsi un piccolo drone nello zaino, la scelta è certamente rivolta al Mavic Mini. Oggi è un drone già pronto per la categoria dei "trecentini", domani sarà pronto per la categoria dei 250 grammi. Per lavoro bisogna capire meglio le reali potenzialità: con i paraeliche originali a 360° che pensano ben 23 grammi il drone è limitato a 100 metri dal punto di decollo e l'autonomia di volo scende a ca. 18 minuti: non è chiaro se cambierà qualcosa con l'uso di paraeliche autoprogettati. Bisognerà poi attendere l'aggiornamento della Litchi app per sapere se il drone potrà volare automaticamente con missioni programmate.

In vista del Regolamento europeo, il Mavic Air con i suoi soli 403 grammi rientra nella categoria A1C1 che gli consentirà di operare facilmente in scenari urbani. È dunque un investimento per il futuro, oggi rientra comunque nella fattispecie degli APR per cui è richiesto un attestato di volo: in tal senso è dedicato più agli amatori che ai professionisti, che a parità di condizioni operative farebbero bene a investire qualcosa in più per arrivare ai Mavic 2. C'è inoltre da aspettarsi che da qui a 8 mesi DJI presenti l'evoluzione di questo piccolo drone, che sta per festeggiare i suoi 2 anni di vita.

Per i professionisti dei video e delle fotografie la scelta non può che ricadere sui Mavic 2: il prezzo non è per tutte le tasche, soprattutto le versioni Fly More Combo, ma sono i più tecnologicamente avanzati sia sotto il profilo della capacità e delle qualità di volo, sia per la qualità delle riprese.

DJI Mavic Mini Fly More Combo
499
DJI Mavic Mini
DJI Mavic Air
849
DJI Mavic Air
DJI Mavic 2 Zoom
1249
DJI Mavic 2 Zoom
DJI Mavic 2 Pro
1449
DJI Mavic 2 Pro
Posted by Archeo Staff in Droni, 0 comments