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ENAC pubblica le bozze del Regolamento SAPR 3 ed. e le apre alla consultazione pubblica

Bozza 3 ed. Regolamento SAPR ENAC

In data 5 luglio 2019 l'Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) è tornata sui suoi passi e conscia di non poter approvare il Regolamento Transitorio SAPR entro luglio, ne ha pubblicato le bozze aprendolo alla consultazione pubblica. Dati gli importanti cambiamenti, questo documento diventa la 3ª edizione del Regolamento mezzo aerei a pilotaggio remoto. Non è ancora certa la data della sua entrata in vigore, che dovrebbe essere entro settembre, ma già conosciamo la sua data di decadimento: 30 giugno 2020, perché dal 1° luglio 2020 le legislazioni nazionali dovranno accordarsi con il Regolamento EASA pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea a fine maggio 2019.

Sono almeno 4 i cambiamenti importanti rispetto al passato:

  • Sparisce la differenza tra drone aeromodello e drone APR: presto tutti i droni con dispositivi che consentano un volo automatico (quindi flight controller programmabile e GPS, di fatto la stragrande maggioranza dei droni in commercio non autocostruiti) potranno effettuare sia missioni ricreative che missioni lavorative, le prime ricadranno nell'ambito degli scenari non critici
  • Si potrà diventare operatori APR a 16 anni
  • Cambieranno gli attestati di pilota APR: per diventare pilota per scenari non critici quindi anche ricreativi, bisognerà frequentare un corso online e superare un test di 40 domande
  • Verranno introdotti gli scenari standard per le missioni BVLOS: i droni in grado di effettuare tali missioni dovranno avere sistemi di anticollisione (quindi per intenderci, Mavic 2 e Mavic Air, gli unici che hanno tali sensori sempre attivi su tutti e 4 i lati). Per pilotare un drone in BVLOS bisognerà seguire un corso specifico.

Tutti gli interessati sono invitati a inviare eventuali commenti alla Direzione Regolazione Navigabilità ([email protected]) entro il 5 agosto 2019.

Quanto stiamo per scrivere si riferisce unicamente al documento di bozza e non saremo responsabili di decisioni prese dagli operatori in merito a quanto diremo perché ENAC potrà modificare la bozza, anche in virtù dei commenti ricevuti, in fase di approvazione del nuovo Regolamento.

Il portale d-flight

Contestualmente alle bozze regolamentari, è stato attivato anche il portale d-flight: il portale assume valore legale, diventando riferimento cartografico (art. 7 comma 6c). Tutti gli operatori saranno obbligati a registrarsi sul portale, a registrare il drone e a generare il QR-code da applicare sul velivolo (art. 8 comma 1). Sono esentati soltanto i possessori di droni <250 grammi impiegati per attività ricreazionale e che possano essere definiti aeromodelli (non il DJI Tello per intenderci).

Missioni critiche e giubbetto di pilota

Per le missioni critiche, l'analisi del rischio dovrà basarsi sul documento SORA emesso dal JARUS (art. 10 comma 5).

Inoltre, soltanto quando si effettuano missioni in scenari critici il pilota di APR sarà obbligato a indossare il famoso gilet ad alta visibilità recante la scritta Pilota di APR che lo renda chiaramente riconoscibile (art. 8 comma 8).

Possono svolgere missioni critiche in ambito urbano solo APR con massa al decollo < 10 Kg (art. 10 comma 5), nuova limitazione introdotta con questa edizione del testo. In effetti gli scenari CRO standard erano previsti per APR fino a 10 Kg, finalmente anche la normativa si accorda a quanto la stessa ENAC aveva deciso tempo fa.

Nuove altezze di volo e missioni BVLOS

In accordo al futuro Regolamento EASA, le operazioni degli APR sono consentite a un'altezza non superiore a 120 m (400 ft) AGL (erano 150 m) se al di fuori degli spazi aerei controllati, mentre tutti gli altri limiti di altezza sono indicati nella Circolare ENAC ATM-09 in vigore al 1 luglio per le nuove ATZ (altezze diversificate a seconda della posizione e della distanza dalle coordinate ARP di ogni aeroporto) e per le CTR, dove il limite scende a 60 m (200 ft) AGL (erano 70 m).

Sarà finalmente possibile effettuare missioni BVLOS rispettando le seguenti prescrizioni:

  • possesso dell'Attestato di Pilota APR per operazioni critiche
  • completamento di un apposito corso di formazione per operazioni BVLOS in apposito Centro di Addestramento APR autorizzato, qualora il pilota non sia in possesso di una Licenza di pilota CPL o superiore
  • APR con massa operativa al decollo < 25 Kg
  • Le operazioni in BVLOS necessitano di sistemi e procedure per il mantenimento della separazione e per evitare le collisioni che richiedono l’approvazione da parte dell’ENAC.

Il comma 3 dell'art. 26 riporta che ENAC pubblicherà appositi scenari standard per le operazioni BVLOS, con le relative limitazioni. Qualora si fosse in possesso di un APR che non soddisfi i requisiti richiesti, bisognerà richiedere segregazione dello spazio aereo tramite ATM-09.

300Sparkani in volo

Arrivano i SAPR ricreativi

Come anticipato in apertura, in linea con il futuro Regolamento EASA, presto sparirà la differenziazione tra drone aeromodello e drone professionale: adesso tutti i droni saranno SAPR e potranno essere usati sia per missioni ricreative che per missioni non critiche, rientrando sotto la stessa classificazione.

Vantaggi: poiché ogni drone diventerà un APR, l'aeromodellista non sarà più confinato nei campi volo ma potrà volare anche al di fuori di essi (anche nelle CTR e persino nelle ATZ con la Circolare ATM-09) rispettando i limiti previsti per le missioni non critiche. In compenso i droni per operazioni non critiche non saranno più soggetti alla dichiarazione presso ENAC ma alla semplice registrazione sul portale d-flight

Svantaggi: ogni possessore di drone sarà adesso obbligato a registrare il drone sul portale d-flight, oltre a prendersi l'attestato di pilota secondo la nuova classificazione (chi era già in possesso dell'attestato basico probabilmente andrà incontro ad una conversione). Possedere e tenere aggiornata tutta la manualista di un drone APR. In quanto APR registrato per operazioni non critiche, il drone dovrà essere assicurato appunto come APR. Bisognerà investire qualche centinaio di euro per continuare a volare.

Cosa cambia per gli aeromodellisti

Ecco la nuova definizione di aeromodello:

Aeromodello: dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo automatico e/o autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi.

Saranno droni esclusivamente aeromodelli tutti i droni non dotati di flight controller programmabile e GPS, elementi che combinati possono consentire il volo automatico. Tali droni, come quelli di fascia molto economica, gli autocostruiti rispettando tali limitazioni tipo i racer, etc., non sono soggetti all'assicurazione per APR, rimanendo consigliata l'assicurazione per volo hobbystico a costi decisamente inferiori. Si conferma che all'aria aperta è vietato il volo FPV.

I nuovi attestati di pilota APR

Cambiano radicalmente le modalità di acquisizione degli attestati di pilota di APR. Ora il pilota dovrà:

  • aver compiuto 16 anni (rispetto ai 18 precedenti, art. 20 comma 2)
  • operazioni non critiche e ricreative: seguire un apposito corso di formazione online e superare un test di 40 domande a risposta multipla su un portale web dedicato dell’ENAC oppure presso un Centro di Addestramento APR autorizzato (art. 21)
  • operazioni critiche: aver conseguito l'attestato precedente, seguire un ulteriore corso di formazione presso un Centro di Addestramento APR approvato e superare un test di 30 domande a risposta multipla. Infine completare un apposito corso di addestramento pratico articolato su specifici scenari addestrativi (art. 22)

Per quanto richiesto per le operazioni in BVLOS ne abbiamo parlato nel paragrafo apposito.

Non è prevista la certificazione medica secondo gli standard della licenza LAPL per nessuno degli scenari sopra menzionati (fattispecie presente nell'attuale Regolamento), mentre rimane l'obbligo di compilazione della propria attività di volo su un logbook personale per chi è in possesso di un attestato.

Rimangono esentati dall'acquisizione di un attestato i piloti alla guida di un trecentino (art. 20 comma 1).

250 grammi e 300 grammi

Delusione per quanti si aspettavano l'introduzione dei nuovi limiti di peso previsti dal Regolamento EASA, ovvero 500 grammi per le missioni in ambito urbano senza area delle operazioni e area di buffer, secondo la relativa Open Category A1C1.

Rimane invariato il comma 5 dell'art. 12, quello relativo ai oramai ben famosi APR da 300 grammi di massa operativa al decollo. Permane l'obbligo di installare i paraeliche e dove necessario alleggerire il drone per farlo rientrare nel peso previsto (come fino ad oggi per il DJI Spark o il Parrot Anafi nelle sue varie declinazioni).

Come detto entrano nel Regolamento i droni con massa al decollo inferiore o uguale a 250 grammi: gli operatori/proprietari di tali mezzi adibiti ad attività ricreazionale saranno esentati dalla registrazione sul portale d-flight.

Leggi la bozza del Regolamento

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ENAC sospende alcuni commi dell’art. 24 del Regolamento SAPR

ENAC sospende alcuni commi dell'art. 24 del Regolamento SAPR

Nella giornata di ieri ENAC, in occasione dell'entrata in vigore della Circolare ATM-09, ha disposto un Provvedimento di sospensione del Regolamento “Mezzi Aerei a Pilotaggio remoto” con il quale determina

la sospensione, a decorrere dal 1/7/2019, per la durata di 90 giorni, dei commi 2, 4, 5 e 6, dell’articolo 24 del Regolamento ENAC “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”, Edizione 2, emendamento 4 del 21/5/2018.

Nello stesso documento afferma che la modifica regolamentare di cui si parla da mesi con il nome di Regolamento Transitorio è prevista entro 3 mesi: quindi non luglio 2019 come tutti speravano, ma settembre 2019, come a questo punto auspichiamo (ENAC scrive "è previsto", non ha scritto che avverrà). Entro pochi giorni ne sapremo di più dal CdA di ENAC convocato per la data odierna.

Ricordiamo che l'art. 24 del Regolamento SAPR è quello che norma il volo VLOS, in particolare il volo di giorno (ovvero entro le effemeridi di alba e tramonto), le quote massime di volo e le operazioni nelle ATZ. Non sappiamo in che modo si determina la quota massima di volo al di fuori di quanto contenuto nell'ATM-09 che riguarda le nuove ATZ, di certo è sicuro che i 150 m AGL, o i 70 m AGL qualora si operi in CTR, non esistono più, in attesa che diventino rispettivamente 120 m e 60 m come ha stabilito EASA.

Teniamo a precisare che questo provvedimento non è un momentaneo tana libera tutti: nei manuali operativi di ogni APR sono riportate le distanze massime di volo dal pilota, generalmente entro i 150-200 m: questi documenti faranno comunque fede e mantengono la loro validità. Così come rimangono pienamente valide le distanze operative negli scenari standard per gli APR in missioni CRO. Rimane comunque vietato il volo in BVLOS. Bisognerà capire, con la sospensione del comma 2, che fine fa il divieto di volo notturno, ad oggi consentito soltanto agli APR in missioni CRO secondo le specifiche operative e tecniche degli scenari standard.

Leggi il Provvedimento

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Oggi entra in vigore la circolare ENAC ATM-09

Circolare ENAC ATM-09

Oggi 1° luglio 2019 entra ufficialmente in vigore la nuova Circolare ATM-09 emanata da ENAC poco più di un mese fa. Il documento revisiona radicalmente l'utilizzo dello spazio aereo in particolare attorno agli aeroporti (cd ATZ) e introduce il nuovo modello di domanda per la richiesta di NOTAM, riducendo inoltre i tempi di rilascio delle autorizzazioni a 35 giorni.

Con le nuove aree rettangolari con limiti a decrescere. c'è molto più spazio di volo pre-autorizzato nel rispetto dei limiti fissati di quanto non fosse con le aree circolari che individuavano la maggioranza degli aeroporti italiani, soprattutto trasversalmente alla pista.

Non resta che aspettare la pubblicazione delle nuove mappe ufficiali della cartografia aeronautica rilasciate da ENAV nella serie AIP e il licenziamento del Regolamento Transitorio ENAC che potrebbe avvenire nel CdA previsto domani 2 luglio 2019.

Per scoprire nel dettaglio le novità della circolare partecipa al webinar che si terrà mercoledì sera alle ore 20 e leggi l'articolo da noi pubblicato in proposito.

Partecipa al webinar gratuito sulla Circolare ENAC ATM-09

Nuove modalità di volo in ATZ con la Circolare ENAC ATM-09

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DJI Summer Sale: sconti fino al 20% entro il 2 Giugno

La Primavera, se mai è arrivata, è al suo culmine e in vista della stagione estiva DJI lancia la sua promozione per l'acquisto di materiale da ripresa che colorerà le vostre vacanze. Dopo la presentazione della DJI Osmo Action avvenuta il 15 Maggio, eccoci alla DJI Summer Sale 2019 che coinvolge gli acquisti dei seguenti prodotti effettuati e attivati tra il 18 maggio e il 2 giugno 2019.

DJI Mavic 2 Zoom e in bundle con smart controller

L'ultimo arrivato dell'azienda cinese, il più indicato per l'uso creativo e destinato a tutte le tipologie di utenza, è il Mavic 2 Zoom che abbiamo presentato in un precedente articolo.

Sensore CMOS da 1/2.3" da 12MP con zoom ottico 2X e digitale fino a 4X, modalità QuickShot Dolly Zoom specifica per questo modello, fotografie di paesaggio in modalità Super Risoluzione fino a 48 MP, modalità Hyperlapse integrata e nuovo codec H.265 per una maggiore qualità dell'immagine video. E davvero molto altro ancora...

In promozione sia in versione singola che in versione abbinata allo Smart Controller, il nuovo radiocomando con tecnologia OcuSync 2.0 e schermo 5,5" integrato da 1000 nit.

SCOPRI IL MAVIC 2 ZOOM

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DJI Ronin-S standard ed essential kit

La serie Ronin prodotta da DJI propone una serie di gimbal altamente professionali per le riprese video. Nata per le cineprese professionali, sono state sviluppate nel tempo varianti più piccole per l'uso più prosumer di videomaker, vlogger etc. Il DJI Ronin-S discende dall'esperienza Osmo ed è pensato per le DSRL sia reflex che mirrorless fino a 3,6 Kg di peso: una gimbal stabilizzata su 3 assi che può essere facilmente montata su un buggy RC per riprese a bassa-angolazione o anche come una camera remotata su un jib. La tecnologia SmoothTrack permette di passare fluidamente dal movimento all’inquadratura con una sola mano.

La versione standard kit propone in più il Focus Wheel e una serie di cavi e grip in metallo per potenziare le vostre possibilità di ripresa video.

DJI Ronin-S Standard kit

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€ 749,00

DJI Ronin-S Essential kit

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€ 499,00

DJI Goggles RE

I DJI Goggles RE (Racing Edition) sono il sistema FPV progettato dall'azienda cinese per sperimentare il First Person View senza restrizioni, con latenza di soli 50 ms, trasmissione 1280×960 HD, e trasmissione automatica FHSS (Frequency-Hopping Spread Spectrum). Supporta inoltre la visione panoramica Sphere e la riproduzione video locale su scheda microSD.

Pienamente compatibile con i droni DJI che utilizzano il modulo di trasmissione OcuSync Video, può essere collegato anche a droni "più vecchi" come il DJI Spark e il DJI Inspire 1 con appositi cavi: per lo Spark è necessario il DJI Goggles – Micro USB OTG Cable; con la serie Inspire 1 è necessario il DJI Goggles – HDMI (Type A) Female to HDMI (Type C) Male Adaptor. Con il Phantom 4 Pro si collega tramite cavo USB, oppure tramite il modulo HDMI (part54) da sostituire sul proprio radiocomando, modulo compatibile anche con la serie Phantom 3 Adv/Pro.

Ricordiamo che il volo in FPV in aree aperte è attualmente vietato dal vigente Regolamento ENAC: l'uso di questo dispositivo è pertanto riservato a persone accompagnatrici diverse dal pilota del drone.

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DJI Osmo Mobile 2

La serie Osmo Mobile di DJI trasforma il vostro smartphone in una videocamera stabilizzata su 3 assi per riprese video fluide in posizione sia orizzontale che verticale. Grazie alla funzione ActiveTrack il dispositivo seguirà i soggetti in movimento in modo automatico, mantenendo grande stabilità nella registrazione. Sarete in grado di replicare l'effetto Vertigo o Dolly Zoom, creare panorami ad alta definizione, garantire ore di live streaming grazie alla potente batteria da 15 ore di funzionamento in grado di ricaricare lo smartphone.

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€ 149,00
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DJI Phantom 4 Pro fuori produzione (per ora)

DJI Phantom 4 Pro out of stock

Da qualche giorno campeggia sulla pagina ufficiale del DJI Phantom 4 Pro V2.0 l'avviso che vedete in copertina e che recita:

Phantom 4 Pro non è più in produzione.

invitando l'utente a consultare l'ultimo arrivato del colosso cinese, il Mavic 2 nelle sue varie declinazioni. Rilasciando un'intervista a The Verge, Adam Lisberg direttore delle comunicazioni DJI ha voluto smentire un'uscita di Romeo Durscher, amministratore di Public Safety Integration dell'azienda cinese. Quest'ultimo aveva affermato che oramai la linea Phantom era giunta al termine del suo sviluppo e sarebbe quindi stata abbandonata, di fatto puntando tutto sulla serie Mavic.

Due to a shortage of parts from a supplier, DJI is unable to manufacture more Phantom 4 Pro V2.0 drones until further notice. (A causa della mancanza di parti da un fornitore, DJI non è in grado di produrre più droni Phantom 4 Pro V2.0 fino a nuovo avviso.)

C'è da dire che già a novembre del 2018 lo stesso Lisberg aveva rilasciato medesima risposta a chi gli chiedeva della penuria di Phantom 4 Pro V2.0. A chi cercava di carpire informazioni sul Phantom 5, i cui rumors ci perseguitano da un paio d'anni, Lisberg ha risposto così:

As for the Phantom 5 rumors, we’ve never said we considered making a Phantom 5 in the first place, so there’s nothing to cancel (Per quanto riguarda le voci di Phantom 5, non abbiamo mai detto di prendere in considerazione la creazione di un Phantom 5 in primo luogo, quindi non c'è nulla da cancellare)

La verità è che dopo 5 mesi, la spiegazione che i fornitori non riescano a produrre le componenti per i Phantom 4 Pro V.20 (ma ci riescano benissimo per i Phantom 4 RTK) sa tanto di scusa, poco credibile. Potrebbe esserci dietro una strategia di marketing che punta a massimizzare le vendite del Mavic 2 Pro, un concorrente diretto del Phantom 4 Pro sia in termini di qualità che di prezzo?

Mavic 2 Pro: perché acquistarlo e dove comprarlo

Phantom 4 Pro vs Mavic 2 Pro: otturatore meccanico vs otturatore elettronico

Il Mavic 2 Pro monta un sensore da 1" con ottica Hasselblad, storico e prestigioso marchio fotografico svedese che da un paio d'anni è sotto il controllo DJI, azionista di maggioranza. Tuttavia il Phantom 4 Pro vanta un otturatore meccanico e una sensibilità ISO che può arrivare per il video fino a 6400 in manuale e per le foto fino a 12800, mentre il Mavic 2 Pro si ferma a 3200 in entrambi i casi e ha il solo otturatore elettronico. Nel campo dello scatto a raffica, il PH4P raggiunge i 14 fotogrammi, mentre il M2P si ferma a 7.

In termini prettamente fotografici, la presenza del solo otturatore elettronico è un passo indietro: se quest'ultimo ha certamente più vantaggi dell'otturatore meccanico (niente parti in movimento, che vuol dire consunzione, manutenzione, consumo batteria, silenziosità, zero micromosso con tempi lenti, etc.), nella declinazione "rolling shutter" (il global shutter non viene preso in considerazione per via dei suoi costi non accessibili al mercato consumer) presenta il tipico svantaggio di questa tipologia di otturatori, ovvero la presenza di artefatti sulle immagini dovute al sistema di scansione dell'alto in basso (il sensore viene quindi esposto alla luce in istanti diversi) in fase di acquisizione delle medesime. Tali artefatti sono soprattutto visibili in termini di distorsione di un soggetto in movimento ripreso con tempi di posa molto veloci. L'otturatore meccanico (costituito da due superfici meccaniche disposte parallelamente al piano focale: tali superfici sono dette tendine e sono composte da lamelle) quando lavora in modalità "sincro-X" non presenta questi artefatti, perché la seconda tendina si chiude quando la prima è completamente aperta: il sincro-X si attesta intorno a 1/250 di secondo. In tal modo è paragonabile al global shutter elettronico a costi 10 volte inferiori. Con tempi più veloci la seconda tendina si chiude quando la prima non è ancora completamente aperta e questo espone il sensore alla luce in istanti leggermente diversi, più o meno come il sistema rolling shutter (il cui tempo sincro-X è mediamente 1/60 di secondo): tuttavia gli artefatti prodotti dall'otturatore meccanico pur presenti sono praticamente invisibili, cosa che ne fa una tecnologia per ora decisamente superiore.

Se da una parte la strategia di marketing di DJI può essere comprensibile, dall'altra Lisberg non smentisce completamente Durscher: asserendo che per ora DJI non ha preso in considerazione lo sviluppo di un Phantom 5, di fatto ha detto che la linea Phantom se non è stata abbandonata è comunque ferma. Tutto in attesa di quello che avverrà con l'entrata in vigore del Regolamento transitorio EASA previsto nell'estate 2020? Difficile dirlo oggi.

Nel frattempo consigliamo ai numerosi possessori del Phantom 4 Pro di acquistare le parti di ricambio minimamente necessarie (in primis i motori) per non rischiare di rimanere a terra in futuro. Dal punto di vista ENAC sia il Phantom 4 Pro sia il Mavic 2 Pro operano nella stessa classe e categoria, ovvero CRO nello scenario standard 1, mentre nel futuro mondo EASA potranno continuare a volare nelle Specific fino al 2022, quando saranno obbligatori i droni marchiati CE.

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