DJI Mini 2

DJI Mini 2, il drone quasi ideale per volare in città: perché comprarlo e dove acquistarlo

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Il 5 novembre scorso DJI ha lanciato il suo ultimo drone in termini temporali: si tratta del Mini 2, l’evoluzione del Mavic Mini di cui eredita forma, dimensione (stessa diagonale, 1 mm più largo) e peso, potenziandone la qualità. Il Mini 2 formalmente non appartiene alla famiglia Mavic, ma di essa conserva la struttura foldable, e va a inaugurare un settore, quello dei droni da città con massa al decollo inferiore a 250 grammi, che prenderà sempre più piede anche in Europa a partire dal 31 Dicembre 2020.

Per comodità scriviamo dal 1 Gennaio 2021, quando con l’applicabilità del Regolamento Europeo proposto da EASA e approvato dalla Commissione Europea nel maggio del 2019, qualsiasi drone con massa al decollo inferiore a 250 grammi che risponda a determinati requisiti costruttivi (come il Mini 2) è considerato inoffensivo e in Italia come nel resto degli altri 26 Paesi dell’UE sarà possibile volare con il Mini 2 sia a scopo professionale che a scopo ricreativo senza l’obbligo di dover conseguire l’attestato di pilota APR e finalmente senza l’obbligo di dover installare i paraeliche: e se il Mavic Mini aveva ancora delle pecche per un uso professionale, con il Mini 2 la DJI ha finalmente creato un drone che potrà soddisfare il palato anche dei professionisti che si occupano di rilievi, videoispezioni, riprese video-fotografiche di livello prosumer.

Cosa cambia con EASA e i 250 grammi

Il Regolamento di Esecuzione UE 947/2019 della Commissione Europea, amichevolmente chiamato Regolamento EASA, per i droni con massa massima al decollo inferiore a 250 grammi, dice infatti che:

  • non è prevista un’età minima per pilotare dispositivi (Art. 9 comma 2 a) rientranti nella classe C0
  • non è prevista l’acquisizione dell’attestato di pilota APR
  • è possibile volare senza istituire un’area delle operazioni e un’area di buffer (Categoria Open ovvero scenario non critico)
  • è possibile volare vicino alle persone anche quando non sotto il diretto controllo del pilota
  • l’operatore è comunque tenuto a immatricolarsi (Art. 14 comma 5 a bis) in quanto pilota un drone dotato di sensore in grado di catturare dati personali. Attenzione, si registra l’operatore non il drone

Che regole bisogna rispettare alla guida del Mini 2?

Fondamentalmente sono 4 le regole che bisogna sempre tenere a mente:

  • pilotare il drone in modalità VLOS (volo a vista); sarà prevista la possibilità del volo in FPV con uno spotter in VLOS, ma attualmente il Mini 2 non supporta i DJI Goggles
  • rispettare i divieti imposti dalla cartografia aeronautica disponibile sul sito d-flight.it, al quale è possibile registrarsi gratuitamente;
  • mai sorvolare e mantenere opportune distanza da assembramenti di persone;
  • possedere un’assicurazione (di flotta nel caso del volo ricreativo).

DJI Mini 2 vs Mavic Mini

Abbiamo scritto in precedenza che il Mini 2 è l’evoluzione del Mavic Mini. Il drone ne conserva la forma ma è 1 mm più largo. La batteria è più piccola (e quindi non compatibile con quelle del predecessore), ma è più potente e quindi garantisce più autonomia. Il risparmio di peso sulla batteria a parità di massa complessiva ci dice che DJI ha utilizzato i 14 grammi di differenza per potenziare il sensore video e l’IMU di gestione, ed è infatti possibile ora registrare video in 4K e scattare foto RAW in formato DNG. A livello di trasmissione, troviamo ora il potente sistema OcuSync 2.0 (già visto sul Mavic Air 2), e il chip della navigazione satellitare è in grado di acquisire ora anche i segnali della costellazione europea Galileo, che i test sul campo hanno dimostrato essere particolarmente utile nei cosiddetti canyon urbani, nel volo tra i palazzi insomma. In questa tabella riassumiamo le principali differenze:

CaratteristicheDJI Mini 2DJI Mavic Mini
Dimensione aperto160×202×55 mm159×202×55 mm
SensoreCMOS 1/2.3” da 12MPCMOS 1/2.3” da 12MP
FOV83° (24mm focale equivalente)83° (24mm focale equivalente)
Intervallo ISO100-3200100-3200
Formati fotograficiJPEG+RAW (DNG)JPEG
Risoluzione video4K 3840×[email protected]/25/30fps[email protected]
Bitrate video100 Mbps40 Mbps
Sistema trasmissioneOcuSync 2.0 @ 6 Km CEWiFi @ 2 Km CE
Batteria drone5200 mAh2400 mAh
Autonomia di volo31 minuti30 minuti
Sensori anti-ostacoliNoNo
Costellazioni GNSSGPS+GLONASS+GALILEOGPS+GLONASS
Costo base€459€399

Nonostante una batteria più prestante, non cambia molto il tempo di volo, in quanto ora la batteria deve alimentare un sistema più energivoro poiché più potente, che deve processare una quantità di dati decisamente maggiore rispetto al predecessore. Infatti oltre a quanto elencato il Mini 2 è finalmente dotato di alcune funzionalità intelligenti di cui si sentiva la mancanza sul Mavic Mini:

  • Zoom digitale lossless 4x
  • Scatto Panorama (grandangolare, 180°, sferico)
  • Ottimizzazione fotografica automatica
  • Fly Spots per pianificare l’itinerario in anticipo (attualmente disponibile solo per la Cina)
  • Resistenza al vento di livello 5 (max 38 Km/h)

Compatibilità con gli accessori del Mavic Mini

Il DJI Mini 2 ha la stessa forma e dimensione del Mavic Mini, se non fosse per 1 solo mm di differenza più largo. Di seguito elenchiamo gli accessori in comune tra i due droni e quali risultano compatibili secondo specifiche tecniche, per chi li avesse acquistati con il Mavic Mini:

  • Base di ricarica a campana Mavic Mini: SI
  • DJI Mavic Mini Bag nelle varie colorazioni: SI
  • DJI Mavic Mini blocco eliche: SI
  • DJI Mavic Mini DIY Creative Kit: SI
  • DJI Mavic Mini Snap adapter: SI
  • MicroSD per la registrazione dei dati: SI
  • Batterie: SI se batteria e drone sono nella versione internazionale, ma il peso supererebbe i 250 grammi facendo perdere i benefici e diminuendo l’autonomia del drone
  • Two-Way charging hub: SI
  • Eliche di ricambio: NO
  • Paraeliche a 360°: NO ufficialmente, in realtà pare di SI
  • Tutti gli accessori relativi al radiocomando non sono compatibili perché diversi

DJI Mini 2 vs DJI Mavic Air 2 vs Parrot Anafi

Il Mini 2 si piazza nella categoria dei droni di tipo consumer che strizzano l’occhiolino a dispositivi semi-professionali. DJI Mavic Air 2 è invece un drone che rientra a pieno titolo nella categoria prosumer e di conseguenza offre più potenza, maggiore qualità video-fotografica e la possibilità di pianificare voli automatici. Stessa cosa possiamo dire per il Parrot Anafi, che come il Mini 2 ha lo zoom 4x digitale di tipo lossless ma in più ha i waypoint. Il prezzo di entrambi questi modelli, per ovvi motivi, è sensibilmente superiore. Per trovare un altro drone DJI con zoom bisogna arrivare al Mavic 2 Zoom, drone tuttavia di fascia professionale.

Ma rispetto al Mini 2, il Parrot Anafi è un drone che dal 31 Dicembre 2020 entrerà nella classe transitoria C1, che prevede l’acquisizione dell’attestato di pilota APR tramite esame online; il DJI Mavic Air 2, per via del suo peso di 570 grammi, entrerà addirittura nella classe transitoria C2, che prevede l’acquisizione dell’attestato di pilota APR avanzato (oggi detto critico) che si consegue dopo la frequenza di un corso presso una scuola volo con skill test pratico finale. E non sarà possibile utilizzarlo in ambiente urbano se non in categoria Specific. Inoltre entrambi questi droni nel 2023, poiché non dotati di marchio, finiranno nella sottocategoria Open A3, di fatto inservibili se non in campagna, mentre il Mini 2 resterà in classe C0 pur essendo sprovvisto del relativo marchio.

Mentre è messa a dura la prova la sopravvivenza del DJI Spark: il re dei trecentini italiani ha oramai un’autonomia antica, inferiore ai 15 minuti, un reparto video fermo al solo 1080 Full HD, e non consente scatto RAW. Ma ha ancora dalla sua il pieno controllo manuale dei parametri di scatto e registrazione video, e la possibilità di pianificare voli automatici tramite waypoint.

Compatibilità con il radiocomando del Mavic Air 2

A differenza del Mavic Mini, il radiocomando del Mini 2 è di fatto il radiocomando del Mavic Air 2 adattato. Risultano pertanto compatibili tutti gli accessori collegati, come i control stick di ricambio, i cavi di collegamento ai dispositivi mobili, il parasole per smartphone, l’adattatore per tablet. Chi fosse in possesso del Mavic Air 2 e volesse il Mini 2 come muletto o come drone per facilitare le operazioni in contesti urbani, potrà in questo modo riutilizzare gli stessi accessori per entrambi i radiocomandi, con risparmio di spesa e di spazio di trasporto.

No waypoint e no antiostacoli, il vero limite per un uso professionale

Il DJI Mini 2 è un drone comodo e leggero, che possono pilotare veramente tutti, quasi ideale per l’ambito cittadino, sempre nel rispetto dei limiti e delle regole della cartografia aeronautica. Fotografi amatori, vlogger, persino giornalisti, ne possono apprezzare le qualità in questo senso. Ingegneri e architetti potranno approfittare della qualità del sensore e della costellazione Galileo per eseguire rilievi di facciate e videoispezioni con maggiore sicurezza anche tra i palazzi. Per i topografi e per chi si occupa di rilievi aerofotogrammetrici in estensione il Mini 2 manca della caratteristica fondamentale per questo tipo di applicazioni, ovvero i waypoint, che consentono di interfacciarsi con app per la programmazione del volo automatico: sarà presumibilmente possibile eseguire questo tipo di missioni in modalità virtual stick (come succede con il Mavic Mini), ma non è la stessa cosa ed è molto più complicato programmare le strisciate.

Inoltre l’assenza di qualsiasi sensore anti-ostacoli, anche solo frontale, non ne fa un drone per principianti in ambito cittadino: se siete alle prime armi, fate pratica in un campo volo, magari a fianco di qualche pilota professionista. Rischiare di attivare il RTH con schianto assicurato contro un palazzo, o una manovra sbagliata tra gli alberi, e il drone andrà perso. In questi casi è sempre consigliabile acquistare contestualmente la DJI Care Refresh per 1 o meglio 2 anni.

GALILEO, il grande vantaggio per un uso professionale

La costellazione di satelliti europea GALILEO è un sistema di posizionamento civile in accordo tra UE ed ESA: rispetto alle più note costellazioni GPS americana e GLONASS russa, entrambe di tipo militare quindi subordinate al “prestito” del servizio per uso civile, prestito che può essere interrotto in qualsiasi momento senza preavviso (soprattutto nel corso di eventi bellici), Galileo ha una continuità di servizio in linea di principio sempre attiva. Il suo principale vantaggio è costituito dalla maggiore accuratezza nella geo-localizzazione, maggiore copertura, certificata affidabilità e alta disponibilità di segnale nelle aree urbane grazie a bande di frequenza più ampie rispetto agli altri sistemi. È oramai comprovato che l’unione dei tre sistemi porti notevoli benefici nella qualità del posizionamento tridimensionale negli ambienti disturbati quali sono i canyon cittadini.

In questo modo, un professionista che abbia la necessità, nel rilievo di una facciata o nella sua completa videoispezione, di effettuare dei voli a bassa quota laddove il segnale satellitare risulterebbe schermato e disturbato dalla presenza dei palazzi, degli alberi e altri ostacoli antropici, avrebbe maggiore possibilità di un volo accurato e soprattutto geo-localizzato, invece di passare come succede con i droni attuali nella modalità Vision (modalità assistita tramite posizionamento visivo rispetto al suolo) o peggio ATTI ovvero totalmente manuale e non assistita.

Dove acquistarlo

Come sempre noi consigliamo di acquistare i prodotti DJI come il Mini 2 presso il dealer ufficiale italiano, presso lo store online oppure nei negozi fisici di Roma e Milano, o in alternativa sullo store internazionale di DJI. Acquistando online le spese di spedizione sono gratuite per acquisti superiori a €499 ed è anche possibile pagare in 3 comode rate con il sistema scalapay per importi inferiori a €500, oppure fino a 20 rate senza interessi con Findomestic.

La versione Fly More Combo, che noi come sempre consigliamo, oltre al drone aggiunge utili accessori a un prezzo bundle come 2 batterie aggiuntive (per un totale di 3), il Two-Way Charging Hub per poter mettere in carica 3 batterie, 12 eliche di ricambio, una comoda borsa per il trasporto, l’USB Charger da 18W con spina europea. A differenza del Mavic Mini, questa versione Fly More non fornisce il paraeliche a 360°, che dunque va acquistato a parte e il cui uso è obbligatorio fino al 30 Dicembre 2020 se volete usare il Mini 2 come trecentino professionale (nel Regolamento ENAC vigente non esiste la categoria dei 250 grammi che è solo per fini ricreativi), e consigliato per voli in ambienti interni causa assenza di sensori evitamento ostacoli.

Posted by The Staff

Sono specializzato nel campo dell'archeologia, dell'aerofotogrammetria da drone, della topografia, del laser scanner e Istruttore APR/CRO autorizzato ENAC per lavorare con i droni.

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