I droni, anche noti con l’acronimo inglese UAV (Unmanned Aerial Vehicle) tradotto nell’italiano APR (Aeromobile a Pilotaggio Remoto), sono una tecnologia che ha oramai preso piede da diversi anni, dopo l’introduzione a livello commerciale delle tecnologie installate sui velivoli d’impiego militare (il più famoso dei quali è il Predator). Esistono diverse fasce di prodotti, dai droni giocattolo (€ 30) fino a droni altamente professionali (€ 30.000) e sono in grado di coprire tantissimi campi di molte applicazioni civili: in diversi casi l’utilizzo del drone è divenuto perfino indispensabile, in particolar modo per l’economicità degli interventi rispetto all’utilizzo di classiche piattaforme aeree (elicottero o a motore).

Principalmente i droni consentono riprese da punti di vista non raggiungibili con strumenti vincolati al terreno: è vero nel campo cinematografico ma anche nel campo topografico e ingegneristico. È possibile monitorare lo status di un tetto senza il pericoloso impiego di operai che dovrebbero camminare su tegole scivolose; è possibile monitorare lo status delle pale eoliche alte 80 m, è possibile sorvolare i campi per applicazioni di agricoltura di precisione, e molto altro ancora.

Campi di applicazione

La normativa italiana di riferimento per il volo è l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile o ENAC: sulla base dell’ultima versione del regolamento (Ed. 2 Em. 1 del 21/12/2015) e delle recenti disposizioni stabilite dall’Ente è possibile determinare con precisione come si suddividono i droni: 4 classi principali (solo la prima non richiede attestato di volo) e 4 tipologie:

Classi Tipologie
Da 0 a 300 gr Multirotore
Da 0,300 a 4 Kg Ala fissa
Da 4 a 25 Kg Ala rotante
 Da 25 a 150 Kg Dirigibile

Tipologie

Per avere un quadro chiaro si può dire che i multirotori consentono riprese ad altezza variabile ma non permettono lunghe autonomie di volo per applicazioni professionali; gli ala fissa permettono riprese solo da una certa altezza ma hanno discrete autonomie di volo che consentono loro di coprire molti ettari di terreno. Ale rotanti (aka elicotteri) e dirigibili sono più assimilabili ad aeromodelli e a parte alcuni elicotteri particolarmente professionali (con ala rotante lunga oltre 1 metro e motore a scoppio), non hanno grande applicabilità nel mondo delle videoriprese da UAV.

Solo droni costosi?

È sempre vero che solo la strumentazione costosa garantisce risultati ottimali? Ovviamente no: il fatto che un UAV abbia la scocca in plastica dura invece che in carbonio può soltanto ingenerare un aspetto estetico più o meno gradevole, ma l’operabilità di un drone è determinata dall’elettronica che equipaggia il velivolo. Ad oggi l’unica discriminante è non affidarsi al fai da te per applicazioni professionali: costruirsi un aeromodello per volare in un campo volo e divertirsi con gli amici è un conto, operare in scenari urbani potenzialmente mettendo a rischio l’incolumità di cose e persone è ben altra cosa.

La nostra azienda può fornire approfondite consulenze pre-acquisto per operare con droni a livello professionale: siamo rivenditori di droni ed elettronica DJI, di sensori professionali MAPIR e FLIR, dei software Pix4D e Analisi Cloud per analisi d’immagine e fotogrammetria 3D. Contattaci per qualunque chiarimento.

Posted by Archeo Staff

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