aerofotogrammetria

È disponibile Agisoft Metashape 1.5.0

Agisoft Metashape logo

Si evolve il famoso software di fotogrammetria digitale programmato dalla russa Agisoft: il noto Photoscan è stato fatto oggetto di una major release ed è diventato Agisoft Metashape, giungendo alla versione 1.5.0. Al momento in cui scriviamo la final release ufficiale è la 7492 rilasciata al pubblico in data 31/12/2018.

Non si tratta di un cambiamento radicale ma appunto di un update: il programma mantiene interfaccia, costi (sempre $3.499 per la versione Professional), pipeline di lavorazione (tranne per il fatto che per arrivare alla mesh 3D non è più necessario passare per la nuvola di punti densa), mentre i maggiori avanzamenti si hanno lato analisi. Vediamo le principali innovazioni.

Generazione di mesh ad alto dettaglio basata su mappe di profondità

Con Photoscan la generazione della geometria poligonale avveniva tramite la nuvola di punti densa: questo provocava spesso degli errori nella mesh, soprattutto in quei punti in cui la nuvola era sporca o poco dettagliata. In Metashape la generazione della geometria poligonale avviene attraverso le mappe di profondità, create durante il dense stereo matching, che promette una maggiore qualità e una geometria con maggior dettaglio rispetto al precedente sistema. Questo significa in primis che non è più necessario generare una nuvola di punti densa ad alto dettaglio per ottenere una mesh ad alto dettaglio: anzi non è proprio più necessario generare una nuvola di punti densa, che diventa quindi un dato che si può scegliere di non generare, se l'output finale è una mesh 3D.

Un altro cambiamento importante è l'implementazione del calcolo GPU: in questo modo si riduce significativamente il tempo di calcolo, fino al 50% in meno, e si riduce anche l'utilizzo della RAM, con un risparmio che in termini percentuali si aggira oltre il 30%. Questo processo era uno dei più pesanti all'interno della pipeline di produzione dati, e questo cambiamento dovrebbe garantire non solo maggiore velocità ma soprattutto la possibilità di portare a termine progetti più grossi con un hardware meno esigente rispetto al passato.

Agisoft Metashape 1.5.0 new features

Nell'immagine, i nuovi algoritmi di generazione mesh basata su mappa di profondità e classificazione semantica della nuvola di punti

Automatic multi-class dense point cloud classification

Si evolve anche la classificazione della nuvola di punti densa. Rispetto alla sola ground point classification, la multi-class è in grado di interpretare la nuvola di punti automaticamente raggruppando i punti in Terreno, Vegetazione, Edifici, Strade, Macchine e manufatti dell'uomo. Questa nuova classificazione semantica aiuterà tutti coloro che sono impegnati in progetti che richiedono un'analisi fine dei dati, e può diventare fondamentale ad es. nella generazione delle curve di livello senza il disturbo di elementi che altrimenti andrebbero classificati con un lungo lavoro manuale. Inoltre formati di esportazione come il .LAS che supportano la classificazione della nuvola (a livelli, nella versione 1.4 si arriva a 255) aiuteranno nell'interscambio dei dati tra diverse piattaforme software, soprattutto quelle GIS.

Cloud processing option

La principale novità di Metashape è l'introduzione del cloud processing: all'utente non è più richiesto di investire in una struttura hardware adeguata alla dimensione dei suoi progetti, con assegni spesso a 4 zeri, ma potrà sfruttare la struttura messa a disposizione da Agisoft pagandola in base all'effettivo utilizzo con un costo parametrato sulla dimensione del progetto.

Aggiornamenti

I possessori di una licenza Photoscan potranno installare Metashape come fosse un aggiornamento, quindi in maniera gratuita.

Chi acquista una licenza Metashape, avrà a disposizione 12 mesi di supporto tecnico incluso nel prezzo e gli aggiornamenti gratuiti fino alla versione 1.9.x.

Per tutte le altre informazioni, il download della demo (o trial da 30 giorni) e dei set di prova, collegatevi al sito www.agisoft.com

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Presentato il DJI Phantom 4 RTK per rilievi aerei

DJI Phantom 4 RTK

DJI ha aggiornato il suo prodotto di punta della classe Phantom aggiungendo il modulo RTK e creando il Phantom 4 RTK: nei desiderata della casa cinese un drone per rilievi aerofotogrammetrici con precisione centimetrica. Le parole di Sunny Liao, DJI Enterprise Director per l'Europa, vanno proprio in questa direzione:

“Phantom 4 RTK è stato studiato per venire incontro alle esigenze specifiche di quegli utenti che sentono la necessità di affidarsi ai potenti strumenti di cui sono dotati i droni DJI per eseguire rilievi, mappature e ispezioni

L'acronimo RTK sta per Real-Time Kinematic, ovvero rilievo cinematico in tempo-reale: si tratta della tecnologia che consente ai ricevitori GNSS "terrestri" di ottenere una precisione centimetrica nel punto da acquisire, differenziandosi in tal modo dai ricevitori GNSS presenti ad esempio nei nostri smartphone che si basano esclusivamente su una posizione stimata, che viene aumentata attraverso la connessione GSM. Il discorso non cambia con l'RTK professionale, perché la precisione centimetrica viene garantita da una correzione della posizione ottenuta attraverso la connessione con una rete di ricevitori satellitari fissi posti a terra: in tal modo si chiude il triangolo ed è possibile stimare con precisione la posizione del punto in base al sistema della triangolazione. La connessione alla rete terrestre viene ottenuta attraverso il protocollo NTRIP che trasferisce i dati RCTM: le reti di ricevitori terrestri sono svariate, si va da quelle nazionali tipo ITALPOS (che però essendo privata è a pagamento) a quelle regionali, alcune a pagamento (come quella della Sardegna), altre gratuite (come quelle di Lazio, Abruzzo, etc.). I dati vengono trasmessi attraverso una connessione internet, tipicamente una connessione GSM che deve essere di buona qualità (almeno H+ o 4G) per consentire una correzione veramente in tempo reale. In mancanza di questa connessione, non esiste alcuna correzione RTK quindi non c'è alcuna precisione centimetrica. La connessione GSM può essere interna alla strumento, oppure esterna, collegando tramite WiFi il controller del ricevitore all'hotspot del nostro smartphone.

Il Phantom 4 RTK garantisce questa connessione attraverso una chiavetta dongle 4G o un hotspot WiFi (supportato da OcuSync in aree con 5.8GHz: SRRC/NCC/FCC < 26 dBm). Abbiamo detto però che la connessione può essere assente o non sufficientemente veloce: in quel caso bisogna passare al sistema base+rover, che chiude la triangolazione per la correzione attraverso una base che rimane fissa e sostituisce le basi fisse delle reti terrestri. La base deve rimanere fissa svariati minuti prima di iniziare a lavorare. Anche in questo caso il Phantom 4 RTK risolve il problema con la stazione di terra D-RTK2 Mobile Station, un ricevitore differenziale posto a terra che si occupa di chiudere il triangolo, comunicando con il drone attraverso OcuSync.

La panacea di tutti i problemi?

I professionisti del rilievo aerofotogrammetrico sanno bene quanto sia difficile a volte acquisire di punti GCP in ambienti ostili: i Ground Control Point sono i punti acquisiti con sistemi di alta precisione che servono al software per la correzione metrica del modello, senza la quale non si può parlare di fotogrammetria. È davvero possibile pensare di poter eliminare la necessità di acquisire i GCP utilizzando il Phantom 4 RTK? La risposta tecnicamente corretta è NO.

Il motivo è presto spiegato: anche se la correzione metrica fosse corretta in base alla posizione accurata delle immagini, non è corretta l'altimetria del modello: le coordinate vengono infatti acquisite calcolando l'altimetria sulla base dell'ellissoide, mentre la quota reale deve essere corretta sulla base del geoide. Questo è il motivo per cui se il vostro Phantom decolla da una spiaggia e si porta a 50 metri di altezza, le sue coordinate gli faranno credere di essere a 100 metri di quota. La differenza altimetrica tra ellissoide e geoide si stima infatti mediamente intorno ai +50 metri. Un ricevitore GNSS professionale ha la possibilità di essere impostato affinché le sue coordinate altimetriche vengano corrette sulla base del geoide (in Italia i più diffusi sono l'ITA99 e l'ITA2008), ma un lavoro veramente accurato si ottiene soltanto convertendo le coordinate con l'uso dei grigliati prodotti dall'IGM.

Inoltre non bisogna dimenticare che a livello ufficiale, il WGS84 generalmente utilizzato dai droni in quanto sistema di riferimento internazionale, non è un sistema riconosciuto dallo Stato Italia, per cui nella produzione di cartografia destinata alla progettazione pubblica, ricorda la Direzione Geodetica dell'IGM, va utilizzato il Sistema Geodetico di Riferimento ETRF2000 epoca 2008.0 divenuto obbligatorio a livello nazionale a seguito del DM 10 novembre 2011 "Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto dei database geotopografici".

Quindi l'idea che si possano eliminare i GCP è, almeno oggi, tecnicamente sbagliata. Inoltre bisogna aggiungere che non di soli GCP vive la fotogrammetria: un lavoro veramente valido si appoggia anche ai punti di controllo, per una verifica indipendente dell'accuratezza del progetto, e anch'essi vanno acquisiti necessariamente a terra con strumentazione topografica di precisione.

La soluzione per i punti inaccessibili

Si potrebbe giustamente rispondere che il Phantom 4 RTK risolve il problema di dover acquisire i GCP in punti inaccessibili: l'obiezione è che se i punti sono inaccessibili difficilmente c'è bisogno di rilevarli con un drone (saranno 2 o 3 i casi su 100), ma in ogni caso è possibile ovviare alla difficoltà con la stazione totale, uno strumento che è in grado di acquisire coordinate relative fino a 1 Km (a seconda dei modelli) in modalità reflectorless, semplicemente puntando un obiettivo che può essere riconosciuto con precisione sulle immagini. Anche la stazione totale è uno strumento che può essere noleggiato a partire da €100 al giorno. Se il chiodo stazione viene rilevato con il ricevitore GNSS, è possibile convertire il sistema di coordinate relativo della stazione totale nel sistema di coordinate assoluto del GNSS.

DJI D-RTK2 Mobile Station

I prezzi

DJI Phantom 4 RTK viene venduto in 3 configurazioni diverse:

Normalmente un Phantom 4 Pro V2 costa €1.699, un buon sistema di ricevitori GNSS terrestri base+rover costa ca. €15.000 (nuovo, se usato molto meno, anche la metà), un solo rover costa ca. €8.500. Da un punto di vista del costo netto, un risparmio davvero notevole, ma considerando che rilievi di questo tipo vengono eseguiti per lo più da professionisti che nella vita fanno già i geometri, gli architetti, gli ingegneri, è probabile che tali strumenti siano già posseduti, per essere utilizzati in tutte le situazioni dove è necessario acquisire punti con precisione centimetrica, mentre la soluzione drone è a se stante, funziona solo in aria e non a terra. Inoltre, un ricevitore GNSS RTK si può noleggiare senza troppa difficoltà a prezzi che partono da €100 al giorno, quindi in definitiva oltre a non eliminare la necessità di acquisire i punti GCP (che comunque necessitano di uno strumento topografico terrestre), non fanno nemmeno risparmiare.

La disponibilità del Phantom 4 RTK è a partire da ottobre 2018, mentre per il D-RTK2 bisogna aspettare novembre 2018.

DJI GS RTK

Insieme al drone, DJI ha presentato anche GS RTK (o GSR), la nuova app compatibile con il sistema RTK che consente la pianificazione della missione di rilevamento, che può essere salvata e replicata nel tempo, e che consente il caricamento di file KML e KMZ relativi all'area da mappare. Presente anche la funzione Operation Resumption che, qualora la batteria non sia sufficiente per completare la missione, vi consente di cambiarla ripristinando i dati di missione in maniera automatica.

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Sconti software fotogrammetria e droni

Agisoft Photoscan 10% off

In occasione di Assisi Drone Festival, presso il Palazzo Ducale di S. Maria degli Angeli dal 14 al 16 settembre 2018, ArcheoDigital in collaborazione con i suoi partner vi offre la possibilità di acquistare licenze per i più noti software di fotogrammetria utilizzati nel campo dei droni:

  • Agisoft Photoscan Professional al 10% di sconto
  • Zephyr Aerial al 10% di sconto
  • Analist Cloud 2019 al 10% di sconto (licenza 1 anno)

Photoscan è il più noto programma nell'ambito della fotogrammetria automatizzata grazie ai suoi potenti algoritmi e alle grandi funzioni che offre.

Zephyr Aerial è un applicativo interamente programmato in Italia che, unico nel suo genere, offre la possibilità di effettuare elaborazione di fotogrammetria e svolgere compiti di matching con le nuvole di punti derivate da laser scanner 3D, sia colorate che in B/N, e in quest'ultimo caso è possibile colorarle attraverso le fotografie.

Analist Cloud è un software italiano basato su ambiente CAD che semplifica le operazioni di analisi e produzione di tavole metriche delle nuvole di punti, sia da fotogrammetria che da laser scanner. Scopri la sua potenza e perché non potrai più farne a meno.

Zephyr Aerial 10% off

Contattaci attraverso il form sottostante per avere maggiori informazioni e per approfittare di quest'offerta assolutamente a tempo limitato.

In più, se hai bisogno di strumentazione topografica (ricevitori GNSS, stazioni totali, etc.) contattaci per scoprire le nostre offerte nel campo dell'usato garantito.

Offerta Spark 300gr

Vuoi svolgere operazioni specializzate con i droni in perfetta legalità, anche in ambito urbano, e svolgere lavori di aerofotogrammetria in sicurezza? Non hai i soldi o non vuoi ancora effettuare un investimento oneroso? Approfitta del già annunciato aggiornamento che aggiunge i waypoint al DJI Spark e cogli al volo la promozione:

  • DJI Spark con kit di alleggerimento 300 grammi
  • Portable station con power pack
  • Manuali per la dichiarazione ENAC

Tutto a soli €769 IVA inclusa! Unitamente allo sconto sui software un bel risparmio per integrare la tua attività con un nuovo servizio.

I nostri emissari vi aspettano all'Assisi Drone Festival fino a questa sera.

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Rilievo aerofotogrammetrico con drone: quanto mi costi?

Villaggio Vela Bianca ad Ardea: il modello 3D

La dura legge di mercato nel perenne confronto tra cliente e professionista è il pane quotidiano a volte morbido e croccante, altre volte duro e stantio che tutti noi dobbiamo mangiare ogni giorno, sperando di farlo.

Quando un'azienda o un professionista si muovono, con loro si muove tutto il portato di strumentazione, conoscenza tecnica, esperienza che sono esattamente ciò che fa la differenza tra essere professionisti e servirsi di un professionista. Un portato che ha dei costi che inevitabilmente incidono sul prezzo di un rilievo aerofotogrammetrico.

Si può sempre pensare: si ma grazie ai droni un rilievo aerofotogrammetrico posso farmelo da solo. Vado al supermercato, installo un'app gratuita, faccio processare tutto in un servizio cloud gratuito che non restituirà un risultato eccellente ma comunque idoneo alle mie esigenze e il gioco è fatto.

Certo questo atteggiamento tipico del "fai da te" può essere corretto: ma sicuri che già il costo del drone non superi quello del professionista? Se sei un geometra, un architetto, un ingegnere, che vuole mettersi in proprio, ecco un'indicazione di cosa ci vuole per essere considerati professionisti dell'aerofotogrammetria. Se invece vuoi collaborare con un professionista, questo è ciò che lui deve possedere, almeno.

Gli strumenti di base

Per operare sul campo esiste una componente strumentale minima di base senza la quale non è pensabile considerarsi professionisti dell'aerofotogrammetria. Ecco dunque un elenco di strumenti che ogni professionista dovrebbe avere:

  • Un SAPR: si spazia dalla fascia prosumer tipo DJI Phantom 4 Pro, alla fascia consumer tipo DJI Spark. Nel primo caso €1.699, nel secondo €499 IVA compresa (prezzo attualmente in promozione) + €100 di modifica per renderlo inoffensivo
  • Acquistare ulteriori batterie e supporti: €500 nel primo caso, €170 nel secondo
  • Essere registrati come operatore con SAPR presso ENAC: €94
  • Assicurazione del SAPR: ogni SAPR deve avere la sua assicurazione a termini di legge, mediamente €200/anno cadauna
  • Dispositivo di controllo del SAPR: necessario per far funzionare le app di controllo del SAPR e ricevere la telemetria del medesimo. Mediamente un buon smartphone o un buon tablet (meglio) stanno tra i €200 e i €300
  • Ricevitore satellitare GNSS L1+L2 almeno RTK: uno strumento nuovo parte da una base di almeno €6.500+IVA, si possono trovare degli ottimi usati intorno ai €3.000+IVA. Necessita di una scheda GSM con abbonamento dati (se dedicata a partire da €100/anno)
  • Abbonamento a ItalPOS o altra rete di basi GNSS regionale (se ne scriverà più sotto)
  • Target per l'acquisizione delle coordinate dei punti di vincolo del rilievo aerofotogrammetrico ai fini della correzione metrica del progetto. Si possono realizzare in vari formati e materiali (si privilegia il PVC), la spesa è spesso superiore alle €200
  • Metro e distanziometro laser: utili per misure speditive come possono essere gli infissi. Un buon distanziometro costa intorno ai €200+IVA.

Perché si parla di SAPR e non di droni? Perché l'aerofotogrammetria è un'operazione specializzata, e in quanto tale può essere condotta soltanto con un drone validato da ENAC, che lo trasforma in SAPR. Quindi andare al supermercato, comprare il drone e volare, è illegale e può comportare pesanti sanzioni, anche penali.

Qualora si voglia optare per il DJI Phantom 4 Pro, è imprescindibile quanto segue:

  • Documentazione per la registrazione CRO del drone o comunque per la dichiarazione: si va da €80 a €500
  • Attestato di volo: per la classe Vl/MC (very light multicopter, per SAPR dal peso al decollo inferiore a 4 Kg), il costo per operare in ambienti CRO (critici, in sostanza quando ci sono zone pubbliche e persone vicino, gli ambienti urbani per definizione) si aggira intorno ai €1.500 e comporta almeno 2 esami, ai quali si aggiunge la visita medica aeronautica che si aggira intorno ai €100. Tutto questo deve essere rinnovato ogni 5 anni.
  • Strumenti per la delimitazione dell'area delle operazioni: quando si opera in missioni CRO, l'area delle operazioni deve essere delimitata. L'attrezzatura idonea si aggira intorno ai €200 per la delimitazione di aree non troppo vaste.

Gli strumenti utili da possedere

L'elenco precedente comprende il minimo indispensabile. C'è poi altro che bisogna possedere? Si, è l'elenco seguente:

  • Stazione totale: a volte può essere utile per integrare il rilievo con GNSS. Una buona stazione, sia nuova che usata, parte da almeno €3.500+IVA.
  • Ricevitore GNSS in configurazione base+rover: non sempre si può operare in zone con sufficiente copertura GSM. Non essendo possibile lavorare in configurazione NRTK sarà necessario valutare l'acquisto o di un sistema base+rover o di una base da collegare al ricevitore posseduto (ma soltanto se quest'ultimo è predisposto). Servono almeno altri €5.000/€6.000+IVA.
  • Casco e DPI: se si lavora in ambienti di cantiere, la legge obbliga ad indossare idonei dispositivi di protezione. Si va dall'elmetto di sicurezza, ai guanti, alle scarpe antinfortunistica financo agli occhiali di protezione. €100
  • Notebook per il backup dei dati acquisiti. Si può fare anche sul cellulare (soprattutto se Android) tramite apposito cavo USB OTG. Quasi tutte le app consentono di scaricare sul dispositivo le fotografie scattate. Ma è sempre bene avere un PC in macchina per ogni evenienza. Qualcosa di discreto intorno ai €1.200.
  • Chiodi topografici e mazzetta per piantarli e materializzare a terra i punti fissi: intorno ai €100.
  • Color checker: se scattate le fotografie in formato RAW può essere utile avere una color checker della X-Rite che vi aiuterà a rendere più aderenti alla realtà i colori catturati sotto quella specifica condizione di luce. Il suo uso è necessario in particolari contesti come le riprese di Beni Culturali. €100.
  • Anemometro: per valutare la velocità del vento. Le missioni CRO obbligano a non volare se il vento supera una certa velocità, ricordando che più si sale in quota, più il vento aumenta rispetto al suolo. €30.
  • Coppia di radio Walkie-talkie: utile per comunicare tra operatori sul campo, a partire da €30.

Fuori elenco si può citare un laser scanner 3D: in molte situazioni, soprattutto nel caso di rilievi architettonici, sarà necessario integrare la nuvola di punti ottenuta da aerofotogrammetria con la nuvola di punti ottenuta da strumenti topografici, per una serie di motivazioni che sarebbe troppo lungo spiegare in questo articolo. Il minimo è un Leica BLK360, a partire da €16.000+IVA, altrimenti un classico Faro classe S150 ma si può partire facilmente da cifre vicine ai €50.000+IVA. A questi strumenti si deve aggiungere il software dedicato, dai €400 e rotti di Autodesk Recap Pro, agli oltre €5.000+IVA di alcuni software proprietari dedicati.

Nora: perimetro area buffer aerofotogrammetria con drone

E in ufficio?

Quella elencata è la strumentazione da campo, ma poi bisognerà elaborare i dati acquisiti in ufficio per restituire un rilievo che sia tale. Cosa serve? Quelle di seguito elencate sono da includere nelle spese imprescindibili, sarebbe come comprare una macchina e non metterci la benzina dentro. Non camminerà.

  • Una buona workstation sufficientemente performante: intorno ai €2.000
  • Un monitor di classe fotografica (altrimenti della color checker menzionata in precedenza non saprete che farvene), almeno 24". Un 99% di copertura spazio Adobe RGB parte da almeno €400
  • Un NAS per l'archiviazione dei dati e relativi dischi fissi: almeno €500

Poi è la volta dei software:

  • Software CAD: il più comune è Autodesk AutoCAD, con costo a partire da €2.100/anno (o mensile da €260) ma in qualche caso ci si può accontentare di software gratuiti o meno costosi, da NanoCAD a DraftSight fino a TopoCal. Tra i migliori per lavorare con progetti aerofotogrammetrici c'è Analist Cloud 2019, a partire da €497/anno+IVA
  • Software di fotogrammetria: per l'elaborazione del rilievo aerofotogrammetrico, tra i più famosi Agisoft Photoscan, intorno ai €3.000+IVA
  • Software di elaborazione fotografica: per migliorare la radiometria e il colore delle immagini in postproduzione, i più famosi sono Adobe Photoshop Lightroom CC e Photoshop CC a partire da €10/mese+IVA.
  • Software per la strumentazione topografica: a volte è fornito con lo strumento, altre volte va acquistato a parte, e si possono spendere facilmente anche €1.500+IVA

E le tasse?

Tasto dolente, nel prezzo al cliente finiscono anche le tasse:

  • Se ho la fortuna di avere una casa dove storno una stanza per l'ufficio, pagherò soltanto le bollette aziendali, comprensive di TARSU. I sistemi infomatici bevono corrente quando elaborano il progetto, quindi elaborare un progetto costa.
  • Se non ho questa fortuna, dovrò anche pagare un affitto, il mobilio, e le bollette.
  • Se ho fatto la malsana scelta di acquistare l'ufficio, dovrò pagare l'IMU, il mobilio e le bollette.
  • Se ho una partita IVA, che sia in forma di azienda o di ditta individuale, dovrò pagare le tasse sul compenso: le stime più prudenti parlano del 50%.

Manca qualcosa? Quando si parla di tasse la risposta è sempre sì.

La rete GNSS

In precedenza abbiamo nominato ItalPOS. Si tratta di un servizio fornito da una rete RTK il cui compito, grazie alla rete di stazioni GNSS permanenti installate sul territorio, è quello di fornire alla stazione GNSS rover (il tuo strumento) le correzioni di rete necessarie, consentendoti di risparmiare tempo per il setup di una propria stazione in campagna.

ItalPOS è un servizio a pagamento fornito da Leica Geosystem, azienda parte del gruppo Hexagon leader mondiale nel campo degli strumenti topografici.

Accanto a ItalPOS quasi tutte le Regioni italiane hanno messo un piedi una propria rete di stazioni GNSS permanenti: alcune sono libere e gratuite (nel senso che tutti possono iscriversi al servizio e utilizzarlo), come la Rete Lazio e la Rete Abruzzo; altre sono pagamento, come la Rete Sardegna; altre ancora richiedono l'iscrizione all'Albo, come la Rete Campania. Se operate soltanto nel vostro territorio, quest'ultima soluzione è sicuramente da preferire, in termini soprattutto di costi.

Qualora invece vi spostate sul territorio italiano, la scelta ItalPOS è quasi obbligata: si parte da €80+IVA/mese per arrivare ai €330+IVA/anno.

La cosa importante da sapere è che tanto più sarà vicina la stazione permanente di riferimento tanto più la correzione dello strumento sarà precisa e accurata. È buona norma quando si lavora in campagna (dunque non attorno alle grandi città) fare un controllo preventivo di dove sia posizionata la stazione di riferimento perché la distanza da essa può determinare la scelta del mount-point in un sistema RTK.

Il vostro strumento dovrà essere compatibile con i sistemi di correzione in tempo reale, e andrà privilegiato un mount-point NRT nel caso di correzione tramite una singola stazione molto vicina (si dice entro 15 km in linea d'aria); iMax o MAX (quest'ultima la migliore in assoluto) nel caso di correzione di rete.

Privernum: restituzione aerofotogrammetrica da drone

La nostra strumentazione

Tanto per far rendere conto di come si muove la nostra azienda, ecco un riepilogo del nostro parco attrezzatura per rilievi aerofotogrammetrici:

  • DJI Phantom 4 Pro e DJI Phantom 3 Pro di riserva, autorizzati ad operare in scenari CRO
  • DJI Spark registrato come inoffensivo <300 grammi
  • iPhone e iPad Pro 2018 per il controllo dei SAPR
  • Il necessario per delimitare l'area delle operazioni: nastri, colonnine, segnaletica, etc.
  • Ricevitore GNSS GeoMax Zenith20 RTK GSM+UHF e accessori dedicati
  • Ricevitore GNSS Leica GX1230 in configurazione base+rover
  • Stazione totale Sokkia SRX2 motorizzata e accessori dedicati
  • Distanziometro laser
  • Casco e dispositivi DPI a norma di legge
  • X-Rite Color Checker
  • Target per l'acquisizione dei GCP a terra
  • Workstation, computer portatile, hard disk esterni, NAS, software e app varie

La formazione

Direte: come non è ancora finita? Purtroppo no, perché per operare seriamente nel campo dei rilievi aerofotogrammetrici servono specifiche competenze e conoscenze:

  • Una laurea all'Università o almeno la formazione tecnica di base di un Geometra (non sempre sufficiente) per operare nel campo della topografia. Non vi verrà insegnato il mestiere ma ad applicare con metodo le conoscenze teoriche
  • L'abilitazione professionale per coloro ai quali è richiesta (obbligatoria almeno per Ingegneri, Geometri, Geologi, Architetti, Agronomi e Forestali)
  • Aggiornamento professionale, che sia obbligatorio o meno, consente di rimanere aggiornati e confrontarsi con gli altri professionisti per crescere
  • L'esperienza sul campo maturata nel corso del tempo, frutto di successi ed errori che non troverete nei libri o nei tutorial

Tutto questo ha un costo che può essere e deve essere quantificato in qualche modo. Non può essere considerato un mero investimento a perdere perché senza non posso operare. Saper fare un buon rilievo aerofotogrammetrico richiede che il professionista sia ferrato nelle seguenti materie:

  • Saper pianificare la missione
  • Saper pianificare il volo settando i parametri corretti in base alla richiesta del committente e al risultato atteso
  • Saper pilotare l'APR manualmente in caso di necessità
  • Saper eseguire missioni in modalità manuale, magari per rilevare elementi verticali o per evitare ostacoli
  • Saper effettuare un rilievo topografico per acquisire i GCP
  • Saper integrare il rilievo topografico con una stazione totale e conoscere dunque la teoria sulle poligonali chiuse
  • Saper usare un software CAD
  • Saper usare un software GIS
  • Saper usare un laser scanner 3D e saper integrare i dati provenienti da strumentazioni topografiche diverse
  • Conoscere la cartografia italiana
  • Conoscere la cartografia aeronautica
  • Conoscere la fotografia digitale (dalle tecniche di scatto a quelle di post-processamento per migliorare la radiometria delle immagini a fini fotogrammetrici)
  • Conoscere il necessario utile a operare in determinati scenari: essere competenti nel campo dei Beni Culturali oppure conoscere i fenomeni naturali gravitativi
  • Conoscere quand'è il momento di dire NO a un lavoro che non si sa fare o che rischia di essere fortemente sottopagato per la sua difficoltà

La committenza ha uno strumento potente per la verifica della professionalità dell'operatore: se quest'ultimo è in grado di spiegare in modo chiaro e semplice quello che sta facendo e che farà al committente, che non è tenuto a conoscere tale materia. Se non è capace di spiegare la teoria, non è nemmeno in grado di metterla in pratica con profitto, ergo non è un professionista.

Per concludere: il conto della serva

Detto quanto, se si vuole intraprendere la carriera da rilevatore con sistemi APR (con la certezza che solo di questo non si campa), la spesa minima da fare qualora di parta da zero con un DJI Spark reso inoffensivo ammonta a...

--> !!!   €12.500   !!! <--

È una stima non pensata per spaventare qualcuno. Questo costo si può fortemente abbattere se l'operatore di APR decide di affidarsi al noleggio strumentale (se si sanno usare questi strumenti), oppure chiedendo ad una terza parte di occuparsi del rilievo topografico. Se il tuo ufficio è nei dintorni di Roma, noi siamo a disposizione.

Quando dunque un cliente spera che un rilievo aerofotogrammetrico venga a costare €50+IVA, dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e capire che sta chiedendo al professionista di lavorare per €5: nemmeno la famosa donna delle pulizie lavora per così poco. E quando il professionista chiede €250+IVA, il cliente sta pagando più di €300 ma al professionista vanno in tasca si e no €100.

Tutto questo sta dietro un'attività seria e professionale di rilievo aerofotogrammetrico.  Quando un rilievo viene quotato €50 potete mettere la mano sul fuoco che è un rilievo in forma abusiva: e quando viene fatta un'operazione specializzata con drone senza le necessarie qualifiche, a rischiare pesante è anche il committente.

Siete dunque sicuri che un rilievo aerofotogrammetrico sia davvero alla portata di tutti?

SAPR: obbligo di verifica dell'idoneità tecnico-professionale

I nostri tutorial sull'aerofotogrammetria

Se sei ancora curioso, come speriamo, di conoscere/approfondire l'argomento, nel nostro blog sono presenti alcuni tutorial sul tema che ti consentiranno di prendere visione di come funzioni un classico processo di rilievo aerofotogrammetrico, dalla pianificazione all'acquisizione, dall'elaborazione alla post-produzione.

Aerofotogrammetria con drone e Agisoft Photoscan. Un'introduzione (parte 1)

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HOW TO: aerofotogrammetria con drone e Pix4Dmapper. Il modello 3D

Aerofotogrammetria con drone e Pix4Dmapper

Eccoci giunti al sesto appuntamento con il nostro tutorial tecnico sull'aerofotogrammetria da drone. In questa seconda parte stiamo trattando il software Pix4Dmapper nella sua versione demo Pix4Ddiscovery.

Nelle precedenti puntate abbiamo scoperto come avviare un progetto, importare le immagini e dato un'occhiata ai segreti dell'image matching. Quindi abbiamo avviato l'elaborazione, importato i GCP, proceduto alla correzione metrica della nostra ricostruzione e salvato il lavoro. Ora riapriamo il nostro progetto e concludiamo il percorso.

HOW TO: aerofotogrammetria con drone e Pix4Dmapper. Introduzione (parte 1)

HOW TO: aerofotogrammetria con drone e Pix4Dmapper. Elaborazione (parte 2)

Riepilogo

Siamo giunti al termine del nostro tutorial su aerofotogrammetria e Pix4Dmapper: in questo secondo HOW TO abbiamo visto come passare dall'elaborazione delle immagini alla creazione di un modello 3D metricamente corretto e texturizzato. Vedremo in futuro, in tutorial più tecnici, come trattare la nuvola di punti e il modello 3D per fini più professionali, dal DTM alla classificazione della point cloud fino alla generazione di ortofoto per ambienti CAD.

Nell'ultima parte di questo HOW TO scopriremo le potenzialità del software tutto italiano Zephyr Aerial.

Ricorda che lavoriamo al fianco dei professionisti per collaborare con loro nella perfetta riuscita dei loro progetti: se sei alle prime armi, vuoi migliorare la resa dei tuoi elaborati o semplicemente sfruttare la nostra conoscenza nel campo per i tuoi progetti, non esitare a contattarci con il form sottostante.

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Posted by Archeo Staff in Archeologia, 0 comments