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Guida al nuovo DJI GEO System 2.0

Da un paio di mesi è attivo il nuovo sistema di geofencing sviluppato da DJI per i suoi droni, al fine di prevenire voli non autorizzati sopra obiettivi sensibili. Il Geospatial Environment Online System modifica sensibilmente quanto siamo stati abituati a vedere sulla Geo Map, adottando gli standard dell'ICAO ANNEX 14 per la classificazione degli aeroporti e un nuovo sistema poligonale per l'individuazione delle aree no fly: questo migliora sensibilmente le restrizioni limitandole alle sole aree sopra le quali ve ne è effettivo bisogno e rispetto al generico cerchio offre maggiori possibilità di volo ma in qualche caso una restrizione laddove prima si poteva volare. Tutto questo al fine di migliorare la sicurezza di tutti, cose e persone.

Il GEO 2.0 System interessa i droni appartenenti alla famiglia dei Phantom 4, M200 e Mavic, oltre al DJI Spark e all'Inspire 2, mentre la famiglia Phantom 3, Inspire 1 e M600 continuerà ad adottare il GEO System originale.

Attualmente il GEO 2.0 System è stato implementato per i soli Stati Uniti, ma arriverà presto anche negli altri Paesi, Italia compresa. Pertanto questa guida serve per prendere coscienza del nuovo sistema ed essere pronti quando sarà implementato in via definitiva anche da noi.

7 GEO Zones

Nel video precedente DJI offre utili indicazioni, che dovremmo sempre tenere a mente, per un volo sicuro, e spiega come lavora il nuovo GEO 2.0 System.

Chi dei lettori vola già da qualche anno, ricorderà sicuramente le divisioni del GEO System originale: verde, giallo e rosso a identificare le aree a diversa restrizione. Ora le aree sono diventate 7, di cui 5 principali e 2 secondarie:

Restricted Zone. In questa zona, che appare in rosso nell'app DJI GO, il volo è bloccato. Soltanto se l'operatore è autorizzato a volare dalle autorità competenti (trattandosi per lo più di aeroporti, soggetti in Italia alle famose ATZ), potrà fare richiesta di sblocco scrivendo a [email protected] o collegandosi all'Online Unlocking.

Altitude Zones. Le zone a limitazione di altezza appariranno in grigio sulla mappa del GEO 2.0 System. Attraverso un warning sull'app DJI GO o DJI GO4 l'utente sarà avvisato che l'altezza di volo è limitata.

Authorization Zones. In queste zone, che appaiono in blu sulla mappa, l'utente riceverà un warning che lo avviserà del fatto che il volo è limitato. Per sbloccare il decollo del drone DJI autorizzerà l'utente se in possesso di un account su server DJI verificato.

Warning Zones. In queste zone, che potrebbero NON apparire sulla mappa all'interno dell'app DJI GO, l'utente riceverà un avviso che sta operando in tale area. Un esempio di Warning Zone sono le aree di protezione per gli animali, come i parchi nazionali (in Italia il volo nei parchi nazionali sotto i 500 metri AGL è vietato da una specifica legge).

Enhanced Warning Zones. In queste zone, il sistema GEO avviserà l'utente che sarà necessario ottenere l'autorizzazione al volo come nel caso delle Authorization Zone, ma per decollare non sarà necessario possedere un account verificato o essere collegati a internet al momento del volo.

Densely Populated Area. Quest'area è mostrata in rosso sulla mappa. A causa dell'elevata concentrazione di persone che rende il volo non sicuro, DJI consiglia di non sorvolare quest'area. Un esempio sono i centri commerciali.

Regulatory Restricted Zones. Si tratta di aree speciali dove il volo è vietato da restrizioni legislative o altri provvedimenti simili. Un esempio sono le aree che circondano le prigioni.

Recommended flight. Quest'area apparirà in verde sulla mappa. Si tratta di zone dove DJI consiglia di scegliere di andare a volare, preselezionate per un volo sicuro lontano da centri urbani e concentrazioni di persone.

DJI GEO 2.0 System tutorial

Ecco come appare oggi la mappa su Washington per chi usa un drone della serie Mavic, Phantom 4, M200 oppure uno Spark o un Inspire 2, con l'implementazione delle nuove zone e il nuovo sistema a poligoni per determinare con più esattezza le aree di divieto. Presto vedremo questa stessa mappa anche su Roma e le altre città italiane.

DJI GEO System

Questo invece è il confronto con il vecchio GEO System, attivo per chi ancora vola negli USA con la serie Phantom 3, M600 o con un Inspire 1, con le aree individuate da cerchi di raggio predefinito, e per tutti noi che voliamo in Italia.

Bisogna ricordare che il DJI GEO 2.0 System è un sistema indipendente dalle leggi nazionali e dai regolamenti locali (come il Regolamento SAPR emanato da ENAC o la cartografia AIP di ENAV), ed è basato unicamente su un concetto di sicurezza e di prevenzione nell'uso sconsiderato dei droni DJI. La stessa azienda avvisa che potranno essere attivate aree di restrizione temporanee, sopra stadi che ospitano eventi di particolare rilevanza, incendi e altre situazioni di emergenza, ma che queste come altre aree potrebbero apparire soltanto sulla mappa presente all'interno dell'app DJI GO e non sulla web map.

Nella maggior parte delle zone soggette a restrizione, all'utente sarà chiesto di dimostrare che è in possesso delle autorizzazioni necessarie ad operare: inoltre avrà bisogno di un account verificato sul server DJI e di una connessione internet attiva sul dispositivo che controlla il drone al momento del decollo. In alcune zone lo sblocco del drone potrà essere messo in atto dallo stesso utente, attraverso un'azione di auto-autorizzazione sulla relativa pagina DJI.

È bene ancora ricordare che bisogna controllare la mappa mostrata all'interno dell'app DJI GO e DJI GO4 per essere certi che l'area dove si vuole volare non ricada all'interno di una zona di restrizione. Come scritto in precedenza non tutte queste aree vengono mostrate sulla web map presente sul sito DJI.

DJI GEO System: solo per DJI GO, non per app di terze parti

Poiché il sistema GEO di DJI (in entrambe le versioni, 1.0 e 2.0) richiede una connessione ad internet e un account sul server dell'azienda, le aree con restrizioni di volo possono essere bypassate soltanto se l'applicazione attiva sul device di controllo è la DJI GO o la DJI GO4 o la DJI GS Pro se avete un iPad: nulla da fare dunque per Litchi, Autopilot, Pix4D Capture e tutte le altre applicazioni di terze parti per il volo automatico per fare riprese o rilievi aerofotogrammetrici. Il volo dovrà essere manuale, oppure sfruttare il sistema astruso dei waypoint che offre DJI GO.

Per questo è buona pratica controllare sempre prima di recarsi a volare se l'area è affetta da restrizioni di volo imposte dal sistema DJI: perché una volta sul campo, non avrete modo di far decollare il vostro drone senza aver compiuto i dovuti passaggi per l'unlock.

Una guida su come sbloccare il drone e volare nelle zone con restrizione sarà presto disponibile.

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Ultime ore per le offerte DJI, si può risparmiare fino a €300

DJI Mavic Air

Si avvicina la fine del 2018 e con essa anche il termine delle offerte che DJI ha lanciato in occasione del Black Friday: una pioggia di sconti che consente di risparmiare fino a €110 su singolo prodotto ma volendo fino a oltre €300 acquistando i prodotti in bundle. Si va dal piccolissimo Ryze Tello fino al DJI Mavic Air Combo, passando per i Goggles RE e il DJI Osmo Mobile 2. Inoltre se acquisti il DJI Spark, nella versione normale o Fly More Combo, a sole €129 in più avrai anche il kit di alleggerimento per farlo diventare un "trecentino" e la documentazione da presentare ad ENAC per diventare operatore SAPR. Il prezzo segnalato è quello già scontato, mentre sull'immagine vedete l'ammontare dello sconto rispetto al costo normale del prodotto.

Ricorda, al termine dell'offerta mancano solo

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Con kit di alleggerimento 300 gr. e documentazione ENAC a sole € 129 in più

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Disponibile in offerta anche nelle varianti "con zaino multifunzione" (€ 579) e "con Zaino Multifunzione e Modulo OcuSync 2" (€ 729)

Se hai bisogno di una consulenza, di consigli sull'acquisto, di conoscere meglio i prodotti prima di acquistarli, non esitare a contattarci.

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Presentato il DJI Phantom 4 RTK per rilievi aerei

DJI Phantom 4 RTK

DJI ha aggiornato il suo prodotto di punta della classe Phantom aggiungendo il modulo RTK e creando il Phantom 4 RTK: nei desiderata della casa cinese un drone per rilievi aerofotogrammetrici con precisione centimetrica. Le parole di Sunny Liao, DJI Enterprise Director per l'Europa, vanno proprio in questa direzione:

“Phantom 4 RTK è stato studiato per venire incontro alle esigenze specifiche di quegli utenti che sentono la necessità di affidarsi ai potenti strumenti di cui sono dotati i droni DJI per eseguire rilievi, mappature e ispezioni

L'acronimo RTK sta per Real-Time Kinematic, ovvero rilievo cinematico in tempo-reale: si tratta della tecnologia che consente ai ricevitori GNSS "terrestri" di ottenere una precisione centimetrica nel punto da acquisire, differenziandosi in tal modo dai ricevitori GNSS presenti ad esempio nei nostri smartphone che si basano esclusivamente su una posizione stimata, che viene aumentata attraverso la connessione GSM. Il discorso non cambia con l'RTK professionale, perché la precisione centimetrica viene garantita da una correzione della posizione ottenuta attraverso la connessione con una rete di ricevitori satellitari fissi posti a terra: in tal modo si chiude il triangolo ed è possibile stimare con precisione la posizione del punto in base al sistema della triangolazione. La connessione alla rete terrestre viene ottenuta attraverso il protocollo NTRIP che trasferisce i dati RCTM: le reti di ricevitori terrestri sono svariate, si va da quelle nazionali tipo ITALPOS (che però essendo privata è a pagamento) a quelle regionali, alcune a pagamento (come quella della Sardegna), altre gratuite (come quelle di Lazio, Abruzzo, etc.). I dati vengono trasmessi attraverso una connessione internet, tipicamente una connessione GSM che deve essere di buona qualità (almeno H+ o 4G) per consentire una correzione veramente in tempo reale. In mancanza di questa connessione, non esiste alcuna correzione RTK quindi non c'è alcuna precisione centimetrica. La connessione GSM può essere interna alla strumento, oppure esterna, collegando tramite WiFi il controller del ricevitore all'hotspot del nostro smartphone.

Il Phantom 4 RTK garantisce questa connessione attraverso una chiavetta dongle 4G o un hotspot WiFi (supportato da OcuSync in aree con 5.8GHz: SRRC/NCC/FCC < 26 dBm). Abbiamo detto però che la connessione può essere assente o non sufficientemente veloce: in quel caso bisogna passare al sistema base+rover, che chiude la triangolazione per la correzione attraverso una base che rimane fissa e sostituisce le basi fisse delle reti terrestri. La base deve rimanere fissa svariati minuti prima di iniziare a lavorare. Anche in questo caso il Phantom 4 RTK risolve il problema con la stazione di terra D-RTK2 Mobile Station, un ricevitore differenziale posto a terra che si occupa di chiudere il triangolo, comunicando con il drone attraverso OcuSync.

La panacea di tutti i problemi?

I professionisti del rilievo aerofotogrammetrico sanno bene quanto sia difficile a volte acquisire di punti GCP in ambienti ostili: i Ground Control Point sono i punti acquisiti con sistemi di alta precisione che servono al software per la correzione metrica del modello, senza la quale non si può parlare di fotogrammetria. È davvero possibile pensare di poter eliminare la necessità di acquisire i GCP utilizzando il Phantom 4 RTK? La risposta tecnicamente corretta è NO.

Il motivo è presto spiegato: anche se la correzione metrica fosse corretta in base alla posizione accurata delle immagini, non è corretta l'altimetria del modello: le coordinate vengono infatti acquisite calcolando l'altimetria sulla base dell'ellissoide, mentre la quota reale deve essere corretta sulla base del geoide. Questo è il motivo per cui se il vostro Phantom decolla da una spiaggia e si porta a 50 metri di altezza, le sue coordinate gli faranno credere di essere a 100 metri di quota. La differenza altimetrica tra ellissoide e geoide si stima infatti mediamente intorno ai +50 metri. Un ricevitore GNSS professionale ha la possibilità di essere impostato affinché le sue coordinate altimetriche vengano corrette sulla base del geoide (in Italia i più diffusi sono l'ITA99 e l'ITA2008), ma un lavoro veramente accurato si ottiene soltanto convertendo le coordinate con l'uso dei grigliati prodotti dall'IGM.

Inoltre non bisogna dimenticare che a livello ufficiale, il WGS84 generalmente utilizzato dai droni in quanto sistema di riferimento internazionale, non è un sistema riconosciuto dallo Stato Italia, per cui nella produzione di cartografia destinata alla progettazione pubblica, ricorda la Direzione Geodetica dell'IGM, va utilizzato il Sistema Geodetico di Riferimento ETRF2000 epoca 2008.0 divenuto obbligatorio a livello nazionale a seguito del DM 10 novembre 2011 "Regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto dei database geotopografici".

Quindi l'idea che si possano eliminare i GCP è, almeno oggi, tecnicamente sbagliata. Inoltre bisogna aggiungere che non di soli GCP vive la fotogrammetria: un lavoro veramente valido si appoggia anche ai punti di controllo, per una verifica indipendente dell'accuratezza del progetto, e anch'essi vanno acquisiti necessariamente a terra con strumentazione topografica di precisione.

La soluzione per i punti inaccessibili

Si potrebbe giustamente rispondere che il Phantom 4 RTK risolve il problema di dover acquisire i GCP in punti inaccessibili: l'obiezione è che se i punti sono inaccessibili difficilmente c'è bisogno di rilevarli con un drone (saranno 2 o 3 i casi su 100), ma in ogni caso è possibile ovviare alla difficoltà con la stazione totale, uno strumento che è in grado di acquisire coordinate relative fino a 1 Km (a seconda dei modelli) in modalità reflectorless, semplicemente puntando un obiettivo che può essere riconosciuto con precisione sulle immagini. Anche la stazione totale è uno strumento che può essere noleggiato a partire da €100 al giorno. Se il chiodo stazione viene rilevato con il ricevitore GNSS, è possibile convertire il sistema di coordinate relativo della stazione totale nel sistema di coordinate assoluto del GNSS.

DJI D-RTK2 Mobile Station

I prezzi

DJI Phantom 4 RTK viene venduto in 3 configurazioni diverse:

Normalmente un Phantom 4 Pro V2 costa €1.699, un buon sistema di ricevitori GNSS terrestri base+rover costa ca. €15.000 (nuovo, se usato molto meno, anche la metà), un solo rover costa ca. €8.500. Da un punto di vista del costo netto, un risparmio davvero notevole, ma considerando che rilievi di questo tipo vengono eseguiti per lo più da professionisti che nella vita fanno già i geometri, gli architetti, gli ingegneri, è probabile che tali strumenti siano già posseduti, per essere utilizzati in tutte le situazioni dove è necessario acquisire punti con precisione centimetrica, mentre la soluzione drone è a se stante, funziona solo in aria e non a terra. Inoltre, un ricevitore GNSS RTK si può noleggiare senza troppa difficoltà a prezzi che partono da €100 al giorno, quindi in definitiva oltre a non eliminare la necessità di acquisire i punti GCP (che comunque necessitano di uno strumento topografico terrestre), non fanno nemmeno risparmiare.

La disponibilità del Phantom 4 RTK è a partire da ottobre 2018, mentre per il D-RTK2 bisogna aspettare novembre 2018.

DJI GS RTK

Insieme al drone, DJI ha presentato anche GS RTK (o GSR), la nuova app compatibile con il sistema RTK che consente la pianificazione della missione di rilevamento, che può essere salvata e replicata nel tempo, e che consente il caricamento di file KML e KMZ relativi all'area da mappare. Presente anche la funzione Operation Resumption che, qualora la batteria non sia sufficiente per completare la missione, vi consente di cambiarla ripristinando i dati di missione in maniera automatica.

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DJI Marketplace: come cambia con il Mavic 2

DJI Mavic 2 Pro

L’arrivo del Mavic 2 nelle versioni Zoom e Pro aggiorna e modifica il marketplace della casa produttrice DJI. Scopriamo dunque come cambia il mercato anche rispetto alle potenzialità operative di tipo professionale dei vari modelli di drone.

Partiamo da questa semplice infografica per osservare il collocamento nella fascia di prezzo dei vari modelli: si parte dagli attuali €499,00 per lo Spark con radiocomando fino ad arrivare ai €3.399 dell’Inspire 2 (senza gimbal). Oltre l’Inspire ci sono la serie Matrice e l’Aeroscope.

New DJI market
Il nuovo mercato DJI dopo l’arrivo del Mavic 2: dallo Spark all’Inspire 2

Possiamo dire che Spark e Mavic Air appartengono alla classe Consumer, cui retrocede anche la prima serie del Mavic, le serie Mavic 2 e Phantom 4 alla classe Prosumer, l’Inspire alla Professional, Matrice e Aeroscope alla classe Enterprise.

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Nuovo DJI Mavic 2 Pro: perché acquistarlo e dove comprarlo

Ieri alle ore 10:00 AM (16:00 italiane), la DJI ha presentato a New York il nuovo drone della famiglia Mavic, il Mavic 2, declinato nelle versioni Pro e Zoom: la prima si caratterizza per essere equipaggiata con una camera Hasselblad e sensore CMOS da 1" e varie impostazioni dedicate alla cinematografia, la seconda è equipaggiata con un sensore CMOS da 1/2.3" e zoom ottico 2x che diventa 4x in digitale, con una lunghezza focale che passa da 24mm a 96mm, per un teleobiettivo di tutto rispetto su un drone.

Niente camera con tilt a 180°, come qualche rumors aveva ipotizzato dopo il rinvio dell'evento inizialmente programmato a luglio causato dall'uscita del Parrot Anafi: la semplice volontà di migliorare ulteriormente qualche riga di codice del prodotto.

Naturalmente anche questo Mavic è di tipo foldable secondo le specifiche della famiglia. La trasmissione video avviene con la tecnologia OcuSync 2.0, ed è pertanto già compatibile con i Goggles RE dotati di firmware 01.00.0600 (sarà disponibile a fine agosto): inoltre questa tecnologia garantisce un segnale più stabile e veloce (latenza di soli 120 ms) e maggiore resistenza alle interferenze. Migliorata anche la sospensione cardanica del gimbal, che ora gestisce vibrazioni angolari di ±0.01° (Mavic 2 Pro) e ±0.005° (Mavic 2 Zoom).

Come sistema di volo è presente l'APAS, già visto sul Mavic Air, che sfrutta 8 sensori e una luce ausiliaria nella parte inferiore del velivolo per atterrare in sicurezza anche su aree con scarsa luminosità.

Completamente nuovo è il FlightAutonomy, che garantisce un volo più sicuro anche grazie a sensori anticollisione presenti per la prima volta su ogni lato del drone.

Non mancano le solite modalità di volo assistito o automatico che abbiamo imparato a conoscere con la DJI GO 4 e gli ultimi droni di casa DJI. Oltre la funzione timelapse è stata anche integrata nativamente la funzione Hyperlapse, con le modalità Circle, Course Lock, Waypoint e Free (volo a controllo manuale).

Caratteristiche tecniche del Pro

Il Mavic 2 Pro può già essere preordinato presso DJI STORE ITALIA o presso DJI Store International al costo di €1.449,00 IVA inclusa, così da averlo il prima possibile: è equipaggiato con la migliore fotocamera che DJI abbia mai usato sui suoi droni, superiore perfino a quella del Phantom 4 Pro (che però vanta ulteriori caratteristiche come lo shutter meccanico), e il primo drone al mondo che monti una fotocamera Hasselblad, record reso possibile dal recente accordo tra le due case produttrici soprattutto per il settore Enterprise. Il sensore CMOS da 1 pollice con risoluzione da 20 MP permette una profondità di colore a 10 bit, è dotato dell'esclusiva tecnologia HNCS (Soluzione per colori naturali Hasselblad) e ha un'apertura regolabile f/2.8-f/11: una perfetta soluzione per i professionisti, gli esperti di fotografia aerea e i creatori di contenuti.

DJI Mavic 2 Pro spec

Caratteristiche tecniche del Zoom

Il Mavic 2 Zoom può già essere preordinato presso DJI STORE ITALIA o presso DJI Store International al costo di €1.249,00 IVA inclusa, così da averlo il prima possibile. Questa versione offre un sensore CMOS da 1/2.3 di pollice a 12 MP con possibilità di variare la lunghezza focale passando da 24mm a 48mm con zoom ottico 2x, e da 48mm a 96mm con zoom digitale 4x di tipo lossless Full HD. Questa funzionalità consente la Super Risoluzione, combinando varie lunghezze focali per assemblare un'unica immagine a elevato dettaglio da 48 MP. Funzione unica è poi il Dolly Zoom in modalità Quick Shot: in questo modo è possibile realizzare automaticamente il famoso "effetto Vertigo", che crea una distorsione surreale del paesaggio mantenendo invariate le dimensioni del soggetto al centro dell'inquadratura durante un movimento macchina di allontanamento.

DJI Mavic 2 Zoom spec

Confronto tra droni

Nella tabella seguente offriamo un confronto tra i principali droni di casa DJI nel settore prosumer.

DJI Mavic ProDJI Mavic 2 ProDJI Mavic 2 ZoomDJI Phantom 4 Pro
SensoreCMOS 1/2.3" da 12,35 MPCMOS 1" da 20 MPCMOS 1/2.3" da 12 MPCMOS 1" da 20 MP con shutter meccanico
Lente26 mm equivalente con apertura fissa f/2.228 mm equivalente con apertura regolabile f/2.8–f/1124-48 mm con apertura fissa f/2.8 (24 mm)–f/3.8 (48 mm)24 mm equivalente con apertura regolabile  f/2.8–f/11
ISO100-3200 (video)100-6400 (video)100-3200 (video)100-6400 (video)
Dimensioni fotografia4000×30005472×36484000×30003:2 Aspect Ratio: 5472 × 3648
4:3 Aspect Ratio: 4864 × 3648
16:9 Aspect Ratio: 5472 × 3078
Risoluzione videoC4K: 4096×2160 24p
4K: 3840×2160 24/25/30p
4K: 3840×2160 24/25/30p4K: 3840×2160 24/25/30pH.265
C4K:4096×2160 24/25/30p @100Mbps; H.264
C4K:4096×2160 24/25/30/48/50/60p @100Mbps
Bitrate e color mode60Mbps100Mbps Dlog-M (10bit), support HDR video (HLG 10bit)100Mbps D-Cinelike100 Mbps Dlog, D-Cinelike
Formato foto e videoJPEG / DNG (RAW); MP4, MOV (MPEG-4 AVC/H.264)JPEG / DNG (RAW), JPEG + DNG; MP4 / MOV (MPEG-4 AVC/H.264, HEVC/H.265)JPEG / DNG (RAW), JPEG + DNG; MP4 / MOV (MPEG-4 AVC/H.264, HEVC/H.265)JPEG, DNG (RAW), JPEG + DNG; MP4/MOV (AVC/H.264; HEVC/H.265)
Velocità massima65 kph (S-mode)72 kph (S-mode)72 kph (S-mode)72 kph (S-mode)
GimbalPitch: -90° to +30° Roll: 0° or 90°Tilt: -135–45° Pan: -100–100°Tilt: -135–45° Pan: -100–100°Pitch: -90° to +30°
Sensing systemVision System fino a 30 metri (forward+downward)Omnidirectional Obstacle Sensing fino a 40 metri (forward)Omnidirectional Obstacle Sensing fino a 40 metri (forward)Vision System fino a 30 metri (forward+backward+downward); Infrared Sensing System fino a 7 metri
GNSSGPS+GLONASSGPS+GLONASSGPS+GLONASSGPS+GLONASS
Durata batteria27 minuti31 minuti31 minutiCa. 30 minuti
Dimensioni335 mm senza eliche354 mm354 mm350 mm senza eliche
Peso734 grammi907 grammi905 grammi1388 grammi
Resistenza al vento29–38 kph29–38 kph29–38 kph10 m/s
Prezzo IVA incl.€999,00€1.449,00€1.249,00€1.699,00

Prezzi, disponibilità e DJI Care Refresh

Come già anticipato, è già possibile pre-ordinare entrambi le versioni del Mavic 2: le prime consegne inizieranno tra fine agosto e inizio di settembre. Il Mavic 2 Zoom ha un costo di €1.249,00, mentre il Mavic 2 Pro ha un costo di €1.449,00 IVA inclusa.

Acquistando il drone presso DJI STORE ITALIA, oltre alla garanzia e all'assistenza italiane, si avrà diritto al primo intervento gratuito in caso di problemi, e si potrà pagare in 10 o 20 comode rate, salvo approvazione della finanziaria. Acquistando il drone presso DJI Store International si avrà la copertura della casa madre ma per qualsiasi tipo di problema il prodotto dovrà andare nei centri di assistenza in Olanda. Sullo store internazionale professionisti e aziende con P.IVA IntraVAT potranno usufruire della legge che consente l'azzeramento dell'IVA in fattura, che dovrà poi essere integrata in Italia.

Disponibili anche nella versione con DJI Googles RE, rispettivamente a €1.748,00 e €1.948,00 IVA inclusa, con uno sconto di €100 rispetto all'acquisto separato dei due prodotti. Mentre il Fly More Kit, identico per entrambe le versioni, con due  Intelligent Flight Battery, eliche aggiuntive, tracolla e caricabatterie da auto, costa €319,00 oltre il costo del drone.

Chi volesse completa protezione per il proprio acquisto, potrà abbinare la DJI Care Refresh, la speciale garanzia che con €129 e copre i danni accidentali a velivolo, sospensione cardanica o fotocamera durante il normale utilizzo fino a 12 mesi e, pagando un supplemento, offre fino a due sostituzioni complete con prodotti nuovi o equivalenti al nuovo. La garanzia può essere acquistata entro 48 ore dalla prima attivazione del drone.

Operazioni specializzate con il Mavic 2

Il nuovo DJI Mavic 2 si presta in particolar modo ad operazioni specializzate professionali nel campo della cinematografia e della ripresa nella versione Pro, con particolare riguardo all'aerofotogrammetria, e nell'ambito della produzione di contenuti creativi, vlogger e appassionati, nella versione Zoom.

Per poterlo usare legalmente, sarà necessario farlo autorizzare da ENAC e acquisire il patentino da pilota. Nell'ambito degli scenari critici o CRO potrà essere autorizzato per scenari misti o secondo gli scenari standard S01, S04, S06.

In mancanza di tali documenti, il Mavic 2 potrà essere utilizzato come un semplice aeromodello, attenendosi alle leggi e ai divieti che regolano il volo di questa classe di droni.

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