dji

Quale drone DJI scegliere (novembre 2019)

L'uscita del nuovo DJI Mavic Mini, unitamente all'uscita di produzione delle linee Phantom e Spark, ha modificato il mercato della casa cinese, con una tendenza che sembra quella di un abbassamento dei prezzi in favore dei consumatori. Il nuovo drone infatti si colloca nella fascia consumer, ad un prezzo inferiore rispetto al defunto Spark: se consideriamo che anche il Mavic 2 Pro ha un costo più basso rispetto al Phantom 4 Pro che idealmente sostituisce, non stupirebbe se il successore del Mavic Air in vista del nuovo Regolamento EASA che entrerà in vigore a luglio 2020 avesse anch'esso un prezzo più basso, magari collocato a €599 o €649.

Infografica: il mercato DJI dei droni

La nuova segmentazione del mercato DJI la si può tradurre in questo modo:

  • DJI-Ryze Tello: drone entry-level per progetti didattici e piccoli voli anche indoor. Buon apparato fotografico, non fruibile per video (qualità meno che amatoriale).
  • DJI Mavic Mini: drone consumer con un ottimo apparato video-fotografico. La nuova app DJI Fly sembra un'applicazione con funzionalità davvero basiche. Non ha i waypoint come non li aveva lo Spark, bisognerà capire se verranno introdotti con app di terze parti come Litchi. In caso contrario potrebbe essere un drone limitato per applicazioni professionali (aerofotogrammetria solo manuale per es.).
  • DJI Mavic Air: drone consumer avanzato più "antico" prodotto dalla casa cinese ancora in commercio. Abbinato alla Litchi app è un drone ottimo per riprese video-fotografiche.
  • DJI Mavic 2: droni prosumer nelle versioni Zoom e Pro. In questo momento rappresentano i droni di punta della casa cinese, con il meglio della tecnologia oggi a disposizione. Per applicazioni professionali lo Zoom può essere usato per le videoispezioni mentre il Pro grazie al sensore Hasselblad garantisce fotografie di qualità eccezionale.
  • DJI Inspire 2: drone professional dedicato alle riprese cinematografiche. Al solo drone bisogna aggiungere le gimbal, certamente non economiche. La versione Cinema Premium Combo costa oltre €23.000

I citati droni possono essere usati come SAPR se vengono dichiarati a ENAC e il pilota possiede l'attestato di volo e acquisisce le relative autorizzazioni per volare in zone Regolamentate, Proibite, Pericolose, ATZ, etc.

Tello e Mavic Mini rientrano nella categoria dei droni con MOD (Massa Operativa al Decollo) < 300 grammi: operano in scenari operativi che sono sempre non critici, al pilota non è richiesto il possesso di un attestato di volo. Con il futuro Regolamento EASA rientreranno nella open category A1C0: potranno volare fino al 2022 senza identificazione elettronica, senza attestato di volo, anche in ambito urbano tranne che sopra gli assembramenti, ma gli operatori dovranno essere comunque registrati. Non è ancora dato sapere se comunque ENAC vorrà che anche questi piloti acquisiscano una qualche forma di alfabetizzazione aeronautica.

Mavic Air rientra nella categoria dei droni con MOD > 300 grammi < 2 Kg: opera in scenari operativi che sono non critici o critici a seconda della situazione, al pilota è richiesto il possesso del relativo attestato di volo. Con il futuro Regolamento EASA rientrerà nella open category A1C1: fino al 2022 potrà volare anche in scenari urbani tranne che sopra gli assembramenti, il pilota dovrà avere almeno 14 anni e superare un test online, dovrà essere registrato e avere un identificatore elettronico se richiesto.

La famiglia Mavic 2 rientra nella categoria dei droni con MOD > 300 grammi < 2 Kg: opera in scenari operativi che sono non critici o critici (S1, S4, S6) a seconda della situazione, al pilota è richiesto il possesso del relativo attestato di volo. Con il futuro Regolamento EASA rientrerà nella open category A2C2: fino al 2022 potrà volare anche in scenari urbani a patto di mantenere una distanza di almeno 20 metri dalle persone, il pilota dovrà avere almeno 16 anni e superare un test online con uno skill test presso un centro, il drone dovrà essere registrato e avere un identificatore elettronico.

L'Inspire 2 rientra nella categoria dei droni con MOD potenzialmente > 4 Kg (4250 grammi da specifica tecnica DJI): opera in scenari operativi che sono non critici o critici (S2, S4, S6) a seconda della situazione, al pilota è richiesto il possesso del relativo attestato di volo. Con il futuro Regolamento EASA rientrerà nella open category A3C3: fino al 2022 potrà volare anche in scenari urbani a patto che nell'area delle operazioni non siano coinvolte persone estranee, il pilota dovrà avere almeno 16 anni e superare un test online con uno skill test presso un centro, il drone dovrà essere registrato e avere un identificatore elettronico.

Attualmente non sono ancora note le tipologie di open category specific e certified previste dal Regolamento EASA in qualche modo assimilabili ai nostri scenari standard critici.

Scegliere un drone DJI

La scelta di un drone è dettata da moltissimi fattori che difficilmente possono essere racchiusi in un algoritmo. Prezzo, forma, peso, portabilità, dimensioni, capacità tecniche sono le principali cinque variabili che mescolate fra loro forniscono un'infinita possibilità di scelta. Vediamo innanzitutto il confronto tra le specifiche tecniche principali dei droni della famiglia Mavic:

CaratteristicheMavic MiniMavic AirMavic 2 ZoomMavic 2 Pro
Peso al decollo249 grammi403 grammi905 grammi907 grammi
DimensioniPiegato:
140mm x
82mm x
57mm

Aperto:
160mm x
202mm x
55mm

Piegato:
168mm x
83mm x
49mm

Aperto:
168mm x
184mm x
64mm

Piegato:
214mm x
91mm x
84mm

Aperto:
322mm x
242mm x
84mm

Piegato:
214mm x
91mm x
84mm

Aperto:
322mm x
242mm x
84mm

Velocità massima in sport mode46,8 Km/h68,4 Km/h72 Km/h72 Km/h
Tempo di volo reale26 minuti18 minuti27 minuti27 minuti
Camera1/2.3″ CMOS 12MP1/2.3″ CMOS 12MP1/2.3″ CMOS 12MP1″ CMOS 20MP
Dimensione foto4:3: 4000 × 3000 JPEG
16:9: 4000 × 2250 JPEG
4:3: 4056 × 3040 DNG
16:9: 4056 × 2280 DNG
4:3: 4000 × 3000 DNG5472 × 3648 DNG
Dimensione video massima2.7K:2720×1530 24/25/30p 40 Mbps MP44K:3840×2160 24/25/30p 100Mbps MP44K:3840×2160 24/25/30p 100Mbps MP44K:3840×2160 24/25/30p 100Mbps MP4
Storage interno-8GB8GB8GB
SensoriInferioriAvanti / Dietro / InferioriOmnidirezionaliOmnidirezionali
Trasmissione e distanzaWiFi avanzato CE: 2000mWiFi avanzato CE: 2000mOcuSync 2.0 CE: 5000mOcuSync 2.0 CE: 5000m
Prezzo€ 399€849€1249€1449

Queste le principali caratteristiche dei droni da scegliere per diventare operatori APR. Entriamo nel dettaglio delle singole differenze.

DJI Mavic 2 Pro

Prezzo e camera

Su queste due caratteristiche c'è poco da dire: la tabella prezzi è indicativa, e il prezzo naturalmente incide sulle capacità della camera, il principale elemento da considerare quando si vuole acquistare un drone (dal momento che il primo intento è usarlo per le riprese e non per il trasporto di oggetti). La L1D-20c Hasselblad camera che equipaggia il Mavic 2 Pro con i suoi 20MP batte senza smentita i 12MP delle altre camere, per altro con sensore più piccolo: in generale il sensore è anche di qualità nettamente superiore, ed è certamente l'ideale per i fotografi. Pur avendo l'otturatore elettronico, è l'unico ad avere un diaframma regolabile f/2.8-f/11.

Il Mavic 2 Zoom ha dalla sua l'essere il primo drone dotato di zoom meccanico 2x che diventa 4x digitale fino a una focale equivalente di 96 mm. Grazie all'autofocus di tipo hybrid risulta essere il 40% più veloce rispetto ai suoi predecessori, ed è certamente il drone ideale per i creativi dei video e i vlogger.

Ovviamente il più penalizzato è il Mavic Mini: le fotografie sono ottime, ma solo in JPEG. Il video ha un bitrate relativamente basso, solo 40Mbps rispetto ai 100Mbps degli altri droni. La qualità ne risente: inoltre il formato video è limitato a 2.7K: non sarebbe stato possibile appesantire la piccola CPU del carico necessario a elaborare un video 4K. Rispetto allo Spark tuttavia guadagna in dimensioni e nella possibilità di poter registrare i video in qualità nativa PAL, cioè a 24/25fps.

Fotografia e volo intelligente

Diciamo la verità, acquistare un drone che si pilota soltanto a mano è decisamente un errore: sono tante le situazioni dove è consigliato un volo automatico, si pensi ai rilievi aerofotogrammetrici di grandi estensioni di terreno o alle riprese di particolari location. Tutti i droni hanno finalmente la stabilizzazione meccanica a 3 assi, quindi la stabilità dei video è assicurata per tutte le versioni.

Il Mavic Mini non è dotato né di waypoint né di follow me né tanto meno di object tracking. Ha però le modalità QuickShot che includono Dronie, Circle, Helix, e Rocket; in più è dotato del CineSmooth Mode, simile al Tripod Mode già visto sullo Spark, funzione che abbassa i PID consentendo al drone una bassa velocità controllata per manovre più precise e stabili.

Il Mavic Air ha, oltre all'ActiveTrack e ai QuickShots, le SmartCapture con il TapFly, che consente all'operatore di far volare il drone semplicemente con un tap sullo schermo dell'app DJI GO4.

Se però si vuole qualcosa di più avanzato, bisogna salire di grado: i Mavic 2 vantano i QuickShots che includono HyperLapse, HyperLight, l'ActiveTrack 2.0, la modalità Panorama, il POI 2.0, waypoint 2.0 e Dolly Zoom (solo Mavic 2 Zoom).

Ricordiamo che molte funzionalità aggiuntive possono essere fruibili tramite app di terze parti, in particolare con la Litchi app.

Sulle capacità video-fotografiche il discorso va approfondito tenendo in conto le seguenti specifiche, similmente a quanto si fa con una fotocamera manuale:

  • Foto: grandezza del sensore, zoom, numero di pixel, numero di colori, lunghezza focale, diaframma, formato di compressione (JPEG, RAW).
  • Video: gamma risoluzioni, fotogrammi al secondo, stabilizzazione gimbal, codec (H.264, H.265, etc.), formati di compressione (MP4, MOV).
DJI Mavic Mini folded

Performance

Quando si parla di performance di un drone, i parametri di riferimento sono autonomia di volo, velocità, stabilità del segnale video in relazione alla distanza dal pilota (noi consideriamo solo la distanza legale consentita in Italia), la sensoristica per l'evitamento ostacoli.

Il Mavic Mini non ha sensori antiostacoli, sconsigliato per i giovanissimi alle prime armi. I soli 46 Km/h di velocità massima rispetto ai 68 del Mavic Air o ai 72 dei Mavic 2 sono in parte penalizzanti per riprese sportive o soggetti in rapido movimento. Inoltre non ha l'active tracking, che in questa tipologia di riprese è di vitale importanza. In compenso può volare per oltre 25 minuti, molto più del Mavic Air.

In termini di qualità di trasmissione, tutti i droni hanno una lunga gittata, quindi le problematiche di ritorno del video a 200 metri e 60 metri d'altezza (massime distanze previste dall'attuale regolamento ENAC per il volo VLOS in Italia in CTR) che si potevano avere in determinate condizioni con lo Spark, dovrebbero sostanzialmente sparire con il Mavic Mini.

Se cercate un volo sicuro che preveda l'evitamento ostacoli in tutte le direzioni, la scelta obbligata è sui Mavic 2. È importante aggiungere che i Mavic 2 nel volo automatico hanno anche la funzione predittiva del percorso: possono cioè evitare un ostacolo aggirandolo e riprendendo la traiettoria prevista, una capacità apparsa per la prima volta con il Phantom 4 Pro.

Tutti hanno la funzione RTH Return to Home come misura di sicurezza in caso di perdita del segnale con il radiocomando, ma possiamo considerare questa una feature di serie per tutti i droni in commercio dotati di GPS.

Consigli per gli acquisti

Tutti i droni di cui abbiamo parlato in questo contributo sono soggetti alle regolamentazioni nazionali ed europee in arrivo. Nessuno infatti è considerato un drone giocattolo, nemmeno il DJI-Ryze Tello nominato all'inizio e che pesa 100 grammi.

Nel momento in cui viene pubblicato questo articolo, i droni non necessitano di registrazione se sono usati come aeromodelli: ma in questa fattispecie non possono volare all'interno di spazi regolamentati, come CTR, P, R, D, ATZ, e in tutti gli altri spazi presenti in cartografia AIP o altrimenti vietati a mezzo NOTAM.

Con l'entrata in vigore del Regolamento transitorio ENAC e soprattutto con l'entrata in vigore del Regolamento EASA a luglio 2020, sparirà la differenza tra aeromodello e aeromobile, e tutti i droni dovranno essere registrati anche se usati per scopi ricreativi, ricadendo nella fattispecie degli scenari non critici. Mentre naturalmente rimane obbligatoria la registrazione per tutti i droni usati in qualità di APR, ovvero per lavoro.

Detto questo, coloro che oggi vogliono operare senza necessità di un attestato di volo o altre necessità burocratiche, che vogliono spendere poco, ma anche per i semplici appassionati che amano portarsi un piccolo drone nello zaino, la scelta è certamente rivolta al Mavic Mini. Oggi è un drone già pronto per la categoria dei "trecentini", domani sarà pronto per la categoria dei 250 grammi. Per lavoro bisogna capire meglio le reali potenzialità: con i paraeliche originali a 360° che pensano ben 23 grammi il drone è limitato a 100 metri dal punto di decollo e l'autonomia di volo scende a ca. 18 minuti: non è chiaro se cambierà qualcosa con l'uso di paraeliche autoprogettati. Bisognerà poi attendere l'aggiornamento della Litchi app per sapere se il drone potrà volare automaticamente con missioni programmate.

In vista del Regolamento europeo, il Mavic Air con i suoi soli 403 grammi rientra nella categoria A1C1 che gli consentirà di operare facilmente in scenari urbani. È dunque un investimento per il futuro, oggi rientra comunque nella fattispecie degli APR per cui è richiesto un attestato di volo: in tal senso è dedicato più agli amatori che ai professionisti, che a parità di condizioni operative farebbero bene a investire qualcosa in più per arrivare ai Mavic 2. C'è inoltre da aspettarsi che da qui a 8 mesi DJI presenti l'evoluzione di questo piccolo drone, che sta per festeggiare i suoi 2 anni di vita.

Per i professionisti dei video e delle fotografie la scelta non può che ricadere sui Mavic 2: il prezzo non è per tutte le tasche, soprattutto le versioni Fly More Combo, ma sono i più tecnologicamente avanzati sia sotto il profilo della capacità e delle qualità di volo, sia per la qualità delle riprese.

DJI Mavic Mini Fly More Combo
499
DJI Mavic Mini
DJI Mavic Air
849
DJI Mavic Air
DJI Mavic 2 Zoom
1249
DJI Mavic 2 Zoom
DJI Mavic 2 Pro
1449
DJI Mavic 2 Pro
Posted by Archeo Staff in Droni, 0 comments

DJI Mavic Mini: perché acquistarlo e dove comprarlo

DJI Mavic Mini

Dopo tanta attesa, alla fine è arrivato il nuovo drone di casa DJI: il Mavic Mini. Giunte quasi certamente al capolinea le linee Phantom e Spark, la casa cinese ha deciso di puntare tutti sulla famiglia Mavic come brand di punta per i propri velivoli volanti. Sulle potenzialità di questo piccolo drone si è già detto molto in rete dalle testate giornalistiche che hanno potuto provarlo in anteprima rispetto alla presentazione ufficiale del 30 ottobre. La sua esistenza è nota fin da agosto, quando vennero individuati dei documenti che lo riguardavano presso il Ministero dei Trasporti Giapponese. Anche a settembre sono stati visti delle richieste di brevetto in USA. Ma visto le necessità di produzione, il fatto che comincerà ad essere consegnato al pubblico a metà novembre, DJI ha voluto anticipare i tempi per cogliere il periodo natalizio sempre più imminente.

La qualità di volo è la qualità oramai pluripremiata della famiglia Mavic: il Mini sostituisce lo Spark nel segmento di mercato, ma va visto più come un Mavic Air in formato ridotto, con qualche libertà in più ma anche diverse problematiche in più. Pesa ufficialmente 249 grammi, dunque è perfetto per il mercato statunitense e per quello europeo a partire da luglio 2020. Ma in Italia per i prossimi 8 mesi?

Usare il Mavic Mini per lavoro come SAPR in Italia

Il problema fondamentale che affligge il Mavic Mini qualora lo si volesse usare per lavoro, è la questione paraeliche: vigente ancora il Regolamento ENAC, il drone rientra nella categoria APR con MOD <300 grammi, quindi con la possibilità di operare in tutti gli scenari come fossero non critici. Tuttavia i paraeliche forniti in dotazione con la versione Fly More Combo sono dei plasticotti pesanti (23,1 grammi) che limitano l'operatività del drone. Scrive infatti la stessa DJI:

DJI Mavic Mini: prescrizioni DJI per la sicurezza del volo con i paraeliche ufficiali in dotazione alla versione Fly More Combo

In pratica cosa succede: installando i paraeliche ufficiali bisogna attivare sul drone la modalità Carico attraverso lo stazionamento in hovering subito dopo essere decollati. Questa modalità limita la quota a 120 metri (ma questo non è un problema perché è comunque la quota massima prevista dalla Circolare ATM-09 dell'ENAC e ricordiamo che in CTR il limite è abbassato a 60 metri) e la distanza a soli 100 metri. Probabilmente agisce anche sui PID dei motori e delle eliche, modificando il modo di volo del Mavic Mini. Inoltre il peso supplementare limita l'autonomia di volo dai 26-27 minuti a ca. 18 minuti, un tempo comunque sufficiente se pensiamo che è abbondantemente superiore a quello dello Spark (ca. 10-12 minuti). Il Regolamento ENAC non impone l'uso di paraeliche di una qualche forma o ufficialità, infatti sia per i DJI Spark che per i Parrot Anafi è possibile utilizzare paraeliche in carbonio o in ABS/PLA autoprodotti. Ci si chiede tuttavia: se la modalità Carico è una modalità di sicurezza del drone, cosa succede con l'utilizzo di paraeliche più leggeri (ma che comunque incidono sul MOD del drone) che non attivano la modalità Carico? Siamo sicuri che il Mavic Mini in questo modo non vada incontro a scompensi nel volo? Lo sapremo solo testandolo in futuro quando arriveranno i primi droni sui quali sarà possibile progettare i paraeliche custom.

La limitazione della distanza a 100 metri dal punto di decollo è un fattore limitante in moltissime situazioni di volo:  una missione programmata per un rilievo aerofotogrammetrico molto difficilmente può essere contenuta in un cerchio di 100 metri di diametro, a meno che non si stia rilevando un semplice edificio o delle facciate.

Attenzione inoltre alla completa assenza di luci di navigazione e sistemi di anticollisione: in questo va detto non è diverso dal Parrot Anafi quindi non ci sentiamo di considerarlo un fattore limitante a meno che non si sia un pilota alle prime armi. Naturalmente rimane la funzione RTH in caso di perdita di segnale con il radiocomando come fattore di sicurezza.

La potenza del segnale radio

Uno dei problemi che affliggevano lo Spark era la potenza del segnale radio: in modalità CE, l'unica legale in Europa, a 2,4 GHz lo Spark aveva una portata dichiarata di 300 metri in campo aperto. Noi l'abbiamo testato in volo automatico fino a 250 metri, ai limiti della visibilità VLOS, la condizione operativa imposta dal Regolamento ENAC.

Sul Mavic Mini pur mantenendo il collegamento radio tramite WiFi, DJI ha settato una potenza di 19 dBm (80mW) con un range dichiarato di 2 Km mentre sulla 5.8GHz ha una potenza di 14 dBm (25mW) con un range dichiarato di 500m. Dai test effettuati sembra che non vi sia alcun tipo di lag o problematica anche a 1 Km: bisogna ricordare che il volo VLOS limita il range operativo a 200-250 metri, quindi i range test oltre che illegali sono utili soltanto a verificare la solidità del collegamento radio per operare a distanze legali.

Qualità foto e video

Sulla qualità del sensore vi facciamo vedere la prova effettuata in Francia da HelicoMicro: decisamente molto buona grazie al superiore comparto di registrazione rispetto allo Spark.

Perché acquistarlo e dove comprarlo

DJI Mavic Mini è la versione miniaturizzata del Mavic Air e si pone nel segmento di mercato in sostituzione del defunto Spark, presentato nel giugno 2017 e dunque giunto al termine della sua vita utile. Un confronto tra le caratteristiche dei due droni ci aiutano a capire meglio perché passare al Mavic Mini:

CaratteristicheDJI Mavic MiniDJI Spark
Dimensioni160×202×55 mm (aperto)143 ×143 × 55 mm
Peso249 grammi300 grammi
Sensore1/2,3'' CMOS a 12MPCMOS 1/2.3” a 12MP
ObiettivoFOV 85° 24 mm (35 mm equivalente) f/2.8FOV 81,9° 25 mm (35 mm equivalente) f/2.8
Posizionamento satellitareGPS-GLONASSGPS-GLONASS
Autonomia di volo (reale)25 minuti12 minuti
GimbalInclinazione: -90° a +20° (esteso) con stabilizzazione meccanica a 3 assiInclinazione: da -85° a 0° con stabilizzazione meccanica a 2 assi
Immagine e video4000x3000 pixel jpeg - 2.7K: 2720×1530 25/30 p MP43968×2976 pixel jpeg - Full HD: 1920×1080 30p MP4
Radiocomando2.400 – 2.4835 GHz (senza ostacoli e interferenze) MIC/CE: 2 Km2.412 - 2.462 GHz (senza ostacoli e interferenze) CE: 500 m
Sistema di visioneIntervallo di funzionamento: 0,5 – 10 m≤36 km/h a 2 m di altezza da 0 a 8 metri di quota
Sensore antiostacoli-anteriore infrarossi
Operatività come SAPRPronto per i 300 grammi; classe C0 con EASA da luglio 2020Richiesta modifica per i 300 grammi; classe C1 con EASA da luglio 2020
Prezzo€399 (solo drone) - €499 (Fly More Combo)€499 (drone+radiocomando) - €649 (Fly More Combo)

Noi consigliamo di acquistare il nuovo Mavic Mini in preordine (consegne dal 11 novembre) presso l'unico DJI Authorized Retail Store in Italia. In quanto unici distributori, prima che le unità arrivino ai rivenditori passano da loro, quindi gli ordini anche presso gli store fisici di Roma e Milano avranno consegna prioritaria.

La versione Fly More Combo include insieme al drone anche 2 batterie supplementari per un totale di 3, il radiocomando, i cavi per connettere il drone ai vari dispositivi mobili iOS e Android, 3 coppie di eliche (1 di ricambio), una coppia di levette di ricambio per il radiocomando, un cacciavite (le eliche sono avvitate al drone), i paraeliche, una stazione di ricarica doppio uso, 18 viti di scorta e la custodia per il trasporto.

La DJI Care refresh copre i danni accidentali e permette fino a 2 sostituzioni del prodotto con un costo aggiuntivo, prima sostituzione €40, seconda €49. Va attivata entro 48 ore dall’attivazione del Mavic Mini e ha una validità di 12 mesi non rinnovabili. È fortemente consigliata soprattutto per i piloti alle prime armi, ma anche per quelli più esperti considerando come detto che il drone non ha sensori di evitamento ostacoli.

Posted by Archeo Staff in Droni, 0 comments

DJI Phantom 4 e DJI Spark ufficialmente fuori produzione

DJI Phantom 4 fuori produzione

Già da qualche mese, come aveva annunciato la stessa DJI, la famiglia DJI Phantom 4 aveva delle difficoltà di produzione che ne impedivano la commercializzazione. Già dalla primavera il DJI Spark era diventato introvabile, non solo sullo store ufficiale dove era apparsa la fatidica scritta out of stock. Stessa sorte per il Mavic Air in versione solo drone.

Cos'è successo in questi giorni? Nei periodici e dovuti aggiornamenti di uno store, gli utenti potranno notare che i DJI Phantom 4 (a eccezione del Pro V2.0 che però è out of stock) e il DJI Spark non sono più presenti e pertanto vanno considerati ufficialmente fuori produzione. Incredibile pensare che a luglio 2018 la DJI aveva promesso un aggiornamento firmware sul DJI Spark per l'inserimento dei waypoint e la personalizzazione della ripresa video: aggiornamento mai arrivato e che a questo punto mai arriverà. Il fuori produzione significa infatti anche che i firmware rimangono all'ultima release disponibile, senza future integrazioni. Un vero peccato, considerando che il Parrot Anafi non ha mai sfondato nei cuori degli operatori all'interno della categoria degli APR di MTOM <300 grammi, che almeno in Italia ha decretato il successo incontrastato del DJI Spark sul Parrot Bebop 2, perché più facilmente alleggeribile semplicemente intervenendo sulle parti esterne rimovibili del drone.

Continua ad essere possibile acquistare gli accessori, in particolare le batterie, ma soprattutto la DJI Care Refresh che attiva una garanzia che consente due sostituzioni del drone entro 1 anno in caso di incidente (magari perché cade in acqua) pagando un prezzo estremamente contenuto. Poiché tale garanzia può essere attivata solo su droni nuovi acquistati presso i canali ufficiali, e poiché quasi tutti i canali ufficiali principali conosciuti non hanno disponibilità di questi droni, non crediamo che ne saranno attivate molte nei prossimi mesi: in ogni caso essendo ancora possibile qualche giacenza di magazzino, tale garanzia si può attivare senza problemi e vedremo in che modo DJI sostituirà i droni in caso di necessità.

DJI Mavic 2 Pro: perché comprarlo e dove acquistarlo

Attualmente dunque sullo store online sono presenti soltanto i DJI Mavic 2 o il Mavic Air Combo, in un 2019 che ha visto la DJI presentare soprattutto nuovi prodotti per il video handheld, per DSRL, mirrorless e smartphone. Per ora nessuna informazione nemmeno sul Mavic Mini (drone da 245 grammi con il sistema radio del Phantom 3 Pro) di cui si sono letti rumors online derivati da alcuni documenti scovati presso il Ministero della Comunicazione giapponese questa estate.

Attendiamo a questo punto i nuovi droni che sappiamo già che la DJI ha programmato nel 2020 per il mercato americano, con l'introduzione del ricevitore ADS-B, una sorta di trasponder miniaturizzato il cui segnale potrà essere ricevuto dalla tecnologia AirSense, in grado di rilevare aerei ed elicotteri a chilometri di distanza. Sembra sempre più probabile che DJI stia semplicemente aspettando questo Natale per un massiccio lancio di nuovi droni dotati di questa tecnologia e stia contestualmente preparando qualcosa in visione del Regolamento EASA che entrerà in vigore anche in Italia a luglio del 2020.

Posted by Archeo Staff in Droni, 0 comments

Offerta DJI Osmo Action + 1 Batteria € 329,00

DJI Osmo Action

Fino al 23 settembre è possibile acquistare la nuova action cam targata DJI a un prezzo eccezionale: se la sola camera ha un costo di €379,00, si può acquistare la camera più una batteria (valore commerciale €25) in offerta esclusiva a sole €329,00, con un risparmio di oltre €70,00 rispetto al prezzo pieno.

Osmo Action è l'ultima fotocamera sportiva, resistente e versatile uscita sul mercato: doppio display anteriore e posteriore, stabilizzazione elettronica dell’immagine (EIS) RockSteady, modalità di registrazione HDR anche per i video, che possono essere registrati in 4K/60fps con un bitrate di 100Mbps. Funzione Snapshot per iniziare a filmare in meno di due secondi con camera spenta. Cinque comandi vocali (per ora solo inglese e cinese mandarino) per azionare la camera se si hanno le mani impegnate. Può arrivare ad una profondità di 11 metri, può funzionare senza problemi anche in alta montagna a temperature fino a -10°, e grazie all'app DJI Mimo avrete a disposizione sul vostro smartphone funzionalità intuitive e potenti strumenti di editing video.

DJI - Introducing Osmo Action

In più, sempre grazie al DJI Authorized Retail Store, si può acquistare il corso DJI Osmo Action a sole €29,00 attraverso il quale potrete scoprire le sue funzionalità, approfondire tutti gli aspetti di utilizzo, preparazione e gestione, per sfruttare al 100% le capacità della tua DJI Osmo Action!

Corso DJI Osmo Action

DJI Osmo Action + 1 Batteria € 329,00

Posted by Archeo Staff in News, 0 comments

DJI annuncia novità per il 13 agosto: Osmo Mobile 3

dji-13-agosto-2019

Con un trailer di 15 secondi DJI ha annunciato per il prossimo 13 Agosto un evento nel quale presenterà un nuovo prodotto. Potrebbe trattarsi dell'Osmo Mobile 3? Ultimamente la casa cinese ha un po' abbandonato il mondo dei droni per concentrarsi su quello della registrazione video handheld: fuori produzione e forse defunta la linea Phantom, introvabili oramai gli Spark, tra Osmo Action, Ronin SC e dispositivi simili, l'azienda sembra concentrarsi su un altro settore rispetto a quello dronistico dove oramai rimangono a disposizione soltanto i comunque eccellenti Mavic 2 nelle loro varie declinazioni.

Dal canto nostro vi daremo conto in diretta di ciò che succederà martedì prossimo, intanto il count-down è iniziato.

Aggiornamento: presentato Osmo Mobile 3

Come ampiamente preventivato, l'evento di oggi ha rivelato il nuovo gimbal manuale per smartphone Osmo Mobile 3: si tratta di un accessorio fondamentale per registrare video stabilizzati con la fotocamera dello smartphone e che in questa versione offre numerosi miglioramenti.

Intanto è completamente foldable, si può richiudere e trasportare in una piccola valigetta. Viene introdotta la stabilizzazione a 3 assi, come nelle migliori gimbal; è estremamente leggero con i suoi soli 405 grammi (senza smartphone); modalità Story con la quale costruire filmati da condividere con creatività e semplicità.

L'Active Track è aggiornato alla versione 3, che promette tracciamenti fluidi e affidabili anche in presenza di soggetti veloci. Mentre per la rapidità troviamo la modalità Sport riprogettata e ottimizzata. Introdotta la possibilità di registrare con l'effetto Dolly Zoom anche noto come “effetto Hitchcock”, per dare un tocco cinematografico al video.

Osmo Mobile 3 è compatibile con l'app DJI MIMO, un’app completa che ti offre strumenti potenti e intuitivi per rendere perfette le tue creazioni. Con opzioni come HD Live View durante la registrazione video, e le modalità intelligenti, DJI Mimo è la soluzione tutto-in-uno che ti lascerà riprendere, modificare e condividere i tuoi momenti più belli, con la sola punta delle dita. Disponibile per iPhone (dal 6 in poi con iOS 10) e dispositivi Android 5.0 in poi.

Rispetto ad Osmo Mobile 2, questa nuova versione offre un più facile bilanciamento dello smartphone perché è necessario livellare solo l’asse di rollio. Nuovo supporto del telefono che consente la ricarica dello stesso durante l'uso, senza quindi bloccare la porta USB. Presente ora la funzione Quick Roll, per passare dalla modalità landscape alla modalità portrait semplicemente premendo il tasto M. Potenziato anche lo slow motion, ora possibile a 240fps in FullHD. Gli Hyperlapse possono ora vantare la stabilizzazione elettronica d'immagine (EIS).

L'autonomia è sempre di 15 ore, mentre è aumentato il gimbal range sul roll e sul tilt.

Prezzo e dove comprarlo

Se vuoi pre-ordinare il tuo nuovo stabilizzatore ed essere tra i primi ad averlo, non ti resta che acquistarlo sullo store ufficiale italiano DJI-STORE.IT al modico prezzo di €109, oppure €129 per la versione combo che in più offre il tripod e la comoda borsetta da trasporto. Con sole €10 aggiuntive potrai attivare inoltre la DJI Care Refresh che ti permette 2 sostituzioni del prodotto per danni accidentali a 1/10 del costo nuovo (€10 la prima sostituzione, €15 la seconda sostituzione).

Posted by Archeo Staff in News, 0 comments