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Webinar gratuito sul Regolamento SAPR Ed. 3 di ENAC

Cosa imparerai durante questo webinar gratuito

Il nuovo Regolamento

Come cambiano le modalità di utilizzo dei droni con il nuovo Regolamento che entrerà in vigore il 15 dicembre

I nuovi patentini

Dal 1 marzo 2020 cambiano le modalità per acquisire l'attestato di pilotaggio APR

Il nuovo hub D-Flight

L'importanza assunta dal portale D-Flight e come in futuro diventerà l'hub unico per tutti gli operatori e i dronisti

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Pubblicata l’Edizione 3 del Regolamento SAPR di ENAC (in aggiornamento)

300Sparkani in volo

Ieri 15 novembre l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), seppur con notevole ritardo rispetto alle sue stesse intenzioni, ha pubblicato l'Ed. 3 dell'11 novembre 2019 del Regolamento "Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto". Sostituirà integralmente l'Edizione 2 Emendamento 4 del 21 maggio 2018 a partire dal 15 dicembre 2019 data di entrata in vigore.

Regolamento Mezzi Aerei A Pilotaggio Remoto Ed 3 11112019

Le principali novità

Fin dalla pubblicazione delle bozze avvenuta in estate, abbiamo imparato a conoscere quali sarebbero stati i principali cambiamenti che avrebbero coinvolto il settore dei droni nel corso del regno del cd Regolamento Transitorio ENAC.

  • Art. 7: D-Flight diventa il portale di riferimento anche per la cartografia aeronautica. Dunque non sarà più necessario acquistare le carte stampate AIP, che rimangono comunque lo strumento principe per la navigazione aeronautica, ma basterà ora consultare la web-app online che è considerato strumento conforme.
  • Art. 8 comma 1: tutti gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale devono obbligatoriamente registrarsi sul sito D-Flight e apporre il codice identificativo QR sull'APR. Quando si dice tutti, vuol dire proprio tutti: ENAC infatti non fa distinzione in base al peso, pertanto che si voglia utilizzare per lavoro un Tello, un Mavic Mini, piuttosto che un Matrice 210, bisogna registrarsi online. A differenza del Regolamento EASA, viene confermata la distinzione tra drone per lavoro e drone ricreativo dal momento che i droni come il Tello e il Mavic Mini utilizzati per diletto non sono soggetti al Regolamento ENAC in quanto il loro peso è inferiore a 250 grammi.
  • Art. 8 comma 6: viene introdotto nel Regolamento SAPR il volo notturno, per il quale si devono usare luci che consentano il riconoscimento della posizione e dell'orientamento del drone nello spazio aereo. Ora le operazioni di notte non sembrano limitate al solo scenario critico e non si dovranno usare le luci aeronautiche (verde a destra, rossa a sinistra, bianca dietro) per poter distinguere il drone da altri aeromobili.
  • Art. 8 comma 7: tutti gli APR possono essere condotti solo da un pilota in possesso di attestato di competenza in stato di validità.
  • Art. 8 comma 8: il pilota che conduce un APR in VLOS in scenario CRO deve essere visibile e chiaramente identificabile tramite l’uso obbligatorio di giubbetti ad alta visibilità recanti l’identificativo “pilota di APR”. Dunque non è richiesto il giubbetto per le operazioni in scenari non critici.
  • Art. 12 comma 5: si conferma che gli APR con MOD di 300 grammi possono essere condotti in condizioni considerate non critiche in tutti gli scenari operativi. Tuttavia il pilota deve conseguire l’Attestato, secondo quanto previsto al successivo articolo 21, entro il 1° luglio 2020. Dunque mentre oggi gli operatori erano esentati, entro l'entrata in vigore del Regolamento EASA dovranno conseguire l'Attestato.
  • Art. 21: si dispone che l'Attestato di pilota venga conseguito completando un apposito corso di formazione online fornito da ENAC e il superamento di un esame online su un portale web dedicato dell’ENAC composto da almeno 40 domande a risposta multipla. L'Ente ha già fatto sapere che tutto sarà attivo entro il 1 marzo 2020, data dalla quale bisognerà acquisire i vari attestati entro il 1 luglio 2020, data di entrata in vigore del Regolamento EASA.
  • Art. 22: per effettuare operazioni in scenari CRO il corso di formazione dovrà essere completato presso un centro di addestramento APR e prevede un esame teorico addizionale di almeno 30 domande a risposta multipla; è previsto inoltre il completamento di un apposito corso di addestramento pratico articolato su specifici scenari addestrativi (Standard e/o Non-Standard) al termine del quale il Pilota sostiene uno skill test con un Esaminatore APR. L'attestato ha validità 5 anni e per il rinnovo è prevista la frequentazione di un corso teorico di aggiornamento e il superamento di uno skill test.
  • Art. 24 comma 5: qui è fondamentale la dizione zone regolamentate (R) attive, un dato che non era presente nella Circolare ATM-09 e che conferma il fatto che il divieto di operare all'interno di zone regolamentate è valido soltanto se quella zona è attiva, secondo le disposizioni contenute in AIP-Italia ENR 5.
  • Art. 24 comma 6: l'ENAC può istituire zone con divieto temporaneo di sorvolo agli APR. Le informazioni su queste zone saranno pubblicate soltanto sul portale D-Flight.
  • Art. 37: gli attestati di pilota APR esistenti rimangono validi fino al 1 luglio 2021. Se scadono prima di tale data, vanno rinnovati secondo le disposizioni dell'art. 21, qualora scadessero dopo tale data saranno convertiti da parte dell’ENAC con una certificazione di competenza in conformità alle previsioni del Regolamento (CE) 2019/947. Non vi sono ancora informazioni in merito a questa conversione.
  • Art. 37 comma E: i piloti di APR con MOD superiore a 250 grammi usati per scopi ricreativi dovranno conseguire l'attestato di competenza nel periodo compreso tra il 1 marzo 2020 e il 1 luglio 2020. Oltre tale data non sarà possibile volare con un drone in assenza di attestato. Sono dunque esclusi da tale norma i Tello e i Mavic Mini.

Cosa cambia rispetto a oggi

Vi sono alcune importanti novità ma anche alcune norme che ci porteremo dietro fino al 1 luglio 2020. Riassumiamo velocemente quanto abbiamo letto sugli articoli del Regolamento:

  1. Il portale D-Flight diventa il nuovo hub di riferimento per i droni. Anzi presto la registrazione dei droni avverrà soltanto tramite il portale e non più tramite ENAC. Le mappe presenti su D-Flight assumono validità legale e anzi diventano l'unico punto di riferimento per sapere dove poter volare e dove no.
  2. Tutti i droni indipendentemente dal loro peso se usati per lavoro sono soggetti al Regolamento. Soltanto i droni ricreativi sotto i 250 grammi ne sono esclusi. Dunque per droni come il Tello e il Mavic Mini bisognerà fino a luglio 2020 scegliere se usarlo come SAPR o come "aeromodello". ENAC dunque accoglie solo per metà le previsioni del Regolamento EASA. Dunque l'Ente ha scelto di interpretare alla lettera il concetto di transizione.
  3. Anche i piloti di un APR "trecentino" dovranno acquisire l'attestato di pilotaggio, attraverso il superamento di un corso e un esame online di 40 domande proposti da ENAC. Il tutto dovrà avvenire nel periodo compreso tra il 1 marzo 2020 e il 1 luglio 2020.
  4. Il giubbotto con la scritta "pilota di APR" rimane obbligatorio soltanto per le operazioni condotte in scenari critici.
  5. Il volo notturno entra adesso nei requisiti generali dei SAPR, quindi non sembra più limitato alle sole operazioni con APR CRO. Non viene utilizzata la dizione "luci aeronautiche", che si traduce nel dover usare qualsiasi sistema di luci atto a riconoscere posizione e orientamento del drone nello spazio aereo di tipo differente per distinguerli da altri aeromobili di linea. In nessun caso sono sufficienti le sole luci del drone.
  6. Sarà necessario frequentare un Centro di Addestramento soltanto qualora si voglia acquisire un attestato di pilotaggio per scenari CRO e lo skill test pratico sarà effettuato su scenari operativi.
  7. Gli attestati di pilota basici e CRO oggi esistenti avranno validità fino al 1 luglio 2021. Se scadono prima andranno rinnovati secondo le specifiche regolamentari, se scadono dopo verranno convertiti da ENAC con un adeguato Certificato di Competenza in accordo con il Regolamento EASA.
  8. Per tutti i dronisti che volano per divertimento, fino a oggi lo si poteva fare senza essere soggetti ad alcuna burocrazia, a patto di volare al di fuori di CTR e altre aree soggette a restrizioni di volo. Dal 15 dicembre 2019 chi vorrà volare con un drone che supera i 250 grammi (quindi esclusi Tello e Mavic Mini, oltre a tutti i dronini Eachine etc.), per intenderci droni come Xiaomi Fimi X8 o Fimi A3, Hubsan Zino, i Walkera, insomma tutta quella categoria di droni che pochi si sognerebbero di usare per lavoro ma molti per diletto visto i bassissimi costi, sarà soggetto a registrazione sul sito D-Flight, assicurazione (alcune assicurazioni forniscono per fortuna premi assicurativi che coprono tutta l'attività hobbystica e non il singolo mezzo, mentre chi è assicurato professionalmente potrebbe avere compreso il volo ricreativo come previsto dal Regolamento EASA), acquisizione dell'attestato di pilota basico. Ma guadagnerà la possibilità di poter volare anche nelle CTR essendo il suo volo inquadrato nelle operazioni non critiche, a patto naturalmente di rispettare i requisiti richiesti, ovvero lontano almeno 50 metri dalle persone, 150 metri dalle aree congestionate, in spazi aperti lontano dai centri urbani e dai parchi pubblici, etc.
  9. La dizione droni ricreativi crea la categoria cd degli aeromodelli puri, che sono esclusi dal Regolamento secondo l'art. 35. Mentre per i droni i limiti sono imposti dalla Circolare ATM-09, per gli aeromodelli il Regolamento impone un'altezza massima di 70 m AGL entro un raggio massimo di 200 m, al di fuori di CTR e ATZ, oppure volare all'interno delle aree istituite da ENAC (soprattutto i campi volo riconosciuti con ATM-03). Si conferma che l'Attestato di Aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli rilasciato dall'Aero Club d'Italia consente il superamento del limite di 70 m AGL per l'altezza massima.

I droni sotto i 250 grammi sono fuori Regolamento SAPR? Non sono nemmeno aeromodelli puri

L'Ing. Veccia su Dronezine e l'Ing. Cardi, vicedirettore generale di ENAC, su Affari Italiani hanno rilasciato dichiarazioni chiare in merito al fatto che i droni sotto i 250 grammi usati per scopo ricreativo sono esclusi dal Regolamento. Dunque non solo non sono soggetti a registrazione e attestato di pilota, ma probabilmente non saranno nemmeno soggetti agli altri dettami del Codice della Navigazione Aerea. È quindi possibile che dal 15 dicembre 2019 al 1 luglio 2020 i Tello e i Mavic Mini potranno volare sul Colosseo, vicino gli aeroporti, a 500 metri d'altezza, senza incorrere in alcun tipo di sanzione? Ovvero la non soggezione al Regolamento li esclude anche dal rispetto della cartografia aeronautica?

AGGIORNAMENTO

Noi forniamo questa possibile interpretazione: i droni ricreativi sotto i 250 grammi di MOD non sono classificati come APR e non ricadono nemmeno all'interno dell'art. 35 che li classifica come aeromodelli puri in quanto per definizione un aeromodello è un velivolo sprovvisto di sistema che ne permetta il volo automatico e/o autonomo, e il Mavic Mini ha un dispositivo GPS che può essere utilizzato a tal fine. La maggior parte non sono nemmeno giocattoli perché riportanti il bollino 14+. Quindi pur essendo considerati non offensivi, non pericolosi, che non sono di interesse aeronautico, non è ben chiaro se sono vincolati al rispetto delle limitazioni previste dalla cartografia aeronautica, come volare al di fuori di CTR e ATZ e lontano da cose e persone. Di certo c'è che se si decide di registrarli come APR, pur essendo poi soggetti all'acquisizione di un attestato che sarà valido solo 4 mesi, alla registrazione e all'assicurazione, si potranno usare per uso ricreativo anche all'interno delle CTR.

Le testate giornalistiche Dronezine e Quadricottero News hanno chiesto chiarimenti ad ENAC in proposito, e vi aggiorneremo prontamente appena arriverà una risposta ufficiale da parte dell'Ente.

Per ora, oltre naturalmente al buon senso, invitiamo tutti alla cautela e a non fidarsi di interpretazioni estreme del Regolamento, ovvero ad attendere che questi dubbi si dipanino nel corso delle prossime settimane per non incorrere in spiacevoli sorprese di carattere amministrativo e penale.

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Lunedì 11 novembre il CdA di ENAC che approverà il Regolamento transitorio

DJI Mavic Mini

L'11 novembre 2019 è convocato il Consiglio di Amministrazione dell'ENAC che all'ordine del giorno ha come argomento l'esame della regolamentazione tecnica (punto 4).

In parole povere l'imminente CdA deve discutere il famoso Regolamento transitorio ENAC (ovvero l'Ed. 3 del Regolamento SAPR) che nelle intenzioni dell'Ente sarebbe dovuto entrare in vigore questa estate e che invece, tra rimandi e rinvii, non è stato ancora approvato. Dunque sta arrivando il gran giorno: in attesa che il 1° luglio 2020 entri in vigore in Italia come nel resto d'Europa il Regolamento EASA, a partire dal 1° Dicembre o forse dal 1° Gennaio sarà in vigore il Regolamento transitorio ENAC che porterà in dote due novità fondamentali:

  • I droni con MOD inferiore a 250 grammi saranno esenti Regolamento. Questo significa che l'appena nato DJI Mavic Mini non sarà soggetto al Regolamento transitorio: niente registrazione
  • Si lavora alacremente per revisionare la LIC-15 e far sì che il 1° Marzo 2020 sia pronta la piattaforma online che consente di ottenere l'attestato in accordo con le richieste del Regolamento EASA.

Il primo punto è stato confermato anche dall'Ing. Sebastiano Veccia, Direttore Regolazione Personale e Operazioni Volo ENAC, che in una recente intervista al mensile Dronezine ha detto:

“Per i droni sotto i 250 grammi non serve nulla. Indipendentemente dal payload: a noi interessa la piattaforma che vola, quello che porta che sia una camera o un sensore infrarossi o altro può interessare altre Amministrazioni Pubbliche come la privacy o l’ordine pubblico ma non noi. Sotto i 250 grammi non li classifichiamo come APR: per noi le piattaforme sotto i 250 grammi sono fuori dal regolamento”

Ricordiamo che fino all'entrata in vigore del Regolamento transitorio ENAC, il DJI Mavic Mini per essere usato per scopi lavorativi necessita di essere registrato come APR inoffensivo nella categoria dei 300 grammi, volare con i paraeliche ed essere dotato di assicurazione RC. Ricordiamo anche che con l'entrata in vigore del Regolamento EASA non è previsto l'obbligo di registrazione, né del drone né come operatori, per il possessore di un drone di MOD < 250 grammi (unica limitazione prevista: altezza massima del volo a 50 metri dal suolo).

SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI

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DJI Phantom 4 e DJI Spark ufficialmente fuori produzione

DJI Phantom 4 fuori produzione

Già da qualche mese, come aveva annunciato la stessa DJI, la famiglia DJI Phantom 4 aveva delle difficoltà di produzione che ne impedivano la commercializzazione. Già dalla primavera il DJI Spark era diventato introvabile, non solo sullo store ufficiale dove era apparsa la fatidica scritta out of stock. Stessa sorte per il Mavic Air in versione solo drone.

Cos'è successo in questi giorni? Nei periodici e dovuti aggiornamenti di uno store, gli utenti potranno notare che i DJI Phantom 4 (a eccezione del Pro V2.0 che però è out of stock) e il DJI Spark non sono più presenti e pertanto vanno considerati ufficialmente fuori produzione. Incredibile pensare che a luglio 2018 la DJI aveva promesso un aggiornamento firmware sul DJI Spark per l'inserimento dei waypoint e la personalizzazione della ripresa video: aggiornamento mai arrivato e che a questo punto mai arriverà. Il fuori produzione significa infatti anche che i firmware rimangono all'ultima release disponibile, senza future integrazioni. Un vero peccato, considerando che il Parrot Anafi non ha mai sfondato nei cuori degli operatori all'interno della categoria degli APR di MTOM <300 grammi, che almeno in Italia ha decretato il successo incontrastato del DJI Spark sul Parrot Bebop 2, perché più facilmente alleggeribile semplicemente intervenendo sulle parti esterne rimovibili del drone.

Continua ad essere possibile acquistare gli accessori, in particolare le batterie, ma soprattutto la DJI Care Refresh che attiva una garanzia che consente due sostituzioni del drone entro 1 anno in caso di incidente (magari perché cade in acqua) pagando un prezzo estremamente contenuto. Poiché tale garanzia può essere attivata solo su droni nuovi acquistati presso i canali ufficiali, e poiché quasi tutti i canali ufficiali principali conosciuti non hanno disponibilità di questi droni, non crediamo che ne saranno attivate molte nei prossimi mesi: in ogni caso essendo ancora possibile qualche giacenza di magazzino, tale garanzia si può attivare senza problemi e vedremo in che modo DJI sostituirà i droni in caso di necessità.

DJI Mavic 2 Pro: perché comprarlo e dove acquistarlo

Attualmente dunque sullo store online sono presenti soltanto i DJI Mavic 2 o il Mavic Air Combo, in un 2019 che ha visto la DJI presentare soprattutto nuovi prodotti per il video handheld, per DSRL, mirrorless e smartphone. Per ora nessuna informazione nemmeno sul Mavic Mini (drone da 245 grammi con il sistema radio del Phantom 3 Pro) di cui si sono letti rumors online derivati da alcuni documenti scovati presso il Ministero della Comunicazione giapponese questa estate.

Attendiamo a questo punto i nuovi droni che sappiamo già che la DJI ha programmato nel 2020 per il mercato americano, con l'introduzione del ricevitore ADS-B, una sorta di trasponder miniaturizzato il cui segnale potrà essere ricevuto dalla tecnologia AirSense, in grado di rilevare aerei ed elicotteri a chilometri di distanza. Sembra sempre più probabile che DJI stia semplicemente aspettando questo Natale per un massiccio lancio di nuovi droni dotati di questa tecnologia e stia contestualmente preparando qualcosa in visione del Regolamento EASA che entrerà in vigore anche in Italia a luglio del 2020.

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Matrimoni: drone sequestrato a Roma. Come evitarlo

Polizia Locale Roma sequestra drone Phantom 4 Pro al Pincio

Che l'abusivismo nel settore dei droni sia un dato di fatto è cosa nota fin dagli albori del primo Regolamento ENAC. Negli anni il sempre minor costo di questi dispositivi ha fatto aumentare questo fenomeno increscioso e pericoloso, nonostante le progressive facilitazioni normative proposte dall'Ente, non ultima la Circolare ATM09 che riduce drasticamente le no fly zone nelle ATZ.

È di questi giorni la notizia che un fotografo è stato colto in flagrante nel far volare un Phantom 4 Pro al Pincio, per scattare delle fotografie a una coppia di sposi pare londinesi, nella tarda mattinata di mercoledì 28 agosto. Non è chiaro se per ignoranza di cosa sia il centro storico di Roma o semplicemente per menefreghismo delle regole, questo gentiluomo di fotografo è stato individuato dagli agenti del PICS (Pronto Intervento Centro Storico), a cui è stato sequestrato il drone e sul quale pende ora una denuncia.

Le LI P244 LI R19/A e come volare legalmente a Roma

Lo spazio aereo del centro storico di Roma è protetto da molteplici divieti che recepiscono svariate esigenze di protezione: gli edifici istituzionali (Camera, Senato, Quirinale, etc.), i monumenti archeologici (Colosseo, Foro Romano, Fori Imperiali), il fatto che Roma sia la Capitale d'Italia e una città ad alta densità urbana. Ecco quindi che sull'Urbe sono presenti: la CTR (quindi divieto di volo per gli aeromodellisti), la R19/A e svariate P tra cui la 244 che insiste sul centro storico.

Giova inoltre ricordare che far volare in questo contesto un APR di MTOM superiore a 300 grammi, richiede il possesso dell'attestato di pilota critico, la dichiarazione CRO per il drone, l'istituzione di un'area delle operazioni e un'area di buffer per il volo del medesimo, all'interno delle quali secondo le indicazioni di ENAC non deve essere presente altro personale che quello dedicato alle operazioni tecniche, di sicurezza (accertamento che nessuna persona estranea violi i limiti di tali zone) e di payload.

Per questo motivo da tempo esistono i cosiddetti "trecentini", APR di MTOM inferiore a 300 grammi che non richiedono il possesso di alcun attestato di pilotaggio e non necessitano di area delle operazioni, e si possono utilizzare in ambito urbano senza alcuna limitazione fatta eccezione per i permessi necessari ad entrare in spazi aerei proibiti o registrati. E possono volare anche nelle vicinanze di assembramenti, usuali nei matrimoni, senza ovviamente sorvolarli in alcun modo.

Ecco dunque che per volare legalmente nella città di Roma, se siete in possesso dei requisiti sopra menzionati, dovete richiedere opportuna autorizzazione alle autorità competenti a seconda del punto in cui volete volare:

  • R19 e P244: il permesso si richiede alla Prefettura di Roma tramite PEC a protocollo DOT prefrm AT pec.interno DOT it, con almeno 30 giorni di anticipo
  • P212: area proibita che insiste sul carcere di Regina Coeli, si scrive alla Direzione casa circondariale Regina Coeli cc.reginacoeli.roma AT giustiziacert DOT it e al Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria pr.roma AT giustiziacert DOT it, sempre con 30 giorni di anticipo
  • se le riprese riguardano Beni Archeologici, bisogna ottenere il permesso dalla Soprintendenza o Sovrintendenza, a seconda che il Bene sia di competenza statale o comunale. In questi casi i tempi di attesa possono essere anche di qualche mese, quindi la richiesta va adeguatamente motivata e presentata con largo anticipo

Infine, se le riprese coinvolgono location particolari, potrebbe essere necessario ottenere l'autorizzazione alle riprese da parte del Comune, pagando la relativa tassa secondo le modalità espresse in questa pagina: https://www.comune.roma.it/pcr/it/autor_riprese_cinema.page. Se poi è necessario chiudere delle strade si deve pagare l'occupazione di suolo pubblico e gli straordinari delle pattuglie della Municipale che verranno messe a vostra disposizione.

Se dovete far decollare il drone lungo il fiume Tevere, l'occupazione di suolo va richiesta all'Autorità di Bacino del Tevere, e la tassa è particolarmente salata. Meglio farlo decollare dalla mano o da una barca.

ENAC ricorda le nofly zone di Roma

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