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DJI Phantom 4 e DJI Spark ufficialmente fuori produzione

DJI Phantom 4 fuori produzione

Già da qualche mese, come aveva annunciato la stessa DJI, la famiglia DJI Phantom 4 aveva delle difficoltà di produzione che ne impedivano la commercializzazione. Già dalla primavera il DJI Spark era diventato introvabile, non solo sullo store ufficiale dove era apparsa la fatidica scritta out of stock. Stessa sorte per il Mavic Air in versione solo drone.

Cos'è successo in questi giorni? Nei periodici e dovuti aggiornamenti di uno store, gli utenti potranno notare che i DJI Phantom 4 (a eccezione del Pro V2.0 che però è out of stock) e il DJI Spark non sono più presenti e pertanto vanno considerati ufficialmente fuori produzione. Incredibile pensare che a luglio 2018 la DJI aveva promesso un aggiornamento firmware sul DJI Spark per l'inserimento dei waypoint e la personalizzazione della ripresa video: aggiornamento mai arrivato e che a questo punto mai arriverà. Il fuori produzione significa infatti anche che i firmware rimangono all'ultima release disponibile, senza future integrazioni. Un vero peccato, considerando che il Parrot Anafi non ha mai sfondato nei cuori degli operatori all'interno della categoria degli APR di MTOM <300 grammi, che almeno in Italia ha decretato il successo incontrastato del DJI Spark sul Parrot Bebop 2, perché più facilmente alleggeribile semplicemente intervenendo sulle parti esterne rimovibili del drone.

Continua ad essere possibile acquistare gli accessori, in particolare le batterie, ma soprattutto la DJI Care Refresh che attiva una garanzia che consente due sostituzioni del drone entro 1 anno in caso di incidente (magari perché cade in acqua) pagando un prezzo estremamente contenuto. Poiché tale garanzia può essere attivata solo su droni nuovi acquistati presso i canali ufficiali, e poiché quasi tutti i canali ufficiali principali conosciuti non hanno disponibilità di questi droni, non crediamo che ne saranno attivate molte nei prossimi mesi: in ogni caso essendo ancora possibile qualche giacenza di magazzino, tale garanzia si può attivare senza problemi e vedremo in che modo DJI sostituirà i droni in caso di necessità.

DJI Mavic 2 Pro: perché comprarlo e dove acquistarlo

Attualmente dunque sullo store online sono presenti soltanto i DJI Mavic 2 o il Mavic Air Combo, in un 2019 che ha visto la DJI presentare soprattutto nuovi prodotti per il video handheld, per DSRL, mirrorless e smartphone. Per ora nessuna informazione nemmeno sul Mavic Mini (drone da 245 grammi con il sistema radio del Phantom 3 Pro) di cui si sono letti rumors online derivati da alcuni documenti scovati presso il Ministero della Comunicazione giapponese questa estate.

Attendiamo a questo punto i nuovi droni che sappiamo già che la DJI ha programmato nel 2020 per il mercato americano, con l'introduzione del ricevitore ADS-B, una sorta di trasponder miniaturizzato il cui segnale potrà essere ricevuto dalla tecnologia AirSense, in grado di rilevare aerei ed elicotteri a chilometri di distanza. Sembra sempre più probabile che DJI stia semplicemente aspettando questo Natale per un massiccio lancio di nuovi droni dotati di questa tecnologia e stia contestualmente preparando qualcosa in visione del Regolamento EASA che entrerà in vigore anche in Italia a luglio del 2020.

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Matrimoni: drone sequestrato a Roma. Come evitarlo

Polizia Locale Roma sequestra drone Phantom 4 Pro al Pincio

Che l'abusivismo nel settore dei droni sia un dato di fatto è cosa nota fin dagli albori del primo Regolamento ENAC. Negli anni il sempre minor costo di questi dispositivi ha fatto aumentare questo fenomeno increscioso e pericoloso, nonostante le progressive facilitazioni normative proposte dall'Ente, non ultima la Circolare ATM09 che riduce drasticamente le no fly zone nelle ATZ.

È di questi giorni la notizia che un fotografo è stato colto in flagrante nel far volare un Phantom 4 Pro al Pincio, per scattare delle fotografie a una coppia di sposi pare londinesi, nella tarda mattinata di mercoledì 28 agosto. Non è chiaro se per ignoranza di cosa sia il centro storico di Roma o semplicemente per menefreghismo delle regole, questo gentiluomo di fotografo è stato individuato dagli agenti del PICS (Pronto Intervento Centro Storico), a cui è stato sequestrato il drone e sul quale pende ora una denuncia.

Le LI P244 LI R19/A e come volare legalmente a Roma

Lo spazio aereo del centro storico di Roma è protetto da molteplici divieti che recepiscono svariate esigenze di protezione: gli edifici istituzionali (Camera, Senato, Quirinale, etc.), i monumenti archeologici (Colosseo, Foro Romano, Fori Imperiali), il fatto che Roma sia la Capitale d'Italia e una città ad alta densità urbana. Ecco quindi che sull'Urbe sono presenti: la CTR (quindi divieto di volo per gli aeromodellisti), la R19/A e svariate P tra cui la 244 che insiste sul centro storico.

Giova inoltre ricordare che far volare in questo contesto un APR di MTOM superiore a 300 grammi, richiede il possesso dell'attestato di pilota critico, la dichiarazione CRO per il drone, l'istituzione di un'area delle operazioni e un'area di buffer per il volo del medesimo, all'interno delle quali secondo le indicazioni di ENAC non deve essere presente altro personale che quello dedicato alle operazioni tecniche, di sicurezza (accertamento che nessuna persona estranea violi i limiti di tali zone) e di payload.

Per questo motivo da tempo esistono i cosiddetti "trecentini", APR di MTOM inferiore a 300 grammi che non richiedono il possesso di alcun attestato di pilotaggio e non necessitano di area delle operazioni, e si possono utilizzare in ambito urbano senza alcuna limitazione fatta eccezione per i permessi necessari ad entrare in spazi aerei proibiti o registrati. E possono volare anche nelle vicinanze di assembramenti, usuali nei matrimoni, senza ovviamente sorvolarli in alcun modo.

Ecco dunque che per volare legalmente nella città di Roma, se siete in possesso dei requisiti sopra menzionati, dovete richiedere opportuna autorizzazione alle autorità competenti a seconda del punto in cui volete volare:

  • R19 e P244: il permesso si richiede alla Prefettura di Roma tramite PEC a protocollo DOT prefrm AT pec.interno DOT it, con almeno 30 giorni di anticipo
  • P212: area proibita che insiste sul carcere di Regina Coeli, si scrive alla Direzione casa circondariale Regina Coeli cc.reginacoeli.roma AT giustiziacert DOT it e al Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria pr.roma AT giustiziacert DOT it, sempre con 30 giorni di anticipo
  • se le riprese riguardano Beni Archeologici, bisogna ottenere il permesso dalla Soprintendenza o Sovrintendenza, a seconda che il Bene sia di competenza statale o comunale. In questi casi i tempi di attesa possono essere anche di qualche mese, quindi la richiesta va adeguatamente motivata e presentata con largo anticipo

Infine, se le riprese coinvolgono location particolari, potrebbe essere necessario ottenere l'autorizzazione alle riprese da parte del Comune, pagando la relativa tassa secondo le modalità espresse in questa pagina: https://www.comune.roma.it/pcr/it/autor_riprese_cinema.page. Se poi è necessario chiudere delle strade si deve pagare l'occupazione di suolo pubblico e gli straordinari delle pattuglie della Municipale che verranno messe a vostra disposizione.

Se dovete far decollare il drone lungo il fiume Tevere, l'occupazione di suolo va richiesta all'Autorità di Bacino del Tevere, e la tassa è particolarmente salata. Meglio farlo decollare dalla mano o da una barca.

ENAC ricorda le nofly zone di Roma

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ENAC pubblica le bozze del Regolamento SAPR 3 ed. e le apre alla consultazione pubblica

Bozza 3 ed. Regolamento SAPR ENAC

In data 5 luglio 2019 l'Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) è tornata sui suoi passi e conscia di non poter approvare il Regolamento Transitorio SAPR entro luglio, ne ha pubblicato le bozze aprendolo alla consultazione pubblica. Dati gli importanti cambiamenti, questo documento diventa la 3ª edizione del Regolamento mezzo aerei a pilotaggio remoto. Non è ancora certa la data della sua entrata in vigore, che dovrebbe essere entro settembre, ma già conosciamo la sua data di decadimento: 30 giugno 2020, perché dal 1° luglio 2020 le legislazioni nazionali dovranno accordarsi con il Regolamento EASA pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea a fine maggio 2019.

Sono almeno 4 i cambiamenti importanti rispetto al passato:

  • Sparisce la differenza tra drone aeromodello e drone APR: presto tutti i droni con dispositivi che consentano un volo automatico (quindi flight controller programmabile e GPS, di fatto la stragrande maggioranza dei droni in commercio non autocostruiti) potranno effettuare sia missioni ricreative che missioni lavorative, le prime ricadranno nell'ambito degli scenari non critici
  • Si potrà diventare operatori APR a 16 anni
  • Cambieranno gli attestati di pilota APR: per diventare pilota per scenari non critici quindi anche ricreativi, bisognerà frequentare un corso online e superare un test di 40 domande
  • Verranno introdotti gli scenari standard per le missioni BVLOS: i droni in grado di effettuare tali missioni dovranno avere sistemi di anticollisione (quindi per intenderci, Mavic 2 e Mavic Air, gli unici che hanno tali sensori sempre attivi su tutti e 4 i lati). Per pilotare un drone in BVLOS bisognerà seguire un corso specifico.

Tutti gli interessati sono invitati a inviare eventuali commenti alla Direzione Regolazione Navigabilità ([email protected]) entro il 5 agosto 2019.

Quanto stiamo per scrivere si riferisce unicamente al documento di bozza e non saremo responsabili di decisioni prese dagli operatori in merito a quanto diremo perché ENAC potrà modificare la bozza, anche in virtù dei commenti ricevuti, in fase di approvazione del nuovo Regolamento.

Il portale d-flight

Contestualmente alle bozze regolamentari, è stato attivato anche il portale d-flight: il portale assume valore legale, diventando riferimento cartografico (art. 7 comma 6c). Tutti gli operatori saranno obbligati a registrarsi sul portale, a registrare il drone e a generare il QR-code da applicare sul velivolo (art. 8 comma 1). Sono esentati soltanto i possessori di droni <250 grammi impiegati per attività ricreazionale e che possano essere definiti aeromodelli (non il DJI Tello per intenderci).

Missioni critiche e giubbetto di pilota

Per le missioni critiche, l'analisi del rischio dovrà basarsi sul documento SORA emesso dal JARUS (art. 10 comma 5).

Inoltre, soltanto quando si effettuano missioni in scenari critici il pilota di APR sarà obbligato a indossare il famoso gilet ad alta visibilità recante la scritta Pilota di APR che lo renda chiaramente riconoscibile (art. 8 comma 8).

Possono svolgere missioni critiche in ambito urbano solo APR con massa al decollo < 10 Kg (art. 10 comma 5), nuova limitazione introdotta con questa edizione del testo. In effetti gli scenari CRO standard erano previsti per APR fino a 10 Kg, finalmente anche la normativa si accorda a quanto la stessa ENAC aveva deciso tempo fa.

Nuove altezze di volo e missioni BVLOS

In accordo al futuro Regolamento EASA, le operazioni degli APR sono consentite a un'altezza non superiore a 120 m (400 ft) AGL (erano 150 m) se al di fuori degli spazi aerei controllati, mentre tutti gli altri limiti di altezza sono indicati nella Circolare ENAC ATM-09 in vigore al 1 luglio per le nuove ATZ (altezze diversificate a seconda della posizione e della distanza dalle coordinate ARP di ogni aeroporto) e per le CTR, dove il limite scende a 60 m (200 ft) AGL (erano 70 m).

Sarà finalmente possibile effettuare missioni BVLOS rispettando le seguenti prescrizioni:

  • possesso dell'Attestato di Pilota APR per operazioni critiche
  • completamento di un apposito corso di formazione per operazioni BVLOS in apposito Centro di Addestramento APR autorizzato, qualora il pilota non sia in possesso di una Licenza di pilota CPL o superiore
  • APR con massa operativa al decollo < 25 Kg
  • Le operazioni in BVLOS necessitano di sistemi e procedure per il mantenimento della separazione e per evitare le collisioni che richiedono l’approvazione da parte dell’ENAC.

Il comma 3 dell'art. 26 riporta che ENAC pubblicherà appositi scenari standard per le operazioni BVLOS, con le relative limitazioni. Qualora si fosse in possesso di un APR che non soddisfi i requisiti richiesti, bisognerà richiedere segregazione dello spazio aereo tramite ATM-09.

300Sparkani in volo

Arrivano i SAPR ricreativi

Come anticipato in apertura, in linea con il futuro Regolamento EASA, presto sparirà la differenziazione tra drone aeromodello e drone professionale: adesso tutti i droni saranno SAPR e potranno essere usati sia per missioni ricreative che per missioni non critiche, rientrando sotto la stessa classificazione.

Vantaggi: poiché ogni drone diventerà un APR, l'aeromodellista non sarà più confinato nei campi volo ma potrà volare anche al di fuori di essi (anche nelle CTR e persino nelle ATZ con la Circolare ATM-09) rispettando i limiti previsti per le missioni non critiche. In compenso i droni per operazioni non critiche non saranno più soggetti alla dichiarazione presso ENAC ma alla semplice registrazione sul portale d-flight

Svantaggi: ogni possessore di drone sarà adesso obbligato a registrare il drone sul portale d-flight, oltre a prendersi l'attestato di pilota secondo la nuova classificazione (chi era già in possesso dell'attestato basico probabilmente andrà incontro ad una conversione). Possedere e tenere aggiornata tutta la manualista di un drone APR. In quanto APR registrato per operazioni non critiche, il drone dovrà essere assicurato appunto come APR. Bisognerà investire qualche centinaio di euro per continuare a volare.

Cosa cambia per gli aeromodellisti

Ecco la nuova definizione di aeromodello:

Aeromodello: dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo automatico e/o autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi.

Saranno droni esclusivamente aeromodelli tutti i droni non dotati di flight controller programmabile e GPS, elementi che combinati possono consentire il volo automatico. Tali droni, come quelli di fascia molto economica, gli autocostruiti rispettando tali limitazioni tipo i racer, etc., non sono soggetti all'assicurazione per APR, rimanendo consigliata l'assicurazione per volo hobbystico a costi decisamente inferiori. Si conferma che all'aria aperta è vietato il volo FPV.

I nuovi attestati di pilota APR

Cambiano radicalmente le modalità di acquisizione degli attestati di pilota di APR. Ora il pilota dovrà:

  • aver compiuto 16 anni (rispetto ai 18 precedenti, art. 20 comma 2)
  • operazioni non critiche e ricreative: seguire un apposito corso di formazione online e superare un test di 40 domande a risposta multipla su un portale web dedicato dell’ENAC oppure presso un Centro di Addestramento APR autorizzato (art. 21)
  • operazioni critiche: aver conseguito l'attestato precedente, seguire un ulteriore corso di formazione presso un Centro di Addestramento APR approvato e superare un test di 30 domande a risposta multipla. Infine completare un apposito corso di addestramento pratico articolato su specifici scenari addestrativi (art. 22)

Per quanto richiesto per le operazioni in BVLOS ne abbiamo parlato nel paragrafo apposito.

Non è prevista la certificazione medica secondo gli standard della licenza LAPL per nessuno degli scenari sopra menzionati (fattispecie presente nell'attuale Regolamento), mentre rimane l'obbligo di compilazione della propria attività di volo su un logbook personale per chi è in possesso di un attestato.

Rimangono esentati dall'acquisizione di un attestato i piloti alla guida di un trecentino (art. 20 comma 1).

250 grammi e 300 grammi

Delusione per quanti si aspettavano l'introduzione dei nuovi limiti di peso previsti dal Regolamento EASA, ovvero 500 grammi per le missioni in ambito urbano senza area delle operazioni e area di buffer, secondo la relativa Open Category A1C1.

Rimane invariato il comma 5 dell'art. 12, quello relativo ai oramai ben famosi APR da 300 grammi di massa operativa al decollo. Permane l'obbligo di installare i paraeliche e dove necessario alleggerire il drone per farlo rientrare nel peso previsto (come fino ad oggi per il DJI Spark o il Parrot Anafi nelle sue varie declinazioni).

Come detto entrano nel Regolamento i droni con massa al decollo inferiore o uguale a 250 grammi: gli operatori/proprietari di tali mezzi adibiti ad attività ricreazionale saranno esentati dalla registrazione sul portale d-flight.

Leggi la bozza del Regolamento

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Webinar gratuito sulla circolare ENAC ATM-09

Cosa imparerai durante questo webinar gratuito

La nuova circolare ATM-09

Come cambia l'utilizzo dello spazio aereo controllato con la nuova circolare di ENAC entrata in vigore il 1° luglio

Il nuovo modello di domanda

Come compilare il nuovo modello di domanda per la richiesta di NOTAM

Più spazio per volare legalmente

Con la nuova ATM-09 aumentano gli spazi per volare legalmente, rispettando i limiti standard imposti dalla circolare

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Il Regolamento droni EASA è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea

Regolamento droni EASA pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea

Quando ENAC qualche settimana fa aveva annunciato la pubblicazione della nuova Circolare ATM09 che entrerà in vigore il 1 luglio 2019, non si sapeva che quella data forse non era casuale.

Ieri infatti la Commissione Europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento di Esecuzione (UE) 2019/947 della Commissione del 24 maggio 2019 relativo a norme e procedure per l'esercizio di aeromobili senza equipaggio e i relativi atti delegati. Questa procedura dà inizio ai 20 giorni trascorsi i quali il Regolamento droni EASA diventerà legge in tutta l'Unione. A quel punto, gli Stati membri avranno 365 giorni per adeguarsi, perché trascorsi i quali tale Regolamento avrà validità legale in tutti gli Stati sostituendo i vari regolamenti nazionali. Sono previste sanzioni per quanti non recepiranno per tempo tale documento.

Bene, 20 giorni dall'11 giugno fa 1 luglio 2019, 365 giorni dopo fa 30 giugno 2020 (eh sì perché il 2020 è un anno bisestile), quindi dal 1 luglio 2020 sarà attivo il Regolamento droni EASA anche in Italia. Allora niente sembra casuale se come sembra il 1 luglio 2019 sarà il giorno dell'entrata in vigore delle nuove ATZ ma anche del nuovo Regolamento "transitorio" SAPR ENAC che dovrà adeguare le norme di volo a questa nuova circolare e avvicinare progressivamente l'attuale normativa italiana a quella futura europea.

Per quanto riguarda le norme, nulla di nuovo sotto il sole rispetto a quanto detto in precedenza, dal momento che questo atto ratifica una decisione già presa. Nel periodo transitorio di 2 anni fino al 30 giugno 2022 la categoria A1C1 sarà limitata a 500 grammi, chi pilota droni sotto i 250 grammi (A1C0) sarà esentato dal corso+test online ma dovrà comunque registrare il mezzo se dotato di sensore in grado di captare dati personali (microfono e/o telecamera, per la legge sulla privacy).

Di seguito potete leggere il testo in italiano del nuovo Regolamento droni EASA.

CELEX 32019R0945 IT TXT

CELEX 32019R0947 IT TXT

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