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ENAC: patentino online di nuovo attivo e obbligatorio per i piloti APR

ENAC: patentino online di nuovo attivo e obbligatorio per i piloti APR

Come ENAC aveva promesso il 31 luglio, oggi 1 settembre è tornato attivo il portale web per il conseguimento dell’attestato per pilota APR per operazioni non critiche, il famoso attestato basico o patentino online obbligatorio, sulla scorta della 3ª Ed. del Regolamento ENAC (nel frattempo giunto all’emendamento 1), per tutti i piloti di APR professionisti e per tutti i piloti di APR ricreativi, questi ultimi se alla guida di un APR di MOD superiore a 250 grammi (per indenderci, Mavic Mini nudo e crudo non necessita di patentino, Mavic Mini con payload supplementari o registrato come trecentino necessita di patentino).

La piattaforma era stata inizialmente sospesa il 25 giugno per consentire l’adeguamento tecnico che sarebbe dovuto entrare in vigore il 1 luglio. Infatti proprio il 1 luglio ENAC ha rilasciato la versione 2 del Syllabus che offre gratuitamente come materiale per preparare l’esame. A detta di ENAC, un attacco hacker ha messo ko la piattaforma che è rimasta inattiva per 2 mesi, tanto da costringere l’Ente a emettere una nota di sospensione dell’obbligo di possesso dell’attestato (Disposizione GENDISP-DG-31/07/2020-0000027-P) fino alla data odierna.

Nel video seguente ti spieghiamo tutto ciò che devi sapere sul portale e sulle nuove modalità per effettuare l’esame. Ricordiamo che questo attestato vale 5 anni dalla data di conseguimento ed è valido per le operazioni non critiche secondo il Regolamento ENAC ed è anche già compliant per volare secondo le specifiche della categoria Open di EASA che entrerà in vigore il 31 dicembre 2020.

Con il ritorno alla disponibilità della piattaforma, torna dunque anche l’obbligo di possesso del patentino: pertanto, chiunque da oggi piloti un APR senza attestato (ne sono esentati solo i ricreativi alla guida di APR con MOD < 250 grammi) lo fa in violazione della normativa ed è di conseguenza passibile di multa e sequestro del mezzo. Tra gli altri obblighi, ricordiamo l’assicurazione, professionale se sei un professionista, “di flotta” se sei un ricreativo.

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Estate: foto e video al mare con drone? No grazie, è vietato

Estate: foto e video al mare con drone? No grazie, è vietato

Anche l’estate 2020 è arrivata e nonostante il coronavirus è comunque tempo di vacanze per molti, anche se non per tutti. La vacanza, che sia un momento di relax, di scoperta, di turismo, ha come corollario la voglia di portare a casa qualche ricordo, da mostrare ad amici e parenti, soprattutto al rientro al lavoro.

Per questo motivo, molti negozi offrono fantastiche guide per eccezionali scatti fotografici, o videoriprese, da fare con il vostro drone in spiaggia, in riva al mare, lungo la costa, sopra gli edifici (privati e di proprietà di altre persone). Ma un drone può volate in riva al mare? Ne avevamo parlato in un articolo del 1 giugno, ma siccome repetita iuvant, vogliamo ricordare quanto segue.

In Italia tutto questo è vietato dal 1 Giugno al 30 Settembre, per effetto della RAIT.5006 e dell’interpretazione estensiva che ne ha dato ENAC nell’applicarla al settore dei droni, estendendo questo divieto a tutta la linea di costa italiana, per una distanza pari a 100 metri verso l’entroterra e 100 metri verso il mare. In attesa che ENAC, come annunciato dall’Ing. Veccia (che ha affermato che le RAIT precedono la nascita dei droni e pertanto non sono pensate per loro), proceda ad una revisione di questo limite, si può dire che that’s law, questa è la legge.

La violazione delle Regole dell’Aria può portare a conseguenze molto gravi, dalla multa amministrativa al sequestro del mezzo, fino alla denuncia penale, a seconda di quante ulteriori violazioni possono essere contestate al momento. Bisogna ricordare infatti che a questo si aggiunge:

  • Droni ricreativi: che siano sotto i 250 grammi o sopra questo MOD (Massa Operativa al Decollo), per loro vige l’obbligo della missione in operazione non specializzata non critica, che significa mantenere almeno 50 metri di distanza dalle persone non coinvolte nelle operazioni e 150 metri dalle infrastrutture (una spiaggia completamente libera d’estate e lontana dalle strade è rara da trovare). Vige l’obbligo dell’assicurazione di flotta e per i droni di MOD > 250 grammi la registrazione su d-flight e l’applicazione del QR-code dal costo di €6 cadauno, oltre ad aver conseguito l’attestato di pilota APR, noto anche come patentino online (costo €31). Dispositivo elettronico di identificazione rimandato al 2021.
  • Droni trecentini: non hanno l’obbligo di avere un’area delle operazioni e un’area di buffer, ma per loro vale comunque la regola della privacy. È vero che la spiaggia è un luogo pubblico (ovviamente la spiaggia libera, i lidi in concessione sono comunque da considerarsi luogo privato), ma è un luogo dove ci si attende comunque un minimo di privacy, ovvero il non essere ripresi in costume per il pubblico dominio come quello dei social, a meno che non venga espresso un chiaro consenso da parte della persona. Ovviamente una foto con il drone difficilmente renderà riconoscibile una persona a terra, ma ricordiamoci della legge sulla privacy ogni volta che scattiamo in un luogo all’aperto. Anche per i trecentini vige l’obbligo dell’assicurazione di flotta, la registrazione su d-flight, l’attestato di pilota APR e l’applicazione del QR-code dal costo di €6 cadauno. Dispositivo elettronico di identificazione rimandato al 2021.

All’estero purtroppo sappiamo bene che la situazione legislativa è diversa, alcuni limiti non ci sono ed è pertanto possibile fare foto che in Italia non sono permesse. Questo però non significa che noi possiamo emulare quegli scatti se sono vietati. Se volete arricchire il vostro portfolio di foto al mare, di albe e tramonti lungo la costa, della spuma della onde, impostate sveglia e agenda per il prossimo ottobre, salvo ripensamenti da parte di ENAC applicabili già quest’anno.

Foto da Skypixel. Fotografo: Valentin Valkov
Foto da Skypixel. Fotografo: Valentin Valkov

Questa foto in Italia non si può fare, finché sarà vigente la RAIT.5006 e l’interpretazione estensiva di ENAC. L’unica via per questo scatto, se magari lo vuole un concessionario di un lido privato, è contattare un operatore professionista, il quale richiederà un NOTAM a ENAC secondo la circolare ATM03 o ATM-09 (se contestualmente sulla spiaggia è presente una zona rossa ATZ). Se ENAC concederà l’autorizzazione, si potrà decollare, ma solo con un drone inoffensivo: si ricordi che le tempistiche di un NOTAM sono pari ad almeno 35 giorni, oltre €94 di costi fissi da corrispondere prima di fare la domanda, e indipendentemente dal suo esito.

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Droni ricreativi: le regole dal 1 luglio 2020

Droni ricreativi: le regole dal 1 luglio 2020

Nonostante il rinvio del Regolamento di Esecuzione 947/2019 (Regolamento EASA) al 31/12/2020, per effetto del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto 3 Ed. di ENAC, la cui validità è prorogata fino al 30/12/2020, il 1 luglio 2020 termina la fase transitoria e inizia la fase “europea” delle regole per il volo con droni aeromobili, sia per piloti professionali che ricreativi.

Infatti, benché si dovranno attendere ancora 6 mesi per volare secondol e specifiche della categoria Open EASA, da oggi scattano gli obblighi di registrazione su d-flight, apposizione del qr-code e conseguimento dell’Attestato di Pilota APR per operazioni non critiche (patentino online) anche per i piloti ricreativi al comando di un drone di massa operativa al decollo superiore a 250 grammi.

In questo video proponiamo un riepilogo di tutte le regole, con un particolare sguardo a come utilizzare i droni di MOD inferiore a 250 grammi.

In questo secondo video approfondiamo invece, dal nostro punto di vista, la questione legata al sistema di identificazione elettronico, per il quale la proroga ufficiale di ENAC non è ancora arrivata.

Non esitate a utilizzare la funzione commenti se avete qualche dubbio. Buona visione.

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Patentino online droni sospeso fino al 6 luglio

Patentino online droni sospeso fino al 6 luglio

AGGIORNAMENTO: con una nota del 31/07/2020 ENAC ha prorogato la sospensione del requisito di possesso dell’Attestato di pilota APR per operazioni ricreative fino al 1° settembre. Contestualmente la piattaforma per l’esame rimane inagibile. Purtroppo la sospensione è valida solo per i voli ricreativi, i professionisti (il possesso per i quali era obbligatorio dal 1° marzo) devono avere l’Attestato per svolgere le missioni. Chi volesse iniziare la sua carriera di operatore drone professionale in questo periodo dovrà attendere il prossimo mese.

Con una decisione a sorpresa arrivata sabato 27 giugno, ENAC ha prorogato la chiusura della piattaforma per fare l’esame online e acquisire l’Attestato di Pilota di APR per missioni non critiche obbligatorio dal 1 luglio anche per i piloti ricreativi.

Una decisione che fa seguito a quella presa in data 11 giugno, che comunicava la sospensione della piattaforma dal 25 giugno al 1 luglio. Per effetto di questa decisione, la piattaforma rimane sospesa dal 25 giugno al 6 luglio, periodo durante il quale coloro che hanno già effettuato l’esame dovranno regolarizzare la propria posizione, pagando €31 e scaricando l’attestato. Dopo il 6 luglio, chi non avrà fatto questa operazione perderà l’Attestato e dovrà ripetere l’esame.

Non una buona notizia per il mondo dei dronisti: i ricreativi che non avessero effettuato l’esame si troveranno infatti costretti a restare a terra fino al 6 luglio, dal momento che per loro scatta l’obbligo di possesso dell’attestato il 1 luglio, ma non sono nella possibilità di poterlo conseguire. La decisione di ENAC arriva senza preavviso e a piattaforma già chiusa, quindi senza possibilità per i piloti di correre ai ripari.

Questa e altre indicazioni nel video che abbiamo preparato a tal proposito.

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DJI Mavic Air 2: cosa serve per pilotarlo e tutte le regole di volo

DJI Mavic Air 2: cosa serve per pilotarlo e tutte le regole di volo

Il 28/04/2020 la nota casa cinese DJI ha lanciato sul mercato il suo ultimo drone, il Mavic Air 2: un concentrato di tecnologia, che si pone a metà strada tra il suo predecessore (il Mavic Air) e i fratelli maggiori Mavic 2. Sulle caratteristiche del drone, del perché comprarlo, come nostra abitudine stiamo preparando un’apposita pagina. Con questo focus intendiamo fornire alcuni chiarimenti sulle regole di volo e su cosa serve per pilotarlo, a causa dell’elevato tasso di disinformazione che circola in rete a proposito di questo drone.

Cosa serve per pilotarlo secondo il Regolamento ENAC

Almeno fino al 30 Giugno 2020 in Italia, per pilotare un drone, sarà necessario seguire le regole imposte dall’ENAC con il Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto, giunto all’Ed. 3 entrata in vigore il 15/12/2019. A questo regolamento si aggiunge la Circolare ATM-09 per quanto concerne l’uso dello spazio aereo e la Circolare LIC15A per quanto riguarda gli attestati pilota.

Vediamo dunque cosa dice il:

Regolamento ENAC art. 8 comma 7

Gli APR devono essere condotti da un pilota in possesso di attestato di competenza in stato di validità di cui alla successiva Sezione IV del Regolamento fatto salvo da quanto previsto nell’articolo 12 comma 5.

L’art. 12 comma 5 è il famoso articolo che norma i droni inoffensivi con massa operativa al decollo inferiore a 300 grammi, i cosiddetti trecentini. Ma siccome il DJI Mavic Air 2 pesa 570 grammi così come esce dalla scatola, quindi si prevede una massa operativa al decollo anche superiore, si deve far riferimento al successivo:

Regolamento ENAC art. 20 comma 3

Il riconoscimento di competenza è costituito da un “Attestato di pilota” di APR. Esso è rilasciato dall’ENAC direttamente o tramite soggetti autorizzati, secondo le previsioni di cui ai successivi articoli 21 e 22 e le disposizioni di cui all’articolo 37.

Gli articoli 21 e 22 si riferiscono rispettivamente alle Operazioni non critiche e alle Operazioni critiche, mentre l’art. 37 stabilisce che l’obbligo di conseguire tale Attestato di pilota di APR decorre per i professionisti dal 1° Marzo 2020. Come conseguire tali Attestati sono normati dalla Circolare LIC15A ai paragrafi rispettivamente 5.1 e 5.2.

Dove e come pilotarlo secondo il Regolamento ENAC

Quindi il DJI Mavic Air 2 si potrà pilotare secondo l’art. 9 del Regolamento ENAC nelle operazioni non critiche a patto che l’operazione in VLOS non preveda il sorvolo di aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani, eccetto quanto previsto nell’articolo 12, infrastrutture sensibili, ad una distanza orizzontale di sicurezza di almeno 150 m dalle aree congestionate, e ad almeno 50 m dalle persone.

Quando non si possono rispettare tali restrizioni, si ricade nell’ambito delle Operazioni critiche secondo l’art. 10 del Regolamento ENAC, che impone la delimitazione dell’area delle operazioni e la presenza dell’area di buffer.

Patentino online e Attestato operazioni critiche

L’Attestato per le Operazioni non critiche è anche noto come patentino online e si acquisisce superando un semplice esame sull’apposito portale messo a disposizione da ENAC. Per accedere al portale bisogna essere in possesso dello SPID di 1° livello e il costo del certificato è di €31. La preparazione all’esame può avvenire su supporto didattico messo a disposizione da ENAC stessa gratuitamente.

Invece l’Attestato per le Operazioni critiche si consegue in un centro di addestramento (una scuola volo) e prevede una parte teorica supplementare e uno “skill test” pratico a testimonianza della capacità di pilotare il mezzo.

DJI Mavic Air 2 in Open A2C2. Basta disinformazione!

Cosa serve per pilotarlo secondo il Regolamento EASA

Diverso il discorso per quanto riguarda il Regolamento di Esecuzione UE 2019/947 della Commissione, anche noto come Regolamento EASA. Tale Regolamento, che sarà applicato dal 1° luglio 2020 salvo eventuali decisioni diverse dell’ultimo istante di cui vi daremo eventualmente conto, prevede l’istituzione della Open category invece delle operazioni non critiche, e della Specific category invece delle operazioni critiche.

La Open category prevede le sottocategorie da A1 a A3 e le classi di peso da C0 a C4. Questi livelli di suddivisione servono per garantire l’adeguato livello di sicurezza quando si pilota un drone in presenza di altre persone.

Per il binomio A1C1 il Regolamento richiede che il pilota sia in possesso di un Attestato che l’ENAC ha equiparato al patentino online di cui abbiamo parlato in precedenza.

Per il binomio A2C2 il Regolamento richiede che il pilota sia in possesso di un Certificato supplementare che l’ENAC ha equiparato all’Attestato di pilota per Operazioni critiche.

Il Mavic Air 2 non ha il marchio CE C1

Al fine di sapere a quale sottocategoria/classe dovrà attenersi un pilota di APR, il Regolamento delegato 2019/945 della Commissione ha stabilito alcune regole a cui i costruttori dovranno attenersi: le dichiarazioni di conformità saranno esplicate tramite marchio apposito, di cui il DJI Mavic Air 2 è sprovvisto, come si può leggere chiaramente nella relativa dichiarazione che troviamo sul sito DJI: https://www.dji.com/it/euro-compliance

Riteniamo improbabile che DJI potrà ottenere questo marchio a posteriori, ma qualora fosse e noi lo speriamo, tale marchio sarà valido solo dal 2022 per evitare che questo drone finisca nella sottocategoria A3C3. Ma fino a quel momento permangono le disposizioni transitorie del Regolamento EASA.

Il Mavic Air 2 non può volare in A1C1

Un’ulteriore complicazione viene determinata dalle disposizioni transitorie contenute nell’art. 22 del Regolamento di esecuzione:

Art. 22 comma a)

gli aeromobili senza equipaggio con una massa massima al decollo inferiore a 500 g devono essere utilizzati conformemente ai requisiti operativi di cui alla parte A, punto UAS.OPEN.020

Art. 22 comma b)

gli aeromobili senza equipaggio con una massa massima al decollo inferiore a 2 kg devono essere utilizzati mantenendo una distanza minima orizzontale di 50 metri dalle persone e i piloti remoti devono avere un livello di competenza almeno equivalente a quello di cui alla parte A, punto UAS.OPEN.030

Le UAS.OPEN.020 sono le Operazioni UAS nella sottocategoria A1, mentre le UAS.OPEN.030 sono le Operazioni UAS nella sottocategoria A2.

Quindi mentre dal 1° Luglio 2022 la sottocategoria A1 classe C1 vedrà la possibilità di impiegare droni con MOD compresa tra 250 grammi e 900 grammi, fino al 30 giugno 2022 l’A1C1 ribassa il limite di peso a MOD compresa tra 250 grammi e 500 grammi. Allo stesso modo, la sottocategoria A2 classe C2 vedrà la possibilità di impiegare droni con MOD compresa tra 900 grammi e 4 Kg ribassata fino al 30 giugno 2022 a MOD compresa tra 500 grammi e 2 Kg.

Poiché il Mavic Air 2 pesa 570 grammi, per effetto delle disposizioni transitorie dovrà essere utilizzato secondo le specifiche della sottocategoria A2 classe C2.

Pertanto il Mavic Air 2 potrà essere utilizzato secondo le disposizioni di questa Open category, quando non si ricadrà in una Specific, mantenendo almeno 50 metri dalle persone non coinvolte nelle operazioni, che significa che tale drone non potrà essere utilizzato in ambito urbano.

Cosa serve per pilotarlo secondo il Regolamento EASA

Detto che in merito all’utilizzo dello spazio aereo in Italia continuerà a vigere la Circolare ATM-09, per l’utilizzo del Mavic Air 2 secondo la Open category A2C2, il pilota sarà soggetto a ottenere l’attestato online e il certificato supplementare presso una scuola volo che prevede un percorso teorico supplementare e uno skill test. Il percorso dunque è il medesimo con ENAC, ovvero quello previsto dalla Circolare LIC15A.

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