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Guida al Geozone DJI self unlock

Guida al Geozone DJI self unlock

Con l’introduzione delle geomap a partire dal Phantom 3 Pro tutti i droni prodotti dalla casa cinese DJI vengono armati e quindi possono decollare solo se non si trovano all’interno di determinate aree. Attualmente le geomap DJI sono arrivate alla versione 2.0 che abbiamo descritto in un’apposita guida. Tali mappe sono abbastanza allineate anche con la cartografia aeronautica di ogni Stato, ma attenzione, non ne viene mutuata la legislazione vigente in termini di restrizioni dello spazio aereo. In nessun caso le geomap DJI dovranno essere utilizzate come riferimento legale per volare.

Sostanzialmente esistono due tipi di zone che interdicono il volo, ripetiamo non in base alle legislazioni nazionali ma in base a precise scelte della casa costruttrice: le zone blu e le zone rosse. Le altre zone, gialle e arancioni, segnalano un warning che avvisa l’utente di volare con prudenza, ma non interdicono il volo.

Per poter volare nelle zone rosse DJI è necessario chiedere che sia la stessa casa costruttrice (scrivendo a flysafe@dji.com) a sbloccare manualmente il seriale del flight controller del drone: le zone rosse sono massimamente concentrate attorno agli aeroporti, alle carceri e altri siti altamente sensibili, quindi al richiedente è richiesto il permesso dell’autorità competente affinché DJI proceda allo sblocco, che generalmente avviene in 24H (si consiglia comunque di richiederlo con qualche giorno d’anticipo).

Per poter volare nelle zone blu DJI è necessario seguire un’altra procedura denominata self unlock o meglio self-authorize, che l’utente dovrà completare direttamente sul sito DJI in maniera autonoma. L’autorizzazione sarà di fatto immediata. In questo contributo tratteremo questo caso nello specifico e vedremo brevemente come procedere.

Come controllare se vi trovate nella zona blu o se andrete a volare in una zona blu? Nella pagina dedicata del sito internet o meglio, con il drone acceso e collegato, attraverso l’app DJI GO o DJI GO4 nella sezione “Flight Restriction Information”, oppure nella DJI Fly nella home in alto a sinistra “Zone di allarme attivate”. Solo l’applicazione su smartphone/tablet garantisce all’utente che la versione delle geo zone visualizzata sia la più aggiornata, a differenza del sito internet. Questo perché DJI privilegia il software collegato al drone che ne impedisce il volo in caso di esigenza. In qualsiasi momento infatti i tecnici della casa cinese possono aggiungere divieti di volo a seguito di particolari eventi in corso.

Una volta capito che avete bisogno di un self-authorize per volare, bisogna procedere allo sblocco del drone. Questa attività si può anche fare sul campo, richiede giusto qualche minuto del vostro tempo, a patto naturalmente di avere sufficiente connessione internet. Per prima cosa è necessario possedere un account DJI: se siete possessori di un loro drone lo avrete sicuramente creato per attivare il velivolo la prima volta che siete andati a volare. Se siete semplici utilizzatori dovrete crearne uno seguendo la procedura proposta dalla pagina di registrazione.

DJI self unlock tutorial

Una volta registrato e convalidato l’account tramite carta di credito, carta di debito o numero di cellulare, si può tornare sulla pagina del self unlock per procedere allo sblocco del drone. La check list è molto semplice:

  1. Selezionate il Continente (nel nostro caso Europa) e il Paese di cui volete vedere le restrizioni (nel nostro caso Italia): il sito internet riconosce che siete in Italia quindi selezionerà automaticamente per voi queste impostazioni, tanto più se avete la geolocalizzazione del browser attiva. Naturalmente se dovete programmare un viaggio modificate con le voci del menu a discesa corrispondenti alla vostra destinazione.
  2. Inserite il tipo di drone con il quale volete volare: è presente praticamente tutta la lista dei droni DJI compreso le centraline A3 e N3 che possono essere usate su droni autocostruiti (tipo i vecchi frame F450 o F550 o altri modelli non DJI).
  3. Selezionate sulla mappa i pin blu corrispondenti alle aree che risultano bloccate e nelle quali non è possibile armare il drone. Si faccia attenzione che: i pin rossi corrispondono a zone dove il self unlock non è consentito; i pin arancioni e gialli corrispondono a zone dove sono presenti dei warning zone che vi avvisano di volare con cautela, ma nelle quali è comunque possibile armare e volare con il drone.
  4. Una volta selezionato il pin blu di vostro interesse, si aggiornerà automaticamente la zone to unlock sotto la mappa. A questo punto bisognerà inserire il seriale del flight controller presente sul drone: recuperare questo dato è molto semplice, si fa direttamente dall’app sullo smartphone/tablet seguendo il percorso DJI GO > General Settings > About
  5. A questo punto non rimane che selezionare la data dalla quale volete che sia attivo lo sblocco. Si tenga a mente che lo sblocco inizierà alle ore 0:00 (mezzanotte) locali e sarà valido fino alle 23:59 locali del terzo giorno successivo. Di fatto dunque lo sblocco è predefinitamente attivo per 72 ore, scadute le quali si dovrà procedere a nuova richiesta.
  6. A quel punto premendo sul tasto submit si invia la richiesta al server DJI che la processerà nel giro di qualche minuto.

Bisogna ricordare che è necessario richiedere lo sblocco del drone per ogni zona blu o rossa con la quale si dovrà interagire: è possibile infatti che queste zone siano confinanti tra loro, blu/blu, blu/rossa, rossa/rossa, e sarà necessario inviare la corretta richiesta di self-authorize o unlock per ogni zona, per evitare che il drone decolli per l’area di cui avete il permesso, ma poi il drone si fermi al confine o atterri immediatamente se interagite con un’area di cui non avete il permesso.

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Come comprare DCoin e pagare su d-flight

Come comprare DCoin e pagare su d-flight

d-flight, il portale pensato da ENAC per ottemperare alle richieste della Commissione Europea e Sesar JU con il documento U-SPACE Blueprint, che entrerà in vigore il 1 Luglio 2020, oltre a consentire la registrazione per tutti i piloti di droni, offre servizi avanzati a pagamento alcuni dei quali riservati ai professionisti. Come da roadmap del servizio, è previsto che entro il 2025 saranno attivati gli U-Space full services (U4): integrazione delle interfacce con l’aviazione con equipaggio e implementazione di nuovi servizi addizionali, basati su un altissimo livello di automazione, connettività e digitalizzazione. Ad oggi, il portale offre alcuni servizi a pagamento divisi per categoria di operatore di droni: mentre un pilota ricreativo deve pagare “solo” €6 per apporre il QR-code su ogni APR di sua proprietà che intende far volare, il professionista deve acquistare l’abbonamento Pro a €24 e apporre il QR-code su ogni APR della sua flotta al costo di €96. Oppure se vuole registrarsi come nuovo operatore professionale pagare €94. Ma in futuro, come scritto in precedenza, con l’avvento degli U-SPACE e degli U-TAM, aumenteranno i servizi a pagamento, ad un costo per ora ignoto, in sostituzione di quelli oggi erogati da ENAC (ad es. €94 per la richiesta di un NOTAM).

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DJI Osmo mobile 3: caratteristiche e guida

Osmo Mobile 3 è la terza generazione dei gimbal manuali per stabilizzare le riprese effettuate e creare filmati fluidi con smartphone proposto da DJI. Si tratta del primo gimbal pieghevole che introduce importanti novità rispetto alle due precedenti versioni.

Oltre a essere foldable, è più leggero (405 grammi) e si presenta con una nuova app, la DJI Mimo,  che presenta funzionalità più in linea con i creatori di contenuti video, come Panorama, Timelapse, Slow-motion. L'ActiveTrack 3.0, l'Hyperlapse e la modalità Sport completano il quadro delle funzionalità intelligenti. Con la modalità Storie sarà possibile editare il filmato direttamente via app per una condivisione più veloce, grazie ai template predefiniti e agli stickers. Inoltre adesso è facile passare dalla modalità con telefono orizzontale alla modalità con telefono verticale: è sufficiente premere il tasto M. Di conseguenza anche il bilanciamento dello smartphone è più semplice (come potete vedere dal video dimostrativo sottostante: come prevede la normativa GDPR è necessario il consenso preventivo per attivare i video di Youtube).

Osmo Mobile 3 presenta anche un comodo tasto laterale che consente di praticamente uno zoom elettronico fino a 3x, compatibile solo con app Mimo o app dedicate.

DJI Mimo: attivazione e custom settings

Il primo passo è scaricare l'applicazione, necessaria ad attivare l'Osmo Mobile 3 la prima volta che verrà acceso. DJI Mimo è un’app completa che ti offre strumenti potenti e intuitivi per rendere perfette le tue creazioni. Con opzioni come HD Live View durante la registrazione video, e le modalità intelligenti, DJI Mimo è la soluzione tutto-in-uno che ti lascerà riprendere, modificare e condividere i tuoi momenti più belli, con la sola punta delle dita. È compatibile per iOS 10 (App Store) o superiore e Android 7.0 (Google Play Store) o superiore. Purtroppo l'app non è leggerissima quindi si consiglia verificare lo spazio libero sul proprio telefono prima di procedere.

Una volta installata al primo avvio potete inserire le credenziali del proprio account DJI, in tal modo il seriale del vostro Osmo verrà collegato al vostro account e partirà anche la garanzia. Per collegare il gimbal allo smartphone è necessario attivare il Bluetooth: Osmo Mobile 3 utilizza l'ultima tecnologia disponibile, il Bluetooth Low Energy 5.0. In pochi secondi il dispositivo sarà accoppiato al vostro dispositivo Prima di attivare il prodotto sarà necessario bilanciare lo smartphone sull'Osmo: il processo è unico, perché poi sarà sufficiente premere il tasto M per passare da orizzontale a verticale e viceversa. Una volta avviato se lo smartphone è connesso a internet l'app controllerà la presenza di eventuali nuovi firmware e vi consentirà di installarli facilmente senza la necessità di collegare l'Osmo al PC. Si consiglia di installare nuovi firmware con sufficiente carica della batteria. Durante l'installazione il LED lampeggerà alternativamente verde e rosso: dopo qualche minuto, la barra di progresso raggiungerà il 100% e il dispositivo si riavvierà.

Quando si accede la prima volta all'app vi viene chiesto di attivare alcune impostazioni "predefinite": potete scegliere se attivare il Glamour Effects, attivare la Grid a schermo, impostare la funzione del pulsante M (tra switch Photo/Recording o Quick Menu).

DJI Mimo custom settings

Modalità Storia

Osmo Mobile 3 è uno stabilizzatore e pertanto può funzionare con tutte le app di ripresa video. Ovviamente alcuni automatismi come il tasto rec che avvia la registrazione o scattano la foto saranno disponibili soltanto sulle app compatibili. Se si utilizza la DJI Mimo, si può avere accesso alla modalità Storia che è certamente la funzionalità più innovativa per i creativi rispetto ai gimbal precedenti. La modalità Storia utilizza modelli creativi predefiniti e aiuta gli utenti a creare brevi sequenze cinematografiche con il minimo sforzo. Per creare un video con la modalità Storia, seleziona un modello, quindi scatta ogni clip singolarmente. DJI Mimo posizionerà automaticamente gli scatti insieme a transizioni creative e musica per creare un video unico.

Selfie automatici con i gesti

Come si possono automatizzare le autoriprese o gli autoscatti (anche noti come selfie) con l'Osmo Mobile 3? L'app DJI Mimo supporta i gesti: per attivare il gesture control bisogna andare nel menu e selezionare l'apposita voce. Attenzione: non è possibile avere attivo contemporaneamente l'ActiveTrack e il gesture control. Questo perché il gesture control attiva il tracciamento automatico: quando con il gesto del "palm" o della "V" con le dita viene avviata la registrazione video, l'app traccerà il volto e ne seguirà gli spostamenti quando vi muovete.

DJI Mimo gesture control

Compatibile con action cam

Osmo Mobile 3 non è solo una gimbal per smartphone, ma tramite opportuni accessori può essere una gimbal anche per action cam. Con il PGYTECH Action Camera Adapter+ for Mobile Gimbal è possibile utilizzare la serie Osmo Mobile (1, 2, 3) per renderla compatibile con Osmo Action, GoPro dalla 3 alla 7, ZIAO YI e YI 4K.

Abbiamo tuttavia notato che non tutti i modelli calzano a pennello: ad esempio la GoPro 4 non viene bloccata dal meccanismo di chiusura. Questo non solo implica che non c'è alcuna stabilizzazione, ma anche che la camera può scivolare a terra. Naturalmente si può compensare questo problema con un piccolo spessore di pochi millimetri, utilizzando ad esempio della schiuma foam o una lastrina di polistirolo opportunamente tagliata.

Naturalmente il comando di scatto foto / registrazione video della OM3 non saranno compatibili con la Cam, né lo zoom laterale, ma si potrà continuare a usare il tasto M per passare da portrait a landscape e ovviamente il joystick per muovere la camera in modo stabilizzato.

PGYTECH action camera adapter+

Perché comprarlo e dove acquistarlo

DJI Osmo Mobile 3 è lo stato dell'arte della stabilizzazione dei video con smartphone tramite gimbal a mano. Ergonomia migliorata, maggiore versatilità, nuova app con più funzioni. Nella versione combo anche un treppiede che vi consente di utilizzare la gimbal su un tavolo e una comoda borsa per il suo trasporto.

A chi è destinata questa gimbal: a tutti i creativi che lavorano con i video, dai vlogger ai creatori di contenuti, a tutti coloro che hanno bisogno di un supporto stabile per registrare video, che si sia in vacanza oppure a passeggio. Il prezzo assolutamente compatitivo lo rende un accessorio indispensabile, nonché un ottimo regalo per qualsiasi occasione.

Se dobbiamo trovare un difetto alla OM3, non possiamo non segnalare l'impossibilità attuale di effettuare dei live streaming sulle piattaforme social, come invece era possibile fare con la DJI GO abbinata alla OM1 e alla OM2. Siamo convinti che prima o poi questa mancanza sarà sistemata, considerando la gioventù della DJI Mimo e dunque i futuri sviluppi cui l'app andrà incontro. Naturalmente nulla vieta di fare gli streaming live direttamente dalle app delle piattaforme, perdendo gli automatismi dei pulsanti ma guadagnando in stabilizzazione video.

Fino al 29 dicembre 2019 Osmo Mobile 3 è in offerta. Vi consigliamo di acquistarlo sullo store ufficiale italiano (spedizione da Roma), per essere certi della garanzia e dell'assistenza certificata, oppure sullo store ufficiale DJI (spedizione dall'estero):

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Come montare il dissipatore Noctua NH-D15 su Z270

Come montare il dissipatore per CPU Noctua NH-D15

In questo video viene mostrata la procedura operativa, assolutamente dimostrativa, di come installare un dissipatore per CPU Noctua NH-D15 su scheda madre MSI Tomahawk Arctic Z270 con CPU Intel I7-7700K Kaby Lake.

ATTENZIONE: l'installazione operativa del dissipatore va fatta dopo aver montato la scheda madre nel case e aver inserito le RAM (di tipo low profile) negli appositi slot. Allo stesso tempo, va applicata la pasta termica sul processore, che in questo video non mostro in quanto è soltanto dimostrativo. Se non sai quello che fai, affidatevi a tecnici: per qualsiasi necessità contattaci.

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I servizi di filesharing: WeTransfer, SwissTransfer, FileMail, TransferNow

file-sharing

Quando si parla di aerofotogrammetria, videoriprese, rilievi con laser scanner, uno dei problemi principali cui vanno incontro i professionisti è il trasferimento dei file. Quasi sempre infatti si tratta di documenti la cui dimensione è superiore ai 2 GB, che è generalmente il limite massimo che offrono i servizi collegati con i principali account email (come JumboMAIL di Libero). In questo è certamente vantaggioso Gmail, il servizio offerto da Google LLC, che essendo collegato al suo servizio cloud Google Drive offre fino a 15 GB di spazio per gli allegati, con numerose opzioni di condivisione. Lo spazio può essere ampliato a pagamento, con una spesa annuale di €19,99 per 100 GB di spazio. Una soluzione estremamente valida è un NAS (Network Attachment Storage) che essendo fisicamente nel vostro ufficio sfrutta tutto lo spazio disponibile sull'hard disk installato al suo interno (generalmente fino a 2 TB): a termini legali è una soluzione obbligata per alcune tipologie di professionisti che trattano dati sensibili, ma esula dal presente articolo. In questo caso ricordiamo che la velocità di download del cliente è pari alla vostra velocità di upload: una comune ADSL 20 MB con velocità di upload a 700 KB/s non è particolarmente idonea a trasferire GB e GB di dati a causa del lungo tempo di scaricamento richiesto.

Oggi illustreremo i 4 principali servizi di file sharing disponibili in rete che offrono almeno una base di servizio di tipo free. Non si tratta di tutorial su come si usano tali servizi, estremamente intuitivi nella loro interfaccia minimale, ma un confronto tra le opzioni che essi offrono, sia gratuite che a pagamento.

WeTransfer

È uno dei più famosi servizi di filesharing, in piedi oramai da 10 anni e gestito dalla società olandese WeTransfer B.V. Offre un piano gratuito e un piano plus a pagamento. Il servizio è molto semplice: collegandosi alla home page si compila un semplice form dove sono richiesti email di chi invia, email di chi riceve, un messaggio (opzionale) e il/i file da inviare: funziona su tutte le piattaforme (essendo un servizio che si può gestire via browser), offre un'integrazione diretta con Firefox e Chrome, fornisce app per Android e iOS. Compilato il form si preme sul pulsante Trasferisci e inizierà l'upload: i tempi dipendono dalla connessione che avete e dalla dimensione del file, ma in genere la banda a disposizione garantisce una buona velocità. I server di WeTransfer sono all'estero, ovvero non in Italia, quindi attenzione a usare questo servizio che trasferite dati sensibili che tecnicamente non possono varcare i confini del Paese.

Ricordiamo che WeTransfer è GDPR compliant, ma se dovete trasferire tramite questo servizio file e documenti che sono legati a una persona fisica, ovvero possono essere usati per identificare una persona fisica, nel caso lo facciate in qualità di aziende o professionisti siete soggetti al Data Processing Agreement (scarica il PDF) con WeTransfer B.V. che gestisce il trasferimento conservando i dati sui propri server. Si compila il documento e lo si invia tramite questo form: Submit a request.

Se avete bisogno di trasferire file più grandi di 2 GB, il servizio offre un piano Plus a pagamento (€12/mese o €120 l'anno) che vi mette a disposizione 20 GB per trasferimento, 100 GB di storage, la possibilità di personalizzare l'url, creare una rubrica, proteggere i file con password, etc.

wetransfer plus

SwissTransfer

SwissTransfer è un nuovo servizio di file sharing, inaugurato a febbraio 2019, fornito dalla società svizzera Infomaniak Network SA. Si appoggia a un datacenter di tipo TIER III+, una tipologia di alto livello che garantisce un uptime del 99,982% con ridondanza N+1. È fisicamente collocato in Svizzera, Paese che non fa parte dell'Unione Europea, pertanto è uno Stato extracomunitario e come tale bisogna fare attenzione ai dati che transitano attraverso di esso.

Testato il funzionamento, risulta estremamente veloce sia in upload che soprattutto in download, dove le connessioni in fibra ottica possono sfruttare l'ampia banda disponibile. A livello di uso gratuito e senza iscrizione è probabilmente il servizio che in questo momento è da preferirsi: consente trasferimenti di file fino a 25 GB, che possono essere protetti con password e di cui si può decidere la scadenza a 1, 7, 15, 30 giorni e si può anche decidere quante volte si può scaricare, se 1, 20 o 60. Per garantire una certa sicurezza contro accessi non consentiti, si può ad esempio decidere che il file sarà disponibile soltanto per 1 giorno, soltanto per 1 download, accessibile tramite password.

Non sembra attualmente disponibile un piano superiore a pagamento e pertanto il servizio è fruibile solo tramite interfaccia browser.

swisstransfer

FileMail

FileMail è il servizio offerto dall'omonima azienda norvegese.

Dalle specifiche del servizio risulta che i file vengano trasferiti criptati con la tecnologia TLS-1.2 (AES-256), utilizzando AES Galois/Counter mode (AES-GCM). Il piano gratuito prevede file/cartelle di dimensione massima pari a 50 GB, che resteranno disponibili per 7 giorni per un numero illimitato di download. Il piano a pagamento Pro, al costo di $15 mensili, vi offre la possibilità di inviare file di peso "illimitato", protetto con password, avrete a disposizione uno spazio per conservare i file di 100 GB permanenti, personalizzare il marchio e potete anche integrare FileMail sul vostro sito web, qualora siete professionisti che non devono solo inviare ma anche ricevere grossi documenti. Un'opzione interessante proposta agli utenti business è la possibilità offerta di controllare su quali server far transitare i propri dati: FileMail ha diversi datacenter sparsi nel mondo e possiamo ad esempio scegliere che i nostri dati non passino mai su quelli australiani e asiatici e che magari in Europa siano soltanto su un server in Germania (si può scegliere tra questo Paese e Olanda, Spagna e naturalmente Norvegia).

Il servizio tramite browser risulta lento, con tempi soprattutto di scaricamento estremamente elevati (abbiamo verificato più volte un bandwidth di 2 MB/s): l'azienda punta soprattutto su una gestione integrata dei dati, pertanto rende disponibile una serie di applicazioni compreso un piccolo software per PC e Mac che garantisce velocità decisamente maggiori.

Come nel caso di WeTransfer, se volete utilizzare il servizio per inviare file che contengano informazioni personali, dovrete compilare il GDPR Data Processing Agreement (scarica il PDF) da restituire a support@filemail.com.

filemail

TransferNow

TransferNow è un altro servizio per inviare file pesanti lanciato nel 2013 da due studenti francesi: l'hosting si basa su datacenter certificato Tier III fisicamente collocato in Francia.

L'offerta gratuita o per "utente ospite" prevede 4 GB di dimensione massima o 250 file, trasferimento protetto tramite password, validità dei file fino a 7 giorni, è possibile scegliere la data di invio e/o la scadenza di un trasferimento. Si possono inviare fino a 5 trasferimenti al giorno per 20 destinatari diversi. Tramite questo servizio si possono anche condividere i file: in questo caso sarà possibile effettuare il download parziale o totale del trasferimento e nel caso di foto e video poter vedere l'anteprima e lo streaming prima del download.

Con TransferNow Premium al costo di €8,50 al mese (senza vincoli) viene ampliata la soglia massima di dimensione file fino a 20 GB o 500 file, la disponibilità del trasferimento sale a 30 giorni rinnovabili. Si avrà a disposizione un indirizzo web personalizzato per inviare/ricevere i file ed è possibile integrare il servizio nel proprio sito internet tramite un widget.

Il servizio è compliant con il GDPR ma non è stato possibile reperire il documento Data Processing Agreement per cui sconsigliamo di usare tale servizio se è necessario condividere dati sensibili nel rispetto delle leggi europee.

transfernow

Confronto tra servizi

In questa tabella proviamo a confrontare tra loro i 4 servizi che sono stati descritti:

WeTransfer SwissTransfer FileMail TransferNow
Dimensione file invio gratuito 2 GB 25 GB 50 GB 4 GB
Dimensione file invio a pagamento 20 GB Non previsto "Illimitato" 20 GB
Trasferimento di cartelle No No Si Si
Email e link Si Si Si Si
Numero di trasferimenti al giorno Illimitati 10 Illimitati 5
Impostare durata del trasferimento Solo Plus (gratis 7 giorni) Si fino a 30 giorni Solo Pro (gratis 7 giorni) Si fino a 7 giorni (Premium 30 giorni)
Proteggere con una password Solo Plus Si Solo Pro Si
Spazio di storage per i trasferimenti Solo plus fino a 100 GB Non previsto No No
Personalizza URL e pagina Solo Plus Non previsto Solo Pro Si
App multipiattaforma e multisistema Si Solo browser Si anche API per sviluppatori Si
Integrazione con un sito internet No Non previsto Solo Pro Solo Premium
Numero di download personalizzabile No Si No No
Posizione dei server EU Svizzera EU Francia
GDPR Data Processing Agreement Si Non trovato Si No
Costo abbonamento plus €12/mese o €120/anno Non previsto $15/mese €8,50/mese senza vincoli

In questo articolo abbiamo messo a confronto le offerte di file sharing di alcuni dei maggiori servizi in tal senso. La premessa non era di indicare il migliore, ma paragonarli per offrire un metro di giudizio su quale dei presentati meglio si adatta alle proprie esigenze. Naturalmente non sono gli unici servizi esistenti: qualsiasi servizio di cloud storage può funzionare come servizio di file sharing, dal citato Google Drive a Dropbox ad Asus WebStorage, da OneDrive (offerto da Microsoft) a iCloud (offerto da Apple), la lista è molto lunga. Tra i servizi di file sharing potremmo ancora citare MyAirBridge, che gratuitamente offre l'invio di file fino a 20 GB che restano disponibili per 2 giorni: si può registrare un account gratuito e si avranno a disposizione 200 GB al giorno invece che 100 GB per trasferire i dati. Mette a disposizione poi 3 piani a pagamento che si adattano a diverse esigenze, dal Basic a €2,59 fino all'Enterprise a €59,99 che offre 10 TB di capacità di archiviazione.

E tu, che servizio usi?

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