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Droni: tra 6 mesi arriva EASA, in un video le nuove regole

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Il 1° luglio 2019 entrerà in vigore il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 meglio noto come Regolamento droni EASA: per prepararci alle future regole che normeranno il volo con questi mezzi aerei, solo parzialmente introdotti dall'Ed. 3 del Regolamento ENAC, l'agenzia europea ha reso disponibile un breve video di 2 minuti (in lingua inglese) con il quale illustra cosa avverrà dopo il 1 luglio.

Ricordiamo che la competenza sulla navigabilità dello spazio aereo rimane in capo a ENAC: le mappe aeronautiche ufficiali si possono consultare sul portale d-flight (richiesta registrazione gratuita) e per quanto riguarda limiti e procedure è in vigore dal 1° luglio 2019 la Circolare ATM-09.

In breve le regole da seguire per un drone inquadrato nella categoria A1C1 sono poche e semplici:

  • Acquisire un certificato di competenza tramite un corso online con relativo test di 40 domande sempre online
  • Registrarsi e registrare il proprio drone presso la competente autorità nazionale (ENAC)
  • Rispettare il limite di altezza massima di 120 metri (e i limiti stabiliti dalle cartografie aeronautiche nazionali)
  • Volare lontano da infrastrutture e aeroporti
  • Divieto di sorvolo di assembramenti di persone
  • Rispettare la privacy delle persone: divieto di fotografie e riprese senza il loro consenso

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Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito EASA.

Consigliamo anche di scaricare il poter informativo (PDF in lingua inglese) su cosa fare e cosa non fare nelle varie categorie dalla C0 alla C4, pubblicato da EASA.

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Esiste una differenza tra SAPR e APR nel Regolamento ENAC?

Esiste una differenza tra SAPR e APR nel Regolamento ENAC?

La 3ª Edizione del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto emesso da ENAC ed entrato in vigore il 15 dicembre 2019 contiene delle espressioni di non facile interpretazione tecnica. Questo presta il fianco a differenti visioni con la possibilità, come successo nella recente sentenza di Genova, che possa essere più a vantaggio di chi opera abusivamente piuttosto che a protezione di chi opera legalmente.

Nella transizione verso il Regolamento Europeo sui droni noto come Regolamento EASA che entrerà in vigore il 1 luglio 2020 e che cancella la distinzione tra drone per uso professionale e drone per uso ludico, ENAC ha voluto mantenere questa specifica distinzione facendo diventare i dronisti per hobby degli operatori, ma solo per 6 mesi e poco più. Questo implica che chi pilota certe tipologie di droni deve sottostare a determinate specifiche del Regolamento ENAC che però pongono più dubbi che rispondere a domande. Questo soprattutto perché fino al 14 dicembre eravamo abituati a distinguere i droni in SAPR ovvero usati a scopo professionale e droni aeromodelli ovvero usati a scopo ludico.

Una di queste questioni aperte riguarda la differenza che il Regolamento fa tra APR e SAPR. Partiamo dalla definizione degli acronomi così come data dall'art. 5:

Aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR): mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo.

Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (SAPR): sistema costituito da un aeromobile a pilotaggio remoto senza persone a bordo e dai relativi componenti necessari per il controllo e comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto.

Operatore: persona fisica o giuridica che ha la responsabilità delle operazioni.

Pilota remoto: persona responsabile della condotta del volo degli APR che manovra manualmente i comandi di volo o, se l’APR è in volo automatico, controlla la rotta mantenendosi in condizione di intervenire e modificare la stessa in qualsiasi momento.

Come scritto negli acronomi, l'APR è il mezzo (ovvero il drone), il SAPR è il mezzo (ovvero il drone)+radiocomando usato da un pilota remoto.

Art. 8 Requisiti generali per l’impiego dei SAPR

Il problema si pone all'art. 8 comma 1, quando si legge:

Gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e gli operatori e/o i proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative hanno l’obbligo di registrarsi sul portale D-Flight e di apporre il codice identificativo QR sull’APR secondo le disposizioni di cui all’articolo 37.
I piloti di APR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e i piloti di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative hanno l’obbligo di conseguire un attestato di competenza secondo i requisiti di cui al successivo articolo 20 e le disposizioni di cui all’articolo 37.

Cosa dice l'art. 37 comma 1 lettere c-d:

A far data dal 1° marzo 2020 gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.

A far data dal 1° luglio 2020 gli operatori/proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.

Ad una prima lettura, ENAC sembra voler mantenere una certa distinzione di definizioni tra l'operatore professionale alla guida di un SAPR e l'operatore ludico alla guida di un APR. Entrando nello specifico, la distinzione è leggermente più sottile: gli operatori professionali utilizzano sempre un SAPR, perché utilizzano sempre un sistema composto da drone + radiocomando (o GCS, Ground Control Station). Al contrario gli operatori ludici non è sempre detto che utilizzino un SAPR, perché sul mercato esistono molti modelli che possono essere pilotati semplicemente tramite un'applicazione sullo smartphone o addirittura con semplici gesture della mano. Dunque si potrebbe dire che un drone senza radiocomando è un APR.

È per questo motivo che si parla di piloti di APR (per uso professionale o ludico), sistema elettronico di identificazione dell'APR, luci da installare sull'APR per il volo notturno, etc., perché in questi casi ci si riferisce sempre al mezzo aereo.

Artt. 9 e 10 operazioni non-critiche e critiche

Proseguendo nella lettura, possiamo notare che:

  • All'art. 9 Operazioni non critiche, quelle sotto le quali ricadono anche gli operatori ludici, si parla solo di APR;
  • All'art. 10 Operazioni critiche, si parla sia di SAPR che di APR. Ad es. al comma 5 si legge: "In ogni caso non sono consentite operazioni in aree urbane con APR di massa operativa al decollo maggiore di 10 kg a meno che il SAPR non soddisfi i requisiti del successivo comma 6".

Dunque si evince che le operazioni critiche sono riservate solo ai professionisti che utilizzano un SAPR, cioè un APR con radiocomando.

In merito alla tipologia di operazioni, ricordiamo che con questa edizione del Regolamento abbiamo la distinzione netta tra operazioni non specializzate ("effettuate con SAPR a scopo ludico o sportivo") che sono sempre e solo non-critiche e operazioni specializzate ("effettuazione, con un SAPR, di un servizio a titolo oneroso o meno") che possono essere sia non-critiche che critiche.

Art. 32 Assicurazione

Il dubbio maggiore nasceva con l'art. 37, comma unico, ove si legge:

Non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi adeguata allo scopo.

Come abbiamo visto il SAPR è sicuramente il drone usato per professione, quindi per professione bisogna essere assicurati contro terzi. Ma allo stesso modo può essere anche un drone ludico, se il pilota dell'APR sta usando una GCS o radiocomando. Quasi a dire che lo stesso drone se lo utilizzo con radiocomando lo devo assicurare, se lo utilizzo tramite app per smartphone non lo devo assicurare.

Se la cosa sembra contorta, l'intervento dell'Ing. C. Tripaldi di ENAC a Unomattina del 12 dicembre scorso aveva certamente "chiarito" la questione: lei ha detto che l'obbligo di assicurazione per gli operatori ludici scatterà dal 1° luglio 2020, quando però entrerà in vigore il Regolamento EASA. Ha infatti affermato:

la novità è che dal 1 luglio 2020 questi droni dovranno avere obbligatoriamente un'assicurazione, [...] è l'assicurazione del capofamiglia oppure i riferimenti sono quelli dell'assicurazione aeromodellistica, per i droni sotto i 25 kg.

Come a dire che l'obbligo non scatta dal 15 dicembre come per i professionisti, ma solo dal 1 luglio 2020. Per fortuna almeno su questo punto sono intervenute le FAQ dell'ENAC nelle quali si legge che:

L'assicurazione è obbligatoria per qualsiasi tipo di drone per qualsiasi uso

Dunque anche i ricreativi possono volare solo se in possesso di idonea assicurazione RC.

Conclusioni

Onestamente non si sentiva il bisogno che venisse introdotta questa confusione in un Regolamento di per sé già farraginoso. La nota positiva è che tutto questo terminerà il 30 giugno 2020. In ogni caso l'interpretazione che appare più corretta è quella che distingue SAPR e APR a livello tecnico, mentre dal punto di vista dell'applicazione del Regolamento non sussiste alcuna differenza tra le due tipologie.

Ma cosa fare nei prossimi 6 mesi? In questa bolgia legalese, grazie anche alle FAQ ENAC, noi ci sentiamo di dare le seguenti indicazioni:

  • Gli operatori ludici devono volare in ottemperanza alle operazioni non specializzate non critiche, nel rispetto della cartografia aeronautica, assicurando la propria flotta di droni appena possibile, considerando il costo davvero esiguo di questa fattispecie (intorno alle €50 o anche meno);
  • Gli operatori ludici non possono effettuare operazioni specializzate ovvero per conto terzi (né gratuite né tanto meno a pagamento), ma solo foto destinate a uso personale;
  • Non registrate i vostri droni sul portale d-flight: le norme transitorie dell'art. 37 del Regolamento consentono di attendere fino a luglio 2020, quindi non ha senso affrettarsi. Torneremo su quest'obbligo al momento opportuno;
  • Dal 1° marzo ed entro il 30 giugno 2020 sarà necessario acquisire l'attestato di pilotaggio APR livello base tramite superamento di un test di 40 domande online.

Invitiamo a leggere le aggiornate FAQ ENAC, disponibili dal 20 dicembre 2019, per qualsiasi dubbio inerente l'operatività in Italia con un SAPR/APR.

Approfondimenti

Guarda la puntata di Unomattina del 12 dicembre 2019 con l'intervento dell'Ing. Tripaldi di ENAC (a 1h39m ca.)

La Sentenza 2063 / 2019 - Tribunale di Genova

Pagina delle FAQ ENAC

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È attivo D-Flight ma consigliamo di non usarlo

Nuovo portale d-flight per i droni attivo

Da una manciata di ore è stato attivato il nuovo portale D-Flight, che nelle intenzioni della 3ª Edizione del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto di ENAC costituisce dal 15 dicembre il portale ufficiale per la cartografia aeronautica e dal 1° marzo 2020 il portale attraverso il quale tutti gli operatori dovranno passare per dichiarare i droni, operare legalmente, etc.

Nonostante qualche giorno di ritardo, la nuova versione del portale si presenta rinnovata e arricchita rispetto a quella vista fino a qualche giorno fa. Non tutte le novità sono positive: come ENAC aveva annunciato tempo fa, ora i servizi sono a pagamento.

L'indirizzo ufficiale per l'accesso ai servizi del portale offerti agli operatori è https://www.d-flight.it/web-app/

Andiamo con ordine.

Timeline

Per le tempistiche relative a tutte le nuove attività collegate al portale D-Flight, si ricordano le norme transitorie previste all'art. 37 comma 1 a-d del Regolamento:

  1. Le dichiarazioni per operazioni critiche in scenari standard, di cui all’art. 10 comma 2, vengono rilasciate tramite il sito ENAC fino al 29 febbraio 2020. A partire dal 1° marzo 2020 le dichiarazioni vengono rilasciate unicamente tramite l’accesso al portale D-Flight.
  2. Dal 1° luglio 2020 le dichiarazioni già rese dagli operatori per operazioni critiche in scenari standard tramite il sito ENAC decadono di validità. Entro il predetto termine tali dichiarazioni devono essere confermate tramite inserimento, senza oneri aggiuntivi, nel sito D-Flight.
  3. A far data dal 1° marzo 2020 gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.
  4. A far data dal 1° luglio 2020 gli operatori/proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.

Quindi si deve far notare quanto segue: a tutti gli operatori non è richiesto di svolgere tali attività fino al 29 febbraio 2020 e addirittura fino al 30 giugno 2020 se operatori ludici. Il che significa che non c'è alcun bisogno di procedere a registrare e pagare quanto previsto dalle tariffe. Anzi noi sconsigliamo di farlo prima della data del 1° marzo 2020.

D-Coin

D-Coin è la nuova moneta virtuale del portale D-Flight: Ogni D-Coin ha il costo di 1 euro, quindi se l'abbonamento annuale al portale costa €24, si devono acquistare 24 D-Coin.

L'acquisto avviene tramite un altro portale che con D-Flight condivide gli account, quindi servirà semplicemente riloggarsi con le stesse credenziali del portale per accedere al sistema di acquisto. Il pagamento è previsto che venga effettuato tramite carta di credito o bonifico bancario.

Carte aeronautiche

L'aspetto più importante del portale sono le carte aeronautiche, ora più precise e ricche di dati rispetto alla precedente versione. Per visualizzare le mappe è necessario registrarsi: la registrazione al portale è gratuita.

Nuove mappe aeronautiche aggiornate sul sito D-Flight

Droni APR ricreativi

Gli operatori/proprietari che utilizzano i droni per uso ricreativo non pagano l'abbonamento annuale al portale e il costo dei QR-code da applicare al drone è di soli €6 IVA inclusa, per ciascun esemplare.

Droni SAPR professionali

Gli operatori che utilizzano droni per scopo professionale sono la categoria più penalizzata da questo cambio normativo.

A loro è richiesto il pagamento di €24 IVA inclusa per l'abbonamento annuale al portale più il pagamento di €96 IVA inclusa una tantum per ogni drone che vogliono registrare e a cui va dunque applicato il QR-code. Avete una flotta di 100 droni? Sono €9600 per la registrazione. Prima di oggi la dichiarazione prevedeva il pagamento una tantum di €94 che poi potevano essere usati per tutte le dichiarazioni successive. Ricordiamo inoltre che in base al Regolamento art. 37 comma 1b:

Dal 1° luglio 2020 le dichiarazioni già rese dagli operatori per operazioni critiche in scenari standard tramite il sito ENAC decadono di validità. Entro il predetto termine tali dichiarazioni devono essere confermate tramite inserimento, senza oneri aggiuntivi, nel sito D-Flight.

Le dichiarazioni già esistenti, stando a questo comma, potrebbero essere convertite senza che sia richiesto un pagamento aggiuntivo. Se così fosse sarebbe buona cosa registrare tutti i droni per uso professionale entro il termine del 29 febbraio 2020 (art. 37 comma 1a).

Tariffe

Direttamente dal sito D-Flight apprendiamo quelli che sono i costi della piattaforma, la cui spesa sarà necessaria dal 1° marzo 2020:

Tariffe sito d-flight

Rilasceremo nuovi aggiornamenti a questo articolo appena saranno disponibili novità rilevanti.

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Webinar gratuito sul Regolamento SAPR Ed. 3 di ENAC

Cosa imparerai durante questo webinar gratuito

Il nuovo Regolamento

Come cambiano le modalità di utilizzo dei droni con il nuovo Regolamento che entrerà in vigore il 15 dicembre

I nuovi patentini

Dal 1 marzo 2020 cambiano le modalità per acquisire l'attestato di pilotaggio APR

Il nuovo hub D-Flight

L'importanza assunta dal portale D-Flight e come in futuro diventerà l'hub unico per tutti gli operatori e i dronisti

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Pubblicata l’Edizione 3 del Regolamento SAPR di ENAC (in aggiornamento)

300Sparkani in volo

Ieri 15 novembre l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), seppur con notevole ritardo rispetto alle sue stesse intenzioni, ha pubblicato l'Ed. 3 dell'11 novembre 2019 del Regolamento "Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto". Sostituirà integralmente l'Edizione 2 Emendamento 4 del 21 maggio 2018 a partire dal 15 dicembre 2019 data di entrata in vigore.

Regolamento Mezzi Aerei A Pilotaggio Remoto Ed 3 11112019

Le principali novità

Fin dalla pubblicazione delle bozze avvenuta in estate, abbiamo imparato a conoscere quali sarebbero stati i principali cambiamenti che avrebbero coinvolto il settore dei droni nel corso del regno del cd Regolamento Transitorio ENAC.

  • Art. 7: D-Flight diventa il portale di riferimento anche per la cartografia aeronautica. Dunque non sarà più necessario acquistare le carte stampate AIP, che rimangono comunque lo strumento principe per la navigazione aeronautica, ma basterà ora consultare la web-app online che è considerato strumento conforme.
  • Art. 8 comma 1: tutti gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale devono obbligatoriamente registrarsi sul sito D-Flight e apporre il codice identificativo QR sull'APR. Quando si dice tutti, vuol dire proprio tutti: ENAC infatti non fa distinzione in base al peso, pertanto che si voglia utilizzare per lavoro un Tello, un Mavic Mini, piuttosto che un Matrice 210, bisogna registrarsi online. A differenza del Regolamento EASA, viene confermata la distinzione tra drone per lavoro e drone ricreativo dal momento che i droni come il Tello e il Mavic Mini utilizzati per diletto non sono soggetti al Regolamento ENAC in quanto il loro peso è inferiore a 250 grammi.
  • Art. 8 comma 6: viene introdotto nel Regolamento SAPR il volo notturno, per il quale si devono usare luci che consentano il riconoscimento della posizione e dell'orientamento del drone nello spazio aereo. Ora le operazioni di notte non sembrano limitate al solo scenario critico e non si dovranno usare le luci aeronautiche (verde a destra, rossa a sinistra, bianca dietro) per poter distinguere il drone da altri aeromobili.
  • Art. 8 comma 7: tutti gli APR possono essere condotti solo da un pilota in possesso di attestato di competenza in stato di validità.
  • Art. 8 comma 8: il pilota che conduce un APR in VLOS in scenario CRO deve essere visibile e chiaramente identificabile tramite l’uso obbligatorio di giubbetti ad alta visibilità recanti l’identificativo “pilota di APR”. Dunque non è richiesto il giubbetto per le operazioni in scenari non critici.
  • Art. 12 comma 5: si conferma che gli APR con MOD di 300 grammi possono essere condotti in condizioni considerate non critiche in tutti gli scenari operativi. Tuttavia il pilota deve conseguire l’Attestato, secondo quanto previsto al successivo articolo 21, entro il 1° luglio 2020. Dunque mentre oggi gli operatori erano esentati, entro l'entrata in vigore del Regolamento EASA dovranno conseguire l'Attestato.
  • Art. 21: si dispone che l'Attestato di pilota venga conseguito completando un apposito corso di formazione online fornito da ENAC e il superamento di un esame online su un portale web dedicato dell’ENAC composto da almeno 40 domande a risposta multipla. L'Ente ha già fatto sapere che tutto sarà attivo entro il 1 marzo 2020, data dalla quale bisognerà acquisire i vari attestati entro il 1 luglio 2020, data di entrata in vigore del Regolamento EASA.
  • Art. 22: per effettuare operazioni in scenari CRO il corso di formazione dovrà essere completato presso un centro di addestramento APR e prevede un esame teorico addizionale di almeno 30 domande a risposta multipla; è previsto inoltre il completamento di un apposito corso di addestramento pratico articolato su specifici scenari addestrativi (Standard e/o Non-Standard) al termine del quale il Pilota sostiene uno skill test con un Esaminatore APR. L'attestato ha validità 5 anni e per il rinnovo è prevista la frequentazione di un corso teorico di aggiornamento e il superamento di uno skill test.
  • Art. 24 comma 5: qui è fondamentale la dizione zone regolamentate (R) attive, un dato che non era presente nella Circolare ATM-09 e che conferma il fatto che il divieto di operare all'interno di zone regolamentate è valido soltanto se quella zona è attiva, secondo le disposizioni contenute in AIP-Italia ENR 5.
  • Art. 24 comma 6: l'ENAC può istituire zone con divieto temporaneo di sorvolo agli APR. Le informazioni su queste zone saranno pubblicate soltanto sul portale D-Flight.
  • Art. 37: gli attestati di pilota APR esistenti rimangono validi fino al 1 luglio 2021. Se scadono prima di tale data, vanno rinnovati secondo le disposizioni dell'art. 21, qualora scadessero dopo tale data saranno convertiti da parte dell’ENAC con una certificazione di competenza in conformità alle previsioni del Regolamento (CE) 2019/947. Non vi sono ancora informazioni in merito a questa conversione.
  • Art. 37 comma E: i piloti di APR con MOD superiore a 250 grammi usati per scopi ricreativi dovranno conseguire l'attestato di competenza nel periodo compreso tra il 1 marzo 2020 e il 1 luglio 2020. Oltre tale data non sarà possibile volare con un drone in assenza di attestato. Sono dunque esclusi da tale norma i Tello e i Mavic Mini.

Cosa cambia rispetto a oggi

Vi sono alcune importanti novità ma anche alcune norme che ci porteremo dietro fino al 1 luglio 2020. Riassumiamo velocemente quanto abbiamo letto sugli articoli del Regolamento:

  1. Il portale D-Flight diventa il nuovo hub di riferimento per i droni. Anzi presto la registrazione dei droni avverrà soltanto tramite il portale e non più tramite ENAC. Le mappe presenti su D-Flight assumono validità legale e anzi diventano l'unico punto di riferimento per sapere dove poter volare e dove no.
  2. Tutti i droni indipendentemente dal loro peso se usati per lavoro sono soggetti al Regolamento. Soltanto i droni ricreativi sotto i 250 grammi ne sono esclusi. Dunque per droni come il Tello e il Mavic Mini bisognerà fino a luglio 2020 scegliere se usarlo come SAPR o come "aeromodello". ENAC dunque accoglie solo per metà le previsioni del Regolamento EASA. Dunque l'Ente ha scelto di interpretare alla lettera il concetto di transizione.
  3. Anche i piloti di un APR "trecentino" dovranno acquisire l'attestato di pilotaggio, attraverso il superamento di un corso e un esame online di 40 domande proposti da ENAC. Il tutto dovrà avvenire nel periodo compreso tra il 1 marzo 2020 e il 1 luglio 2020.
  4. Il giubbotto con la scritta "pilota di APR" rimane obbligatorio soltanto per le operazioni condotte in scenari critici.
  5. Il volo notturno entra adesso nei requisiti generali dei SAPR, quindi non sembra più limitato alle sole operazioni con APR CRO. Non viene utilizzata la dizione "luci aeronautiche", che si traduce nel dover usare qualsiasi sistema di luci atto a riconoscere posizione e orientamento del drone nello spazio aereo di tipo differente per distinguerli da altri aeromobili di linea. In nessun caso sono sufficienti le sole luci del drone.
  6. Sarà necessario frequentare un Centro di Addestramento soltanto qualora si voglia acquisire un attestato di pilotaggio per scenari CRO e lo skill test pratico sarà effettuato su scenari operativi.
  7. Gli attestati di pilota basici e CRO oggi esistenti avranno validità fino al 1 luglio 2021. Se scadono prima andranno rinnovati secondo le specifiche regolamentari, se scadono dopo verranno convertiti da ENAC con un adeguato Certificato di Competenza in accordo con il Regolamento EASA.
  8. Per tutti i dronisti che volano per divertimento, fino a oggi lo si poteva fare senza essere soggetti ad alcuna burocrazia, a patto di volare al di fuori di CTR e altre aree soggette a restrizioni di volo. Dal 15 dicembre 2019 chi vorrà volare con un drone che supera i 250 grammi (quindi esclusi Tello e Mavic Mini, oltre a tutti i dronini Eachine etc.), per intenderci droni come Xiaomi Fimi X8 o Fimi A3, Hubsan Zino, i Walkera, insomma tutta quella categoria di droni che pochi si sognerebbero di usare per lavoro ma molti per diletto visto i bassissimi costi, sarà soggetto a registrazione sul sito D-Flight, assicurazione (alcune assicurazioni forniscono per fortuna premi assicurativi che coprono tutta l'attività hobbystica e non il singolo mezzo, mentre chi è assicurato professionalmente potrebbe avere compreso il volo ricreativo come previsto dal Regolamento EASA), acquisizione dell'attestato di pilota basico. Ma guadagnerà la possibilità di poter volare anche nelle CTR essendo il suo volo inquadrato nelle operazioni non critiche, a patto naturalmente di rispettare i requisiti richiesti, ovvero lontano almeno 50 metri dalle persone, 150 metri dalle aree congestionate, in spazi aperti lontano dai centri urbani e dai parchi pubblici, etc.
  9. La dizione droni ricreativi crea la categoria cd degli aeromodelli puri, che sono esclusi dal Regolamento secondo l'art. 35. Mentre per i droni i limiti sono imposti dalla Circolare ATM-09, per gli aeromodelli il Regolamento impone un'altezza massima di 70 m AGL entro un raggio massimo di 200 m, al di fuori di CTR e ATZ, oppure volare all'interno delle aree istituite da ENAC (soprattutto i campi volo riconosciuti con ATM-03). Si conferma che l'Attestato di Aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli rilasciato dall'Aero Club d'Italia consente il superamento del limite di 70 m AGL per l'altezza massima.

I droni sotto i 250 grammi sono fuori Regolamento SAPR? Non sono nemmeno aeromodelli puri

L'Ing. Veccia su Dronezine e l'Ing. Cardi, vicedirettore generale di ENAC, su Affari Italiani hanno rilasciato dichiarazioni chiare in merito al fatto che i droni sotto i 250 grammi usati per scopo ricreativo sono esclusi dal Regolamento. Dunque non solo non sono soggetti a registrazione e attestato di pilota, ma probabilmente non saranno nemmeno soggetti agli altri dettami del Codice della Navigazione Aerea. È quindi possibile che dal 15 dicembre 2019 al 1 luglio 2020 i Tello e i Mavic Mini potranno volare sul Colosseo, vicino gli aeroporti, a 500 metri d'altezza, senza incorrere in alcun tipo di sanzione? Ovvero la non soggezione al Regolamento li esclude anche dal rispetto della cartografia aeronautica?

AGGIORNAMENTO

Noi forniamo questa possibile interpretazione: i droni ricreativi sotto i 250 grammi di MOD non sono classificati come APR e non ricadono nemmeno all'interno dell'art. 35 che li classifica come aeromodelli puri in quanto per definizione un aeromodello è un velivolo sprovvisto di sistema che ne permetta il volo automatico e/o autonomo, e il Mavic Mini ha un dispositivo GPS che può essere utilizzato a tal fine. La maggior parte non sono nemmeno giocattoli perché riportanti il bollino 14+. Quindi pur essendo considerati non offensivi, non pericolosi, che non sono di interesse aeronautico, non è ben chiaro se sono vincolati al rispetto delle limitazioni previste dalla cartografia aeronautica, come volare al di fuori di CTR e ATZ e lontano da cose e persone. Di certo c'è che se si decide di registrarli come APR, pur essendo poi soggetti all'acquisizione di un attestato che sarà valido solo 4 mesi, alla registrazione e all'assicurazione, si potranno usare per uso ricreativo anche all'interno delle CTR.

Le testate giornalistiche Dronezine e Quadricottero News hanno chiesto chiarimenti ad ENAC in proposito, e vi aggiorneremo prontamente appena arriverà una risposta ufficiale da parte dell'Ente.

Per ora, oltre naturalmente al buon senso, invitiamo tutti alla cautela e a non fidarsi di interpretazioni estreme del Regolamento, ovvero ad attendere che questi dubbi si dipanino nel corso delle prossime settimane per non incorrere in spiacevoli sorprese di carattere amministrativo e penale.

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