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Dal 1 marzo 2020 obbligatoria la registrazione del drone su d-flight

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Ci siamo: oggi 1 Marzo 2020 inizia la nuova era del volo degli APR in Italia. Come da Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto Ed. 3 del 15/12/2019, art. 37 comma C, in virtù dell’art. 8.1 del medesimo testo, tutti i droni per volare a fini professionali da oggi dovranno possedere il QR-code. Bisogna ricordare che tutti i QR-code generati in passato sono decaduti di validità.

Poiché sono stati segnalati dei bug che possono inficiare la registrazione di operatore e droni, abbiamo preparato una guida alla registrazione su d-flight con i corretti passi da seguire per evitare di incorrere in queste problematiche, come illustrato nell’articolo dedicato:

COME REGISTRARSI CORRETTAMENTE SU D-FLIGHT

Con le nuove disposizioni normative il QR-code è soggetto al pagamento di una tariffa, anzi se vogliamo di una doppia tariffa: la registrazione al portale d-flight e il servizio di generazione e rilascio del QR-code, secondo la seguente tabella:

Tipologia di utilizzo del droneRegistrazioneAbbonamento annuale (IVA inclusa)QR-code (IVA inclusa) per singolo drone
Uso Professionale Gratuita €24 €96

Il pagamento delle somme dovute avviene tramite D-Coin, che non è una valuta virtuale ma una sorta di credito prepagato con l’equivalenza €1 = 1 D-Coin, spendibile per attivare sottoscrizioni, caratteristiche e servizi nell’App D-Flight. Tali costi, secondo quanto affermato da ENAC, servono per ripagare e finanziare lo sviluppo della piattaforma e l’implementazione di servizi specifici e dedicati al mondo dei droni, come l’U-SPACE e l’U-TAM (che in futuro sostituirà per gli APR il NOTAM).

DCoin
Icona del DCoin

Quindi per ottenere il QR-code sul vostro drone, se è la prima volta che eseguite la procedura, vi dovrete prima registrare sul portale, poi acquistare l’abbonamento annuale, infine acquistare il QR-code. In questo caso al primo acquisto nello store d-flight sarà necessario inserire nel carrello 120 D-Coin, frutto della somma tra i €24 dell’abbonamento e i €96 del QR-code (IVA inclusa). Il pagamento potrà avvenire tramite bonifico bancario o carta di credito: per ovvi motivi solo il secondo sistema accredita immediatamente i D-Coin e dunque la possibilità di procedere subito all’acquisto dei servizi. Ricordiamo che lo store è su una sezione separata rispetto al portale d-flight, pertanto l’accesso al medesimo non avviene direttamente dal sito principale ma prevede che l’utente effettui un nuovo login.

Ricordiamo infine che sempre da oggi 1 Marzo tutte le nuove dichiarazioni per operazioni specializzate, sia di droni inoffensivi che di droni per operazioni in scenari non critici che di droni per operazioni in scenari critici standard (Art. 10 comma 2) dovranno avvenire tramite il portale D-Flight e saranno soggette al versamento della tariffa applicata da ENAC e riscosse direttamente da ENAC. Per disposto regolamentare il riporto delle dichiarazioni già rilasciate o la cui domanda è stata effettuata entro il 29 Febbraio 2020 (inserimento sul portale d-flight da effettuarsi entro il 30 Giugno 2020), la cui tariffa è già stata regolarmente versata ad ENAC, non comporteranno alcun onere economico (Art. 37 comma b).

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Rilasciata la bozza della Circolare LIC15 per i nuovi Attestati di Pilota APR

Nuova LIC15 per gli Attestati di Pilota APR

Il 14 Febbraio ENAC ha rilasciato la bozza della nuova LIC15, la Circolare dedicata a Centri di Addestramento e Attestati Pilota. Fino al 24 febbraio sarà possibile commentare la bozza che dovrebbe essere trasformata in documento ufficiale entro il 1 Marzo 2020, giorno nel quale, come da Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto Ed. 3 di Dicembre 2019, inizierà il nuovo corso che culminerà con l'entrata in vigore del Regolamento Europeo in data 1 Luglio 2020.

Sotto i 250 grammi di MOD, come previsto anche dalla Categoria C0 di EASA, non si richiede Attestato di pilota APR ma solo registrazione dell'operatore se il drone è dotato di telecamera.

Le bozze confermano quanto oramai si sapeva da tempo: per le operazioni non critiche (future Open C1-C4), si dovrà sostenere un esame online di 40 domande a seguito di un corso, sempre online che sarà fornito da ENAC su un portale web dedicato. Affinché l'esame sia ritenuto superato bisognerà rispondere correttamente ad almeno il 75% delle domande. L'Attestato di Pilota APR ha validità 5 anni.

Per le operazioni critiche VLOS (futura Categoria Specific) bisogna avere l'Attestato di base, frequentare un corso teorico di almeno 10 ore, e superare un esame supplementare di almeno 30 domande a risposta multipla. È prevista inoltre una parte pratica di almeno 3 ore di addestramento su specifici scenari addestrativi (es: volo in ambiente urbano, volo di precisione in ambienti ostili), al termine del quale sarà necessario superare uno skill test che consiste in una missione di almeno 10 minuti rappresentativa degli scenari sui quali ci si è addestrati.

Il pilota che abbia conseguito l'Attestato CRO-VLOS potrà in seguito ottenere l'abilitazione EVLOS/BVLOS attraverso uno specifico corso di abilitazione. Bisognerà dimostrare di avere svolto come responsabile del volo almeno 36 missioni per almeno 6 ore di volo. È prevista una sessione teorica di almeno 24 ore di insegnamento, e una sessione pratica di almeno 8 ore di addestramento, al termine del quale è previsto uno skill test con una missione di almeno 20 minuti.

Per diventare Istruttori di Volo (FI APR) sarà necessario possedere un Attestato di Pilota APR CRO, aver svolto almeno 100 missioni per un minimo di 16 ore complessive, e frequentare un corso di istruzione all'insegnamento e apprendimento composto da una parte teorica di 10 ore e una parte pratica di 18 missioni da almeno 10 minuti l'una.

L'ultimo livello è quello di Certificato di Esaminatore APR: si deve possedere l'abilitazione FI APR bisognerà aver svolto 150 missioni per un minimo di 25 ore di volo di cui almeno 50 missioni per un minimo di 8 ore complessive svolte in qualità di FI APR. Bisognerà superare un “Assessment of Competence” svolto dall’ENAC.

La parte relativa all'organizzazione dei Centri di Addestramento (CA) è dall'art. 6 in poi. Da pag. 17 ci sono invece tutti gli allegati che contengono: argomenti dei corsi teorici, skill test, bozza di attestato, Syllabus corso SORA.

ATTIVO IL SITO ENAC PER IL PATENTINO ONLINE DRONI

Bozza Circolare LIC15A Web

Si può dire che nell'immediato futuro acquisire un Attestato di Pilota APR sarà più semplice ed economico per tutte le tipologie di operazioni specializzate e non specializzate previste. Non sarà necessario acquisire Attestati per piloti che svolgono qualsiasi tipo di operazione con droni di massa al decollo inferiore a 250 grammi (tipo Mavic Mini o DJI Tello). Per svolgere operazioni non critiche si fa tutto online su un portale web dedicato da ENAC. Meno impegno anche per acquisire un Attestato di Pilota APR CRO, ma attenzione, perché giustamente l'addestramento sarà più specifico e potrebbe essere necessario, soprattutto per i piloti alle prime armi, un periodo di addestramento supplementare a inizio corso.

Va segnalato inoltre che coloro che svolgono operazioni non specializzate non critiche (ex aermodellisti), dovranno conseguire gli attestati a partire dal 1 Luglio 2020. Mentre per i professionisti tale data è anticipata al 1 Marzo 2020.

Per le operazioni EVLOS/BVLOS è necessaria una piccola nota: poiché bisognerà adeguare la metodologia addestrativa alle previsioni comunicate da EASA tramite lo STS-02 e contenute nella Opinion 05/2019, è conveniente forse aspettare prima di lanciarsi nell'acquisizione di questa estensione, per non rischiare di vedersela invalidata all'entrata in vigore di EASA. Bisognerà poi capire con quali droni sarà effettivamente possibile effettuare operazioni BVLOS senza la necessità di un'area segregata, dal momento che la stragrande maggioranza degli APR in commercio non consente di effettuare le manovre previste dai principi di “see and avoid” o “detect and avoid”.

La nuova LIC15, in attesa di capire che fine faranno gli Attestati di Pilota APR acquisiti negli ultimi anni da tanti piloti, ci introduce verso un addestramento dei piloti più consapevole e più orientato verso le missioni che si andranno effettivamente a svolgere sul mercato del lavoro, il che dovrebbe garantire più consapevolezza e più sicurezza nella conduzione degli APR.

Per scaricare la bozza in PDF e il modello in DOCX per i commenti, da inviare entro il 24 Febbraio, ecco il link alla pagina ENAC:

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Esiste una differenza tra SAPR e APR nel Regolamento ENAC?

Esiste una differenza tra SAPR e APR nel Regolamento ENAC?

La 3ª Edizione del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto emesso da ENAC ed entrato in vigore il 15 dicembre 2019 contiene delle espressioni di non facile interpretazione tecnica. Questo presta il fianco a differenti visioni con la possibilità, come successo nella recente sentenza di Genova, che possa essere più a vantaggio di chi opera abusivamente piuttosto che a protezione di chi opera legalmente.

Nella transizione verso il Regolamento Europeo sui droni noto come Regolamento EASA che entrerà in vigore il 1 luglio 2020 e che cancella la distinzione tra drone per uso professionale e drone per uso ludico, ENAC ha voluto mantenere questa specifica distinzione facendo diventare i dronisti per hobby degli operatori, ma solo per 6 mesi e poco più. Questo implica che chi pilota certe tipologie di droni deve sottostare a determinate specifiche del Regolamento ENAC che però pongono più dubbi che rispondere a domande. Questo soprattutto perché fino al 14 dicembre eravamo abituati a distinguere i droni in SAPR ovvero usati a scopo professionale e droni aeromodelli ovvero usati a scopo ludico.

Una di queste questioni aperte riguarda la differenza che il Regolamento fa tra APR e SAPR. Partiamo dalla definizione degli acronomi così come data dall'art. 5:

Aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR): mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo.

Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (SAPR): sistema costituito da un aeromobile a pilotaggio remoto senza persone a bordo e dai relativi componenti necessari per il controllo e comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto.

Operatore: persona fisica o giuridica che ha la responsabilità delle operazioni.

Pilota remoto: persona responsabile della condotta del volo degli APR che manovra manualmente i comandi di volo o, se l’APR è in volo automatico, controlla la rotta mantenendosi in condizione di intervenire e modificare la stessa in qualsiasi momento.

Come scritto negli acronomi, l'APR è il mezzo (ovvero il drone), il SAPR è il mezzo (ovvero il drone)+radiocomando usato da un pilota remoto.

Art. 8 Requisiti generali per l’impiego dei SAPR

Il problema si pone all'art. 8 comma 1, quando si legge:

Gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e gli operatori e/o i proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative hanno l’obbligo di registrarsi sul portale D-Flight e di apporre il codice identificativo QR sull’APR secondo le disposizioni di cui all’articolo 37.
I piloti di APR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e i piloti di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative hanno l’obbligo di conseguire un attestato di competenza secondo i requisiti di cui al successivo articolo 20 e le disposizioni di cui all’articolo 37.

Cosa dice l'art. 37 comma 1 lettere c-d:

A far data dal 1° marzo 2020 gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.

A far data dal 1° luglio 2020 gli operatori/proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.

Ad una prima lettura, ENAC sembra voler mantenere una certa distinzione di definizioni tra l'operatore professionale alla guida di un SAPR e l'operatore ludico alla guida di un APR. Entrando nello specifico, la distinzione è leggermente più sottile: gli operatori professionali utilizzano sempre un SAPR, perché utilizzano sempre un sistema composto da drone + radiocomando (o GCS, Ground Control Station). Al contrario gli operatori ludici non è sempre detto che utilizzino un SAPR, perché sul mercato esistono molti modelli che possono essere pilotati semplicemente tramite un'applicazione sullo smartphone o addirittura con semplici gesture della mano. Dunque si potrebbe dire che un drone senza radiocomando è un APR.

È per questo motivo che si parla di piloti di APR (per uso professionale o ludico), sistema elettronico di identificazione dell'APR, luci da installare sull'APR per il volo notturno, etc., perché in questi casi ci si riferisce sempre al mezzo aereo.

Artt. 9 e 10 operazioni non-critiche e critiche

Proseguendo nella lettura, possiamo notare che:

  • All'art. 9 Operazioni non critiche, quelle sotto le quali ricadono anche gli operatori ludici, si parla solo di APR;
  • All'art. 10 Operazioni critiche, si parla sia di SAPR che di APR. Ad es. al comma 5 si legge: "In ogni caso non sono consentite operazioni in aree urbane con APR di massa operativa al decollo maggiore di 10 kg a meno che il SAPR non soddisfi i requisiti del successivo comma 6".

Dunque si evince che le operazioni critiche sono riservate solo ai professionisti che utilizzano un SAPR, cioè un APR con radiocomando.

In merito alla tipologia di operazioni, ricordiamo che con questa edizione del Regolamento abbiamo la distinzione netta tra operazioni non specializzate ("effettuate con SAPR a scopo ludico o sportivo") che sono sempre e solo non-critiche e operazioni specializzate ("effettuazione, con un SAPR, di un servizio a titolo oneroso o meno") che possono essere sia non-critiche che critiche.

Art. 32 Assicurazione

Il dubbio maggiore nasceva con l'art. 37, comma unico, ove si legge:

Non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi adeguata allo scopo.

Come abbiamo visto il SAPR è sicuramente il drone usato per professione, quindi per professione bisogna essere assicurati contro terzi. Ma allo stesso modo può essere anche un drone ludico, se il pilota dell'APR sta usando una GCS o radiocomando. Quasi a dire che lo stesso drone se lo utilizzo con radiocomando lo devo assicurare, se lo utilizzo tramite app per smartphone non lo devo assicurare.

Se la cosa sembra contorta, l'intervento dell'Ing. C. Tripaldi di ENAC a Unomattina del 12 dicembre scorso aveva certamente "chiarito" la questione: lei ha detto che l'obbligo di assicurazione per gli operatori ludici scatterà dal 1° luglio 2020, quando però entrerà in vigore il Regolamento EASA. Ha infatti affermato:

la novità è che dal 1 luglio 2020 questi droni dovranno avere obbligatoriamente un'assicurazione, [...] è l'assicurazione del capofamiglia oppure i riferimenti sono quelli dell'assicurazione aeromodellistica, per i droni sotto i 25 kg.

Come a dire che l'obbligo non scatta dal 15 dicembre come per i professionisti, ma solo dal 1 luglio 2020. Per fortuna almeno su questo punto sono intervenute le FAQ dell'ENAC nelle quali si legge che:

L'assicurazione è obbligatoria per qualsiasi tipo di drone per qualsiasi uso

Dunque anche i ricreativi possono volare solo se in possesso di idonea assicurazione RC.

Conclusioni

Onestamente non si sentiva il bisogno che venisse introdotta questa confusione in un Regolamento di per sé già farraginoso. La nota positiva è che tutto questo terminerà il 30 giugno 2020. In ogni caso l'interpretazione che appare più corretta è quella che distingue SAPR e APR a livello tecnico, mentre dal punto di vista dell'applicazione del Regolamento non sussiste alcuna differenza tra le due tipologie.

Ma cosa fare nei prossimi 6 mesi? In questa bolgia legalese, grazie anche alle FAQ ENAC, noi ci sentiamo di dare le seguenti indicazioni:

  • Gli operatori ludici devono volare in ottemperanza alle operazioni non specializzate non critiche, nel rispetto della cartografia aeronautica, assicurando la propria flotta di droni appena possibile, considerando il costo davvero esiguo di questa fattispecie (intorno alle €50 o anche meno);
  • Gli operatori ludici non possono effettuare operazioni specializzate ovvero per conto terzi (né gratuite né tanto meno a pagamento), ma solo foto destinate a uso personale;
  • Registrate i vostri droni sul portale d-flight: l'obbligo parte dal 1° Marzo 2020;
  • Dal 1° marzo ed entro il 30 giugno 2020 sarà necessario acquisire l'attestato di pilotaggio APR livello base tramite superamento di un test di 40 domande online.

Invitiamo a leggere le aggiornate FAQ ENAC, disponibili dal 20 dicembre 2019, per qualsiasi dubbio inerente l'operatività in Italia con un SAPR/APR. In questa pagina si trova scritto che:

  • APR è l'acronimo di Aeromobile a Pilotaggio Remoto, cioè un mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo.
  • SAPR è l'acronimo di Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto, cioè un sistema costituito da un mezzo aereo (aeromobile a pilotaggio remoto) senza persone a bordo, utilizzato per fini diversi da quelli ricreativi e sportivi, e dai relativi componenti necessari per il controllo e comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto.

Dal punto di vista interpretativo, ENAC stabilisce dunque una chiara distinzione. Peccato che tale distinzione non sembra sia così chiara ed evidente nel disposto normativo del Regolamento.

DA OGGI 1 MARZO 2020 OBBLIGATORIA LA REGISTRAZIONE DEL DRONE SU D-FLIGHT

Approfondimenti

Guarda la puntata di Unomattina del 12 dicembre 2019 con l'intervento dell'Ing. Tripaldi di ENAC (a 1h39m ca.)

La Sentenza 2063 / 2019 - Tribunale di Genova

Pagina delle FAQ ENAC

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È attivo D-Flight ma consigliamo di non usarlo

Nuovo portale d-flight per i droni attivo

Dal 1° Marzo vige l'obbligo di registrazione dell'operatore sul portale D-Flight e dell'applicazione del QR-Code, rilasciato dalla piattaforma, sul proprio SAPR, per poter operare legalmente. Quanto scritto nel presente testo si riferisce alla situazione a Dicembre 2019 e non tiene conto degli aggiornamenti tecnici cui il portale è stato sottoposto negli ultimi mesi.

Da oggi 1 Marzo obbligatoria la registrazione del drone su d-flight

Segnaliamo inoltre il nostro contributo per una corretta registrazione sul portale, al fine di incorrere nel bug che sta causando notevoli problemi a molti account, che risultano bloccati e dunque gli operatori impossibilitati a svolgere le proprie missioni nel rispetto della normativa vigente.

COME REGISTRARSI CORRETTAMENTE SU D-FLIGHT

Da una manciata di ore è stato attivato il nuovo portale D-Flight, che nelle intenzioni della 3ª Edizione del Regolamento Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto di ENAC costituisce dal 15 dicembre il portale ufficiale per la cartografia aeronautica e dal 1° marzo 2020 il portale attraverso il quale tutti gli operatori dovranno passare per dichiarare i droni, operare legalmente, etc.

Nonostante qualche giorno di ritardo, la nuova versione del portale si presenta rinnovata e arricchita rispetto a quella vista fino a qualche giorno fa. Non tutte le novità sono positive: come ENAC aveva annunciato tempo fa, ora i servizi sono a pagamento.

L'indirizzo ufficiale per l'accesso ai servizi del portale offerti agli operatori è https://www.d-flight.it/web-app/

Andiamo con ordine.

Timeline

Per le tempistiche relative a tutte le nuove attività collegate al portale D-Flight, si ricordano le norme transitorie previste all'art. 37 comma 1 a-d del Regolamento:

  1. Le dichiarazioni per operazioni critiche in scenari standard, di cui all’art. 10 comma 2, vengono rilasciate tramite il sito ENAC fino al 29 febbraio 2020. A partire dal 1° marzo 2020 le dichiarazioni vengono rilasciate unicamente tramite l’accesso al portale D-Flight.
  2. Dal 1° luglio 2020 le dichiarazioni già rese dagli operatori per operazioni critiche in scenari standard tramite il sito ENAC decadono di validità. Entro il predetto termine tali dichiarazioni devono essere confermate tramite inserimento, senza oneri aggiuntivi, nel sito D-Flight.
  3. A far data dal 1° marzo 2020 gli operatori di SAPR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.
  4. A far data dal 1° luglio 2020 gli operatori/proprietari di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative non potranno svolgere attività di volo in assenza di registrazione e i relativi SAPR devono essere provvisti di QR code.

Quindi si deve far notare quanto segue: a tutti gli operatori non è richiesto di svolgere tali attività fino al 29 febbraio 2020 e addirittura fino al 30 giugno 2020 se operatori ludici. Il che significa che non c'è alcun bisogno di procedere a registrare e pagare quanto previsto dalle tariffe. Anzi noi sconsigliamo di farlo prima della data del 1° marzo 2020.

D-Coin

D-Coin è la nuova moneta virtuale del portale D-Flight: Ogni D-Coin ha il costo di 1 euro, quindi se l'abbonamento annuale al portale costa €24, si devono acquistare 24 D-Coin.

L'acquisto avviene tramite un altro portale che con D-Flight condivide gli account, quindi servirà semplicemente riloggarsi con le stesse credenziali del portale per accedere al sistema di acquisto. Il pagamento è previsto che venga effettuato tramite carta di credito o bonifico bancario.

Carte aeronautiche

L'aspetto più importante del portale sono le carte aeronautiche, ora più precise e ricche di dati rispetto alla precedente versione. Per visualizzare le mappe è necessario registrarsi: la registrazione al portale è gratuita.

Nuove mappe aeronautiche aggiornate sul sito D-Flight

Droni APR ricreativi

Gli operatori/proprietari che utilizzano i droni per uso ricreativo non pagano l'abbonamento annuale al portale e il costo dei QR-code da applicare al drone è di soli €6 IVA inclusa, per ciascun esemplare.

Droni SAPR professionali

Gli operatori che utilizzano droni per scopo professionale sono la categoria più penalizzata da questo cambio normativo.

A loro è richiesto il pagamento di €24 IVA inclusa per l'abbonamento annuale al portale più il pagamento di €96 IVA inclusa una tantum per ogni drone che vogliono registrare e a cui va dunque applicato il QR-code. Avete una flotta di 100 droni? Sono €9600 per la registrazione. Prima di oggi la dichiarazione prevedeva il pagamento una tantum di €94 che poi potevano essere usati per tutte le dichiarazioni successive. Ricordiamo inoltre che in base al Regolamento art. 37 comma 1b:

Dal 1° luglio 2020 le dichiarazioni già rese dagli operatori per operazioni critiche in scenari standard tramite il sito ENAC decadono di validità. Entro il predetto termine tali dichiarazioni devono essere confermate tramite inserimento, senza oneri aggiuntivi, nel sito D-Flight.

Le dichiarazioni già esistenti, stando a questo comma, potrebbero essere convertite senza che sia richiesto un pagamento aggiuntivo. Se così fosse sarebbe buona cosa registrare tutti i droni per uso professionale entro il termine del 29 febbraio 2020 (art. 37 comma 1a).

Tariffe

Direttamente dal sito D-Flight apprendiamo quelli che sono i costi della piattaforma, la cui spesa sarà necessaria dal 1° marzo 2020:

Tariffe sito d-flight

Rilasceremo nuovi aggiornamenti a questo articolo appena saranno disponibili novità rilevanti.

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Webinar gratuito sul Regolamento SAPR Ed. 3 di ENAC

Cosa imparerai durante questo webinar gratuito


Il nuovo Regolamento

Come cambiano le modalità di utilizzo dei droni con il nuovo Regolamento che entrerà in vigore il 15 dicembre


I nuovi patentini

Dal 1 marzo 2020 cambiano le modalità per acquisire l'attestato di pilotaggio APR


Il nuovo hub D-Flight

L'importanza assunta dal portale D-Flight e come in futuro diventerà l'hub unico per tutti gli operatori e i dronisti

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